“Incubo” di Wulf Dorn

Recensione di Chiara Minutillo

Autore: Wulf Dorn

Titolo: Incubo

Editore: Corbaccio

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Due bambini di cinque anni osservavano dalla staccionata del giardino il gatto dei vicini che aveva catturato un uccellino.

“I grandi. Ci raccontano le favole, ma non sono mica vere. Se adesso apriamo la pancia del gatto, l’uccellino non volerà via. Non è possibile, è morto. Il lupo ha denti molto più affilati di un gatto. Quindi la favola è una bugia e la tua mamma non ci ha detto la verità.”

“Forse voleva dire un’altra cosa” rifletté il bambino. “Le favole si raccontano per insegnare qualcosa”.

La bambina ci pensò su qualche istante, senza distogliere lo sguardo dal triste mucchietto di piume. “Ma allora il lupo non è un vero lupo” disse alla fine. “Forse significa un’altra cosa? Il lupo è vivo. Forse signfiica che Cappuccetto Rosso ha fatto qualcosa di male. E visto che è stata cattiva viene punita.”

Il bambino non era troppo convinto. “Ma la nonna non aveva fatto niente di male. Perché il lupo mangia anche lei?”

“Non è stata colpa sua” ribatté la bambina. “Ma, siccome Cappuccetto Rosso ha creduto al lupo e ha fatto qualcosa di male, anche alla nonna è capitato qualcosa di brutto.”

“Qualcosa di male” la corresse il bambino.

“Il male è da tutte le parti” dichiarò seria la bambina.

Il bambino aggrottò la fronte. “Ma allora che cosa c’entra il cacciatore? Se il lupo è il male, il cacciatore che cos’è?”

Una foresta davanti a lui. E le foreste nascondono sempre lupi. Reali o immaginari, piccoli o grandi. Bestie dai denti affilati, grondanti sangue. Bestie da incubo.

Incubo che si ripete. Ogni notte. Suoni, luci, forme oscure che rimandano a ricordi passati. Ricordi che non possono essere seppelliti. Ricordi che non possono essere ricordati. Perché non esistono. Come un incubo.

Un incubo che è solo nella sua immaginazione. Che assume sembianze reali. Che gioca con la sua mente e con ciò che essa contiene. O non contiene.

Orfano, con una leggera forma di autismo, a Simon non è rimasto altro che suo fratello, sua zia e un incubo che lo tormenta, presentando visioni anche quando è sveglio. Tutto sembra remargli contro. Tutti sembrano volerlo abbandonare. Tutti tranne Caro, bella, giovane, intraprendente. E il momento per riscattarsi agli occhi di tutti, soprattutto ai suoi, arriva quando nel piccolo centro di Falhenberg scompare una ragazza e un’altra viene aggredita. Improvvisamente, quella foresta dove si cercano funghi e si fanno gite in bicicletta assume le sembianze della tana del mostro, il covo del lupo. Lo scenario dell’incubo.

Diventato famoso con “La Psichiatra”, Wulf Dorn firma un nuovo psicothriller dal ritmo serrato, veloce, che non lascia fiato. Si addentra in luoghi fisici che i lettori affezionati già conoscono e, soprattutto, in quei luoghi della mente che a pochi è dato di comprendere. Un labirinto di specchi, dove tutto è reale eppure nulla è come sembra. Come in un incubo.

Incubo che nasce dalla mente, se ne impossessa, ci gioca, fino a bruciarla, rovinarla, scartarla. “Incubo” è nato nella mente dello scrittore tedesco, per poi infilarsi subdolamente in quella dei suoi lettori, giocare con il loro intuito, bruciarne le ipotesi, rovinarne le prove, scartare tutto per ricominciare daccapo.

Gioca, Dorn. Gioca con la mente e con l’istinto. Nasconde tutto eppure rivela ogni cosa, come un abile illusionista. L’incubo è un illusione. L’illusione di qualcosa di reale. Come un lupo dietro un cespuglio. O come un lupo dentro di noi.

Mostrò a Simon la pietra levigata che teneva in mano, e che risplendeva chiara sotto la luna. “Se si toglie lo strato superficiale, si scopre la vera forma sottostante” disse. “Allora è più facile comprendere. Ciascuno di noi reca in sé molti aspetti. Uno di questi è quello istintivo. Freud lo chiama Es. non è necessariamente cattivo, ma è importante controllarlo. Es è come il lupo cattivo delle favole. Finché dai ascolto alla ragione e ai sentimenti, e sai che può diventare pericoloso, non ti farà niente. Ma guai se gli lasci campo libero. Allora ti divora. A volte basta un solo istante. E, se poi non riconosci il tuo errore, le cose peggiorano ulteriormente.”

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SINOSSI

Simon è un ragazzo difficile, rinchiuso da sempre nel suo mondo. La sua vita precipita in un incubo dopo la morte dei genitori in un terribile incidente d’auto, dal quale Simon esce miracolosamente illeso ma, da allora, soffre di fobie, allucinazioni, sogni che lo tormentano ogni notte. Costretto a trasferirsi dalla zia Tilia dopo un periodo di riabilitazione in ospedale, passa le sue giornate esplorando la campagna sulla bicicletta del fratello Michael. Nella zona sembra aggirarsi un mostro: una ragazza è scomparsa, e una notte si perdono le tracce anche di Melina, la fidanzata di Michael, il quale diventa l’indiziato principale. Insieme a Caro, una ragazza solitaria che ha conosciuto nella sua nuova scuola, Simon affronta le proprie paure più nascoste e va a caccia del lupo che miete le sue vittime nel bosco di Fahlenberg. Ma niente è come sembra. Oscuro, inquietante, avvolgente, Incubo è il nuovo psicothriller di Wulf Dorn.

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