18 giorni di Sara Fiore

41nL5+Hfk9L
Quando un uomo siede un’ora in compagnia di una bella ragazza, sembra sia passato un minuto. Ma fatelo sedere su una stufa per un minuto e gli sembrerà più lungo di qualsiasi ora. Questa è la relatività.

Albert Einstein

Sicuramente avrete già sentito questa citazione. Riassume come il nostro cervello, il nostro corpo, il nostro essere percepiscono il passare del tempo.

“18 giorni” è il titolo del libro di Sara Fiore. Se fossero 18 giorni di vacanza probabilmente volerebbero, in particolare se li stessimo aspettando con ansia.

I 18 giorni dei protagonisti, però, sono una vacanza forzata tra le mura degli ospedali.

18 giorni in cui due genitori si ritrovano a guardare la propria bimba da un vetro invece che adorarla mentre dorme tranquilla a casa; o tenendola in braccio per pochi minuti, invece di passarla di braccio in braccio ninnandola dolcemente.

Ci sono una mamma ed un papà, ed in loro sfavore c’è che ancora non sapranno quanto saranno i giorni di attesa. C’è “lei”, che si affaccia a questo mondo portandosi dietro già un fardello.

Il libro di Sara Fiore è una finestra alternativa per osservare un momento di gioia che può diventare doloroso. La mamma sogna la bimba tra le sue braccia, immagina l’uscita dall’ospedale tra sorrisi e dolci sguardi, si ritrova spaesata in una realtà che non è la sua.

Non vi è trasmissione di angoscia, non vi è pessimismo. Si trovano nelle parole di Sara le difficoltà di comprendere come il mondo continui anche quando ci succede qualcosa di inaspettato che pensiamo di non saper gestire. Forse quel che è più duro è proprio accettare che la terra non smetta di girare in quel momento, perché quel momento è solo nostro. Ma è proprio questo incedere che ci salva dall’oblio, che ci ricorda che camminare – anche piano ed un passo alla volta- è sempre meglio che rimanere fermi, perché qualunque viaggio comincia con un passo.

Nei 18 giorni che mamma, papà e bimba passano in ospedale le emozioni emergono – a volte inaspettate ed incontrollabili– si scoprono altri mondi, altre persone, altre difficoltà. A volte ci si riscopre fortunati solo perché si dispone di un mezzo, perché ci si può permettere di comprare un panino. Luoghi normalmente anonimi come un bar diventano il mezzo per accedere al resto del mondo, per uscire dalla bolla.

In 18 giorni si apprezzano professionisti empatici, si imparano termini medici, persino il suono monotono e cadenzato di un monitor diventa un sottofondo familiare.

In 18 giorni si scopre di amare anche quando il peso del cuore sembra troppo da riuscire a sopportare

Elisabetta Corti

18 giorni, Sara Fiore

Puoi acquistare il libro cliccando qui.

Sinossi:

Ci sono attimi in cui la vita rallenta. Ore di lunghe attese, piene di paura e speranza. Così sono trascorsi i primi diciotto giorni della vita di mia figlia. La sua vita è iniziata difficilmente, da un ospedale all’altro per poter sopravvivere a un problema congenito. Non è stato facile affrontare quei momenti tra l’emotività e gli imprevisti post parto, quando si tira fuori una forza che non si sa neanche di avere. In queste poche parole voglio raccontarle cosa è successo in quei giorni, felice che lei non ne ricorderà mai nemmeno uno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *