“Vuoi litigare? Facciamolo bene!” di Maria Saccà

“Vuoi litigare? Facciamolo bene!” di Maria Saccà

Recensione di Lina Mazzotti

vuoi litigare ? facciamolo bene!

 Questo libro un po’ saggio e un po’ racconti è un viaggio verso la vita autentica, slegata dal passato.

Ogni partner, all’interno della coppia, porta il suo carico di esperienze, di vissuti, di emozioni antiche, di decisioni prese… porta il suo copione di vita.

Possiamo addestrarci a riconoscere i nostri copioni e le varie fasi dei conflitti, la loro origine.

Litigare è normale ma bisogna farlo in modo giusto, per avanzare nella consapevolezza e nell’armonia con l’altro e con noi stessi, per godere appieno della nostra esistenza.

Gli esseri umani non sono un blocco monolitico con caratteristiche precise e immutabili.

Tutto parte da molto lontano, il bambino nei primi mesi di vita ha delle idee personali sul mondo e su sè stesso.

Così può decidere che “la mamma è ok” perché lo accudisce, mentre lui non lo è perché ne è dipendente.

Oppure, può elaborare il fatto di avere una mamma distante con la decisione: “io non sono ok” perché dipendente ma “neanche tu non sei ok”.

Ma se il bambino deve sopportare mancanze di calore umano, “si sente ok” perché in grado di farlo ma recepisce “la madre come non ok”.

I ricordi, e, di conseguenza, le registrazioni contenute nei nostri Stati dell’Io, sono la registrazione esatta di ciò che abbiamo visto e sentito, provato e capito.

Naturalmente, con la crescita queste decisioni devono essere superate altrimenti si hanno problematiche di inadeguatezza e di ansia.

Anche se queste convinzioni rimangono inconsciamente mantenute.

Ma il testo ci sollecita a uscire dai nostri copioni e sperimentare tante opzioni differenti per osare, perché solo rischiando si può vincere!

 Tramite l’Analisi Transazionale vengono studiati gli stadi dell’Io con tre componenti: “Genitore“, “Adulto” e “Bambino“.

In essi ritroviamo tutte le registrazioni di ciò che abbiamo visto, sentito, provato e capito è un nastro interiore non cosciente.

Che emerge a tratti quando meno ce l’aspettiamo, trasformato in sentimenti, progetti, paure e ideali, tutto ciò compone la nostra interiorità.

Nel “Genitore” ritroviamo le parole e i fatti dei nostri genitori o adulti peculiari per noi.

Nell’ “Adulto” invece sono le registrazioni di ciò che abbiamo imparato, le nostre capacità razionali.

Mentre in quelle del “Bambino” ritroviamo il nostro bambino vissuto con le emozioni provate.

Sono determinanti nella vita perché diventano la nostra realtà psicologica.

Per essere equilibrati ci vuole un “Adulto” che funzioni regolarmente, un “Genitore Affettivo” che ci permetta di coccolare e di coccolarci e un “Bambino libero” pieno di entusiasmo.

Ma tranquilli, se così non fosse si può sempre cambiare, decidendo quale stato dell’Io usare.

Infatti l’Io “Adulto” è il nostro computer di bordo e media tra l’ Io “Genitore” e l’ Io “Bambino”.

 In Analisi Transazionale chiamiamo transazioni tutti gli scambi comunicativi che abbiamo con gli altri. Quando parliamo con qualcuno, partiamo da un nostro Stato dell’Io, cercando di agganciare uno Stato dell’Io soddisfacente nell’altro. Se ciò si verifica, e la conversazione va a buon fine, parliamo di transazioni complementari: i due messaggi viaggiano paralleli e ottengono la risposta che ci aspettiamo.

 Mentre se le risposte non vanno come ci aspettavamo e ne rimaniamo spiazzati parliamo di transazioni incrociate.

Ne esiste un altro tipo: transazioni ulteriori in cui il messaggio non è in ciò che diciamo ma è nascosto nella comunicazione non verbale, nella mimica, nel tono di voce e nella postura corporea.

L’importante è non usare questa comunicazione per far stare male l’altro o noi stessi  con giochi di svalutazione.

 Un gioco che si chiama “Tutta colpa tua”. I giochi psicologici non sono per nulla divertenti, sono fonte di guai.

Spesso sono portati avanti in modo inconsapevole per aderire e rivalorizzare le abitudini.

Un atteggiamento non giusto che però si ripete per mancanza di consapevolezza adulta alimentata dall’ emozione parassita a livello psicologico.

Per capire meglio tutti questi meccanismi e individuare i nostri errori leggiamo gli otto racconti con altrettante coppie che mettono in luce le situazioni tipiche.

Uomini e donne che pur amandosi si feriscono, si fanno male, accumulando in questo modo tanti bollini neri.

Sono copioni con giochi delle parti, che possono riguardare ogni relazione non solo di coppia.

Individuando le assonanze con i nostri comportamenti non ottimali, possiamo liberarci dalle paure e dai giudizi, accettando la nostra storia che si incastra con quella delle persone che ci stanno vicino.

Altrimenti, si finisce per non vivere più dentro la vita, ma un palmo sopra o sotto di essa, rievocando un passato irto di difficoltà o prefigurando un futuro che potrà presentarne altrettante… e dimenticando, intanto, il presente, l’adesso.

È attraverso la conoscenza che possiamo cambiare l’andamento delle relazioni, agendo da adulti consapevoli e lasciando i giochi psicologici stereotipati e dolorosi.

Infatti possiamo scegliere di avere una vita serena, consapevoli delle difficoltà ma con la certezza di avere le capacità per superarle.

Vivendo nel presente e guardando intorno senza preoccuparci, perché il tempo è solo nostro.

Meglio sfruttarlo con spontaneità ascoltando le emozioni per stare bene con noi stessi e con l’altro.

La felicità è uno stato d’animo circoscritto nel tempo, ma la serenità, il sentirsi in pace con sé stessi, il vivere la vita pienamente, accettando anche i momenti critici, sapendo che abbiamo le risorse per superarli… può durare per sempre.

 Un libro illuminante per mettere ordine nelle priorità della vita e per essere finalmente sereni.

Sinossi

Giulia e Alberto, Anna e Carlo, Camilla e Filippo e tutti gli altri protagonisti di questo libro hanno molto in comune con noi. Ci assomigliano, perché sono coppie che, come la nostra, sperimentano quotidianamente le difficoltà della convivenza, alternando momenti di gioia e serenità ad altri di scontro e di parole taglienti. Proprio di questi scontri parleremo, dei litigi che ci lasciano spossati e con la sensazione di non aver risolto nulla. Perché litigare è giusto, è inevitabile, ma VA FATTO BENE!

Occorre conoscere cosa si nasconde dietro le nostre discussioni ripetitive e inefficaci, per trasformare in momenti produttivi e di crescita della coppia che permettono di dire a se stessi e all’altro: “Stavolta è servito, qualcosa cambierà!”.

Nella vita a due:

  • litigare spesso per le solite, vecchie ragioni?
  • vi ritrovate alla fine spossati, arrabbiati e con la sensazione di non aver risolto nulla?
  • vi accorgete che c’è “qualcosa” che non funziona, ma non capite cosa?

Forse è arrivato il momento di cambiare, il momento di… smettere di farsi del male per ritrovare l’armonia con il partner.

Questo libro è lo strumento che vi aiuterà a riconoscere i meccanismi che danno origine alle vostre incomprensioni, a superarli e a migliorare la vostra relazione di coppia.

Titolo:“Vuoi litigare? Facciamolo bene!”
Autore: Maria Saccà
Genere: Psicologia
Editore: Franco Angeli
Data edizione: 2015
Pagine: 145

 

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Lina Mazzotti [LiZ]

Ho sempre lavorato con bambini e anziani nell’ambito socio sanitario e nell’insegnamento. Lettrice vorace, amo scrivere poesie, collezionare aforismi, praticare l’handmade. Vivo a contatto con la natura e i miei dolci gatti.

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