Vacanze Aliene

In Vacanza con la piccola aliena.

Robiz

Da circa un anno, ogni mese io e la piccola aliena ci siamo fatte circa una settimana di ospedale; per il mese di giugno abbiamo deciso di rompere con le abitudini e di portare con noi anche il lato M (maschile) della famiglia, questa volta al mare.

Non troppo lontano da casa però. Al mare da noi, la nostra riviera romagnola, vivace, ospitale e con i nostri medici a portata di mano.

Intendiamoci, una capatina in ospedale non è mancata, è difficile perdere le vecchie abitudini. Fortunatamente solo per un controllo programmato, che purtroppo non ha avuto l’esito sperato, che ci ha impegnate solo una mattina. Grazie a degli amici fantastici, per il super terrestre è stata comunque l’occasione di una bella esperienza: dormire fuori casa.

Ma, come sono le vacanze con una piccola aliena?

Prima di tutto vicino a casa, oppure, un po’ più lontano, ma avendo prima verificato distanze e qualità dell’ospedale di riferimento. E comunque, a non più di un’ora di aereo, almeno fino ad un totale controllo su Mister E (crisi epilettiche n.d.r.).

Poi in appartamento, perché è più semplice organizzare pasti alieni.

E infine, pronti a dover dare spiegazioni un po’ a chiunque. Franci è lunga ma piccola: mani piccole, piedi piccoli, testa piccola. Come ogni piccolo attira l’attenzione dei più, che immancabilmente le sorridono in attesa di una reazione, magari un sorriso sdentato sciogli-ghiacci. Ma la reazione non c’è. Franci è decisamente disinteressata. Segue quasi sempre un sottile imbarazzo e la fatidica domanda (che faccio spesso anche io agli altri): “Che dolce. Quanti mesi ha?”. La mia risposta lascia quasi sempre un po’ tutti disorientati. La piccola aliena si avvicina infatti a grandi passi (di mamma) ai 2 anni. Peccato non faccia assolutamente nulla di quello che ci si aspetterebbe da una bambina della sua età.

Segue quindi spiegazione: Franci è una piccola aliena.

Ha una malattia cromosomica rara e per questo non ride, non piange, non parla, non sente, forse non vede, non cammina, non si regge ed è nel suo mondo. No, non si poteva sapere prima. No, non è ereditaria. E’ stata solo sfortuna, sì, soprattutto sua.

Ovviamente, nella maggior parte delle persone a cui, cercando di mantenere un certo ritegno, racconto in poche frasi due anni di noi, fa capolino un espressione di dolore, spesso anche indignazione, nei confronti della vita che permette cose così. Poi mi ritrovo di nuovo sola sotto l’ombrellone, con la mia piccola aliena, che, a pancia in giù sul suo telo cerca di rotolarsi, ma finisce per mangiare sabbia.

Le nostra vacanze con l’aliena sono ovviamente anche altro, dolce e amaro si alternano senza sosta. Il confronto inevitabile con la vita, ma anche lei che si abbandona al mare, cullata dall’acqua, i sorrisi di Marti mentre nuota e gioca con suo padre, conchiglie raccolte, aperitivi al tramonto e amici.

Le vacanze siamo noi quattro una settimana insieme e tutto l’amore che c’è.

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *