Le donne nella Comèdie Humaine di H. de Balzac

Le donne nella Comèdie Humaine di H. de Balzac

A cura di

Carolina Colombi – Valentina Dragoni – Ferlisi Maria Lucia e Giulia  LaFace

Eccoci al secondo appuntamento con la nostra rubrica dedicata ai classici della letteratura.

 Dopo l’introduzione a Balzac, la cui vita personale supera la caratterizzazione di molti personaggi, eccoci pronte a inoltrarvi nella lettura di alcuni dei suoi libri.

 Il primo romanzo che vi proponiamo è IL COLONELLO CHABERT.

 Il libro fa sempre parte della Comedie  Humaine di Balzac, scene di vita privata.

 Il romanzo vi trasporterà in pieno nell’atmosfera ottocentesca della Francia.

 Con forte intensità illustrerà i personaggi e le scene, con la maestria che solo un grande autore come Balzac può fare.

 Al termine della lettura di ogni libro non potrete fare a meno di amare i suoi personaggi e di voler leggere altri libri del grande Balzac .

 Dal libro è stato tratto anche un film nel 1994 che ha riscosso numerosi premi, i cui  interpreti sono Gerard Depardieu e Fanny Ardant.

Maria Lucia Ferlisi

Il colonnello Chabert

Il colonnello Chabert fa ritorno dopo aver partecipato a una sanguinosa battaglia.

IL COLONNELLO CHABERT

di Carolina Colombi

 Scritto nel 1832 e pubblicato nello stesso anno, il colonnello Chabert si può definire un lungo racconto.

 Anche se per l’intenso contenuto delle vicende narrate lo si potrebbe catalogare come romanzo.

 Il protagonista è uno dei più valorosi ufficiali dell’armata napoleonica, ritenuto morto in battaglia.

 E’ invece sopravvissuto, nonostante fosse stato gettato in una fossa e sepolto ancora vivo.

 E con grande sofferenza, fisica e morale, il militare si è fatto largo fra i cadaveri, risalendo in superficie.

 Trascorsi dieci anni da quei terribili momenti, il soldato fa ritorno a casa.

 Ma il suo non è un ritorno al luogo d’origine, dove spera di ritrovare la sua vecchia vita, perché tornare nella Parigi della Restaurazione è come entrare in una terra straniera.

 La guerra, così come accade per tutti i conflitti, in ogni luogo e in ogni tempo, trasforma i soldati cambiando l’essenza di ogni essere umano.

 Coloro che tornano dalla guerra si lasciano dietro dolore e desolazione, diventando persone del tutto diverse da quelle che erano prima della loro partenza.

 E ciò avviene anche ne Il colonnello Chabert, toccato dagli eventi che gli hanno lasciato addosso un marchio indelebile.

 E’ un relitto d’uomo quello che, dopo la lunga assenza, fa ritorno alla propria casa.

 Nessuno lo riconosce, e intorno a sé trova solo un muro d’indifferenza. Neppure la moglie, di cui l’ufficiale è ancora innamorato.

 Soltanto una persona, un giovane e idealista avvocato, gli resta accanto e tenta di restituire all’uomo la propria identità.

 Dà infatti inizio a una trattativa legale, affinché il poveretto si possa riappropriare del suo nome e dei suoi averi. Anche se solo in parte.

Il colonnello Chabert

Il colonnello Chabert è un racconto di H. de Balzac

 Nella moglie, al suo ritorno, il militare scopre non la donna buona e angelicata che credeva di aver sposato.

 Ma trova una persona che si rivela essere un’egoista e anaffettiva, oltre che tesa a salvaguardare solo i propri interessi. Economici e amorosi.

 Infatti, mentre il marito era al fronte, la donna si è unita in matrimonio con un altro uomo.

 Ereditata la fortuna del primo marito, frequenta salotti esclusivi ed è completamente soddisfatta della propria condizione di persona benestante.

 Non si preoccupa affatto della sorte del poveretto, tornato dalla guerra in misera condizione, umana ed economica.

 Ma in un momento successivo, riconoscendogli una rara nobiltà d’animo, la donna si finge affettuosa.

 E tenta di indurlo, consenziente, a scomparire di nuovo: non avrebbe così turbato la sua piacevole esistenza.

 Ma a scompaginare il suo diabolico piano, interviene Il colonnello Chabert che acquista consapevolezza della crudeltà della moglie.

 E disilluso dalla vita e dagli affetti non desidera altro che darsi al vagabondaggio.

 Rinunciando così a lottare e a ricostruirsi una vita.

 Fuggirà, volontariamente, da una realtà che gli presenta in tutta la sua durezza, e non gli appartiene più.

 Tornerà quindi a essere un relitto, senza nome e senza rifugio.  Ad accoglierlo, in attesa della morte, troverà riparo presso un ospizio.

 Le vicende raccontate si svolgono nella Parigi dei primi dell’800, finiti i fasti dell’era napoleonica.

 Il racconto offre uno spaccato dettagliato e visivo della vita francese dell’epoca,  di una Francia disillusa dopo il sogno napoleonico, che sembrava rappresentare un faro per l’umanità.

 Invece, tutto ciò in cui si era creduto, si risolve in un amaro risveglio.

Il colonnello Chabert

Disillusione del colonnello, dopo il suo ritorno

 Quella sviluppata ne Il Colonnello Chabert è un’analisi sottile, puntigliosa, che illustra usi, costumi e morale, non proprio specchiata, del tempo.

 E’ un rappresentazione che trafigge il lettore, perché mostra il tramonto di una nazione, col ritiro di Napoleone a Sant’Elena.

 Anche in questo romanzo, inserito nel mosaico della Comediè Humaine, è presente l’elemento maggiormente ricorrente del percorso narrativo del Balzac: la donna.

 Ma in questo caso la femmina è un esemplare negativo.

 Perché la contessa Ferraud, moglie dell’ufficiale, è una donna di passioni e sentimenti, esaltati dall’avidità del denaro.

 La sua chiave di lettura potrebbe essere quella di un dramma sulla personalità, come evince inizialmente.

 In realtà, il racconto è solo la narrazione della delusione di un uomo alienato dalla famiglia e dalla sua vecchia vita.

 Ne Il collonnello Chabert si riscontra il ritratto di un vinto, altra figura che emerge nella letteratura balzacchiana.

 Vinto, perché indifeso di fronte alla malvagità della vita, che si presenta maligna, simile a quella di leopardiana memoria.

 Il militare rappresenta uno dei tanti personaggi che si trovano nelle opere di Balzac.

 Anche in questo caso il protagonista è delineato dall’autore con fine abilità, tale da renderlo un personaggio straordinario.

 Oltre che vero e nitido, di quella nitidezza che tiene il lettore incantato dalla prima all’ultima pagina del romanzo.

 Ma è anche personaggio esemplare, perché attraverso la sua arte, lo scrittore gli conferisce una vita che va oltre alla vicenda narrativa.

 Una vita che la si può interpretare come forma di vita eterna.

Cultura al femminile

 

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