“I fiori rubati” di Silvestra Sorbera

“I fiori rubati. La seconda indagine del commissario Livia.”

di Silvestra Sorbera

Recensione di Carolina Colombi

fiori rubati

Un rapimento di due bimbe dà il via a un’indagine.

 

 E’  corretto definire I fiori rubati un giallo “soft”

 

 Poiché lungo il corso della narrazione del racconto non trovano spazio scene cruente.

 L’indagine condotta dal commissario Livia, sembra qualificare il libro come un giallo.

 Quello che lega i personaggi di questa breve storia, durante la quale due bambine spariscono senza alcun motivo logico, è amore filiale.

 Entrambe possiedono il nome di un fiore, a caratterizzare la verde età delle piccole.

  Affranti, i loro genitori, non sanno spiegarsi l’inconsulto gesto, che in un primo momento lascia aperte tutte le ipotesi: anche la peggiore.

  Ovvero quella di un possibile rapimento.

  Incaricata di indagare sull’episodio, è il commissario Livia.

  E scavando nel passato dei genitori delle bimbe, fa luce sul mistero legato alla loro sparizione.

 Ne I fiori rubati

 

  La seconda indagine del commissario Livia, affioreranno episodi, legati alla nascita delle piccole, difficili da raccontare, ma che saranno esplicativi per chiarire la vicenda.

 Anche il trascorso privato di Livia è una nota dolente nella sua vita, un passato che il commissario non può cancellare, perché il suo ricordo le trafigge il cuore.

 S’intrecciano così, in maniera fluida e scorrevole, le vicende professionali e personali del commissario Livia.

 L’autrice, raccontandoci della famiglia del commissario e del suo progetto d’amore non realizzato, tratteggia un personaggio verosimile e con una forte carica umana.

 Quello guidato dalla poliziotta è un commissariato di una qualsiasi provincia siciliana, anonimo, uguale ad altri che si possono rintracciare in tutta Italia.

 Con tutte le problematiche che comporta esercitare una professione difficile come quella di appartenente alle forze dell’ordine.

 Ma il commissario Livia non è un poliziotto come quello che il lettore si aspetta.

 E’ un commissario sui generis, non tanto perché donna, ma in quanto possiede una grande umanità, di cui non tutte le persone sono dotate.

“Non era la prima volta che Livia sentiva quella frase “ma commissario lei è una donna” come se facesse differenza.”

  Nella protagonista del racconto, i fiori rubati

 

 

  La seconda indagine del commissario Livia, è possibile ritrovare una vaga somiglianza col commissario Montalbano di Andrea Camilleri.

 Di cui peraltro l’autrice fa menzione all’interno del racconto stesso.

 Anche gli altri personaggi sono delineati con buone descrizioni che li caratterizzano amabilmente.

 Accanto a loro, a definirli maggiormente, troviamo una narrazione molto dettagliata, spontanea e colloquiale, e arricchita dai molti dialoghi.

“Livia continuava a chiamare i poliziotti di sorveglianza a casa di Filippone, ma non c’erano novità, chiese agli agenti se sapessero in quale chiesa si erano andati a rifugiare e mandò uno dei suoi uomini a cercarli, ma fu l’ennesimo buco nell’acqua.”

Sinossi

Due bimbe scomparse misteriosamente. A condurre l’indagine per ritrovarle è Livia, un commissario di polizia, che fa di tutto per sciogliere l’intricato nodo in cui il mistero pare essere avvolto. Alla vicenda professionale e all’indagine con cui la poliziotta si deve confrontare, si alterna il racconto della sua vita privata, anch’essa complicata, perché legata al suo doloroso passato di cui non riesce a liberarsi. Anche il passato dei genitori delle bimbe scomparse, connesso alla loro sparizione, non è facile da raccontare. Ma sviscerandolo, sarà svelato il mistero che sta dietro alla sparizione delle due fanciulle.

 

Titolo: I fiori rubati. La seconda indagine del commissario Livia
Autore: Silvestra Sorbera
Genere: Narrativa
Editore: Amazon.it, Lazy book
Anno di pubblicazione: 2016

Link d’acquisto: I fiori rubati. La seconda indagine del commissario Livia

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *