“Il soffio delle stagioni” di Maria Cristina Sferra

RECENSIONE DI ILARIA NEGRINI

Autore: Maria Cristina Sferra

Titolo: “Il soffio delle stagioni”

Genere: Poesia

Edizione: Maria Cristina Sferra 2016

Sferra, Il soffio delle stagioni

Sferra, Il soffio delle stagioni

Il tempo ci attraversa. Le stagioni “passano intorno e dentro di noi”, ci parlano e ci cambiano con soffi leggeri che sono poesia.
“Le poesie arrivano così, senza preavviso… sono tracce del passato, visioni del futuro… Eterno presente”
Cristina Sferra, nella sua raccolta poetica “Il soffio delle stagioni”, sfoglia la vita come un libro attraverso parole suggestive e pensieri che affrontano la nostra più grande paura: il finire delle cose, la perdita di ciò che amiamo. Vediamo il tempo correre veloce, mangiarsi i giorni e distruggere il nostro mondo. Ci illudiamo che il corpo che abbiamo sia nostro, ma sappiamo che è solo in prestito e che dobbiamo restituirlo.
E il tempo continua a scivolare via e ad assottigliarsi, come le stagioni che vediamo passare nel mutare dei colori, degli odori. Arriva l’autunno e ci resta un senso di angoscia, di vuoto.
“Vuoto il tempo, il caldo, il pensiero.
Vuoto tutto.
In attesa di vento che porti via,
di vento che porti altro”
Siamo piccoli, siamo esseri finiti, ma sentiamo che non può essere tutto qui.
C’è l’amore a ricordarcelo.
“Bello l’amore lento
Bello cadere nella dolcezza
Stordirsi di carezze”
dimenticare il tempo, riuscire a fermarlo e sentire che qualcosa ancora ci aspetta.
Cristina, la “raccoglitrice”, che “semina parole e raccoglie poesie” sa che possiamo leggere la nostra storia “una e una volta soltanto”, ma ciò che più desidera è poterla raccontare, trasformare gli eventi dell’esistere in versi.
Nella parola che rievoca i momenti passati, la fine viene annientata perché la parola poetica rende immortale il tempo.
E così l’uomo non è più semplicemente nel tempo, l’uomo è il tempo stesso, come dice Heidegger.
Siamo il tempo che scorre e si trasforma, il tempo che crea e distrugge. Siamo la parola che compie il tempo rendendolo eterno.

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Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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