“Fotografie in Re Maggiore” di Claudia Bresolin

Recensione di Sabrina Corti

imageFotografie in Re Maggiore

di Claudia Bresolin 

Romanzo – Narrativa contemporanea 

Ed. Lettere Animate

Roma. Oggi.

E voi capite che un romanzo ambientato a Roma giá parte bene.

Livia e Elisa. Due giovani donne che convivono perchè legate da una amicizia salda e complice ma anche per necessità economiche.

Entrambe fanno un lavoro che non le soddisfa, che è una necessitá per sopravvivere ma che non è il lavoro dei loro sogni. I loro sogni sono altri: per l’una la musica, per l’altra la fotografia.

Le fotografie in Re maggiore.

Livia ed Elisa si aprono al lettore, si confidano, si mettono nudo e  le lettrici donne un pochino ci si ritroveranno in queste donne non perfette, nè fisicamente nè caratterialmente. E meno male che una volta tanto le protagoniste non sono le principesse dai capelli lucenti, dalla vita da vespa, le gambe slanciate e nessun difetto ma proprio nessuno.

Livia e Elisa potrebbero essere ciascuna di noi.

E poi ancora Roma, in tutte le stagioni, e anche il mare vicino. Ti sembra di respirarla quell’aria. Ti sembra di vederli quei tramonti sul Tevere. Ti sembra di entrarci in quelle pozzanghere che le piogge scroscianti hanno riempito.

Elisa e Livia ci raccontano la loro quotidianitá con tutti i suoi momenti di gioia, di tristezza, di imprevisti, di soprese.

Claudia Bresolin utilizza una tecnica di scrittura insolita ma azzeccata. I punti di vista delle due protagoniste si alternano: una volta Livia e una volta Elisa. Le protagoniste parlano in prima persona. Anzi, ci parlano in prima persona. Ci svelano i loro sentimenti e stati d’animo. Ci trattano da amiche. Viene quasi voglia di interagire con loro, di sostenerle, di calmarle, di ridere con loro, di asciugare le stoviglie accanto a Elisa o Livia quando una delle due manca.

Un bel romanzo di narrativa contemporanea, con una scrittura famigliare.

Vi ho detto tutto?

No. Non vi ho parlato di Leo, di Andrea e di Mattia.

Tre uomini e due donne? Qualcosa non torna…

E invece torna tutto. Tre uomini completamente diversi tra loro le cui vite si intrecciano, e mica poco, con quelle protagoniste.

Tre uomini con caratteri, cultura, etá e pensieri eterogenei. Vi lascio la sorpesa di conoscerli meglio e di scoprire il finale: immaginatelo in un’istantanea mentre in sottofondo un pianoforte suona le note di Wutherings Heights.

***

In molti sostengono che la tonalità re maggiore sia più adatta all’allegria, ai trionfi; quella minore invece per la tristezza e la nostalgia – – Provi ancora a convincermi che l’amore di Heatcliff e Catherine sia un allegro trionfo? – Mentre la mia voce invocava Heathcliff, Livia prese la macchina fotografica e mi scattò una foto. Sorrise: – È questa nostra nostalgia ad essere un allegro trionfo!

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