STORIA DI UNA COPERTINA – I MIRACOLI DI FACEBOOK, di Cynthia Collu

STORIA DI UNA COPERTINA – I MIRACOLI DI FACEBOOK di cynthia collu

Contest Amarcord

Quando mi hanno mostrato la foto di quella bambina che con le mani si copriva il volto, ho subito pensato: E’ stupenda. La foto era in bianco e nero. Le braccia della piccola puntavano coi gomiti su un tavolo, erano due linee convergenti, morbide e bianche, che finivano sul volto, le belle e larghe mani lo coprivano quasi interamente, lasciando libera solo parte della fronte, il naso e la bocca. L’espressione, completamente nascosta. Sulla testa, un cappellino bianco fatto a uncinetto metteva in risalto i capelli lunghi e scuri.
Mi sono chiesta che cosa stesse provando quella bambina. Se era annoiata, o triste, o forse solo stanca. La bocca sembrava corrucciata, come facesse il broncio, ma forse la contrazione era dovuta alla stretta delle dita. Mi sarebbe piaciuto scostargliele, quelle mani, per vederla finalmente in viso.
Poi le cose sono andate di fretta. In Mondadori hanno deciso di colorare la foto, e il risultato è stato magnifico. I colori sembravano dati a pastello, il verde scuro dello sfondo, il viola chiaro e discreto della blusa che richiamava quello delle labbra piene, le braccia diventate di carne, il berretto bianco: la bellezza della foto originaria era stata rispettata.

Mi hanno inviato la prima copia, e di nuovo, oltre alla felicità per la pubblicazione, ho indagato il viso nascosto di quella bambina. Chi sei, le chiedevo. Lo sai che mi hai portato fortuna? Il romanzo va bene.

Me lo sono chiesta per tanto tempo, nei momenti più impensati.

Ebbene, facebook ha fatto il miracolo. Un giorno ricevo un messaggio da una mia lettrice che è su fb, mi racconta che ha visto su Internet la foto in bianco e nero del mio romanzo, con accanto il nome della fotografa.
Sono andata subito a controllare: l’emozione è stata fortissima. Accanto all’immagine della mia copertina c’era un’altra foto in bianco e nero: la stessa bambina, ma questa volta le braccia erano abbassate, la mano sinistra sosteneva una guancia e l’altra poggiava sul tavolo. Sei tu, finalmente! ho pensato. Alla fine ti vedo in viso!
Una bella bambina di undici, dodici anni. E l’espressione… beh, quella ve la mostrerò prossimamente.

Qui mi preme raccontarvi la storia della copertina. Ho controllato su fb: questa fotografa – un’inglese – c’era! Le ho chiesto subito l’amicizia, le ho raccontato che il suo scatto era finito per diventare l’immagine del mio romanzo. Lei ne è stata felicissima, ha voluto comprare il libro anche se non conosce l’italiano. Così, per il piacere di averlo, mi ha scritto.
Poi, un giorno, vedo che scrive il mio nome su un post. Vado a controllare, ed ecco l’altro miracolo! La fotografa sta scrivendo ALLA BAMBINA! Le racconta la storia della fotografia, che il suo viso è finito su una copertina, di come mi sono messa in contatto con lei. La bambina, che ormai è una splendida ragazza, mi chiede l’amicizia.

Ora, ogni tanto, seguo i suoi post: mi piace vederla crescere, ridere, vivere.

La fotografa si è trasferita in Danimarca, dove ha avuto due splendidi bambini.

Per quanto mi riguarda, io sto lavorando al terzo romanzo. Ogni tanto ripenso a questa storia, e oggi ho voluto condividerla con voi, perché la felicità non è autentica se non viene condivisa.

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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