“Per sempre” di Susanna Tamaro

“Per sempre” di Susanna Tamaro

Recensione di Carolina Colombi

Per sempre

Una lettera d’amore del protagonista alla propria moglie.

 

“Tanto il tuo mondo era popolato di eventi misteriosi, altrettanto il mio, al tempo del nostro incontro, era ristretto su ciò che era visibile.”

 

 In Per sempre, storia di vita e morte, sono molti gli interrogativi che Matteo si pone.

 

 Anche di ordine mistico. Inevitabilmente, l’uomo è portato a farsi domande complesse, a cui però è difficile rispondere. Chi è Dio? Si chiede.

 E poi ancora. Come può un uomo aggrapparsi a un’entità superiore per uscire dall’incubo infernale da cui è stato inghiottito?

 Scandagliando la sua realtà interiore, Matteo si lascia andare nel suo viaggio, apparentemente verso il nulla.

 Ma che invece si rivelerà un viaggio traboccante sì di dolore, ma anche di amore.

 Sarà attraverso la memoria di luoghi conosciuti, che con la loro struggente bellezza accrescono gli interrogativi dell’uomo.

  E nel contempo lacerano il suo animo, facendo di Matteo una persona dalla fragilità disarmante.

  Dopo aver vagato a lungo e perdendosi, vivendo immerso nella natura e alienandosi dalla sua vecchia vita, farà infine pace con se stesso.

 Nel suo straziante percorso lo accompagnano i ricordi del passato, che alternandosi al presente, permettono ai personaggi del romanzo di presentarsi con grande nitidezza.

“In questi anni, pensando a te, ascoltando le storie della gente che arriva quassù, mi sono reso conto che non c’è niente di più difficile del camminare uno accanto all’altro.”

 Per sempre è una storia permeata di un’intensità poetica che tocca le corde del più profondo dei sentimenti, il più importante e rilevante fra tutti: quello dell’amore.

 E’ con abilità narrativa e quasi in un sussurro, che Susanna Tamaro ci descrive le situazioni intime che  attraversano la vita di Matteo, portandolo a fare i conti con la propria interiorità.

 E pur essendo il libro popolato da pochi personaggi, la narrazione scorre via, soffice e leggera.

  In un alternarsi di frasi, come di danza cadenzata.

 Per nulla appesantita dalle argomentazioni impegnative di carattere spirituale che l’autrice prende in considerazione.

 Il registro con cui Per sempre si racconta è coinvolgente, intrigante, come già si è  apprezzato in Va’ dove ti porta il cuore.

 Ma questo romanzo è del tutto diverso dal precedente. Pur essendo entrambi legati da un unico filo conduttore: quello dell’amore.

 In quel caso si parlava di amore filiale, in questo di amore di coppia: pur sempre di amore si tratta.

“Quella notte l’ho passata a bere e l’alcol, come il vento sulla fiamma degli incendi, ha fatto divampare il mostro che c’era in me.”

 Per sempre è un testo alquanto originale, che offre un importante spunto di riflessione su tematiche che sfiorano la vita di tutti.

 La fragilità umana, le difficoltà a confrontarsi con drammi della vita e della morte che non si è mai preparati ad accettare, è un ulteriore argomentazione del libro.

 Quindi, lo stupore delle cose, quello che ogni vita porta con sé. Perchè spesso è la vita a mettere l’essere umano di fronte a eventi terribili che lo lacerano nel suo IO.

“Volevo cambiare, volevo trasformare il dolore e la distruzione in qualcosa di diverso.”

  La scrittura del libro è nitida ed evocativa.

  Tinteggiata con pennellate delicate, tale da consegnare ai lettori un romanzo straordinario.

  Il romanzo tratta dell’animo umano e del coraggio di cambiare, grazie all’amore.

  Amore che va oltre il concetto di vita e morte.

 

“Una volta liberata la mente, mi sono reso conto che, fino ad allora, non avevo visto la realtà, ma soltanto quella che io volevo fosse la realtà.”

 Raccontato con grande spontaneità, anche questa volta la Tamaro ci consegna un libro da leggere tutto d’un fiato.

Per sempre -Scheda libro
Titolo: Per sempre
Autore: Susanna Tamaro
Genere: Narrativa
Editore: Giunti
Anno di pubblicazione: 2011
Numero pagine: 187

 

Sinossi

Attraverso una lettera, struggente, lunga quanto il libro, un uomo racconta a sua moglie del suo viaggio sofferto, nella propria interiorità ferita. Matteo deve prendere su di sé un fardello, troppo pesante per le sue fragili spalle. Un fardello, che  lo logora costringendolo in un continuo “male di vivere”. Inghiottito dalla disperazione, le giornate di Matteo  sono abitate da un’immensa solitudine.  Nei momenti di sconforto si chiederà il perchè di tanto dolore. Soltanto dopo un percorso lungo e difficile, potrà darsi una risposta esauriente.

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