L’ autismo: leggere per capire e capirsi

L’ autismo: leggere per capire e capirsi

di Emma Fenu

Ho letto molti libri sull’ autismo, perché la diversità, in un’accezione generale e onnicomprensiva, ci appartiene e va conosciuta, compresa, accolta, apprezzata.

E perché conobbi un bambino, quando ero una ventenne piena di certezze, che seppe sgretolarle, queste mie certezze, come castelli di sabbia dopo un’onda di risacca.

Cantava in sequenza ciclica tutte le melodie del “Re Leone” della Disney, mentre io pretendevo silenzio e rispetto per il mio pianto.

Era lui, in verità, il re e il leone: nessuno avrebbe potuto farmi rialzare più velocemente da una scivolata da nulla, all’inizio della salita della Vita.

Sono stata in Rue de Merlin numero 11, in una Parigi intrisa di pioggia e di quotidianità, a seguire anche io la magia di Matthieu, il quattrenne autistico protagonista de “Il bambino che mangiava le stelle”.

Mi sono seduta alla mensa dell’extraterrestre, gli ho concesso una ciocca dei miei capelli affinché, così, potesse entrare in contatto con me, che sono aliena per lui.

Autore: Kochka
Titolo: “Il bambino che mangiava le stelle”
Edizione: Salani, 2010
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autismo

Ho corso con Max e Budo, rispettivamente bambino reale e amico immaginario del romanzo scritto da Mattew Dicks, in un mondo che costringe, perché è troppo stretto, o che fa sentire smarriti, perché troppo grande, o che ti vuole cambiare, perché è troppo crudele per cambiare per te.

Autore: Mattew Dicks
Titolo: “L’amico immaginario”
Edizione: Giunti, 2012
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autismo

Ho stretto la mano di una mamma “elicottero” che protegge il suo cucciolo con indomito coraggio, e ad un’altra, Gina Codovilli, ho rivolto domande in merito al libro dedicato al suo principe, Andrea, affetto da autismo.

Autore: Gina Codovilli
Titolo: “Il mio principe. Soffrire, crescere, sorridere con un figlio autistico”
Edizione: Itaca, 2010
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autismo

Credevo di aver compreso molto: la solitudine, il valore delle piccole conquiste, l’importanza della solidarietà in una società che scivola nell’abisso dell’individualismo.

Mi sbagliavo.

Il libro “Basta, vado a dormire!”, a cura di Rita Francese, che raccoglie numerose testimonianze di genitori e di affetti dai vari tipi di autismo, mi ha fatto capire che dormivo.

Io dormivo. Altri no, loro malgrado.

Non affronterò il tema dal punto di vista medico: ci sono persone più titolate e con un bagaglio di studi e di esperienze, imprescindibile da un impegno professionale fruttuoso, che possono farlo con maggiore credibilità.

Racconterò, invece, il mio percorso umano di lettrice, che si immerge con la propria vita nelle vite altrui, raccontate con sincerità spiazzante e ironia irriverente, con valli di amore infinito e grotte di istinto di sopravvivenza, con mura di concretezza e finestre aperte sul sogno, con sete di speranza e di vendetta.

Quando la sera si va a dormire, in alcune famiglie si abbatte una “tromba d’aria”.

Di giorno già c’era, ma l’oscurità ci rende più vulnerabili e il sonno più sfiniti.

La notte tutto tace e ciò che di giorno chiamiamo indifferenza diventa man mano abbandono.

Cosa sono le “trombe d’aria”? Sono corse di un ragazzo alto due metri nudo per casa, sono oggetti scagliati, sono tavoli ribaltati, sono testate contro il muro, sono decine di pillole che scendono per la gola perdendosi nel nulla, sono grida senza eco.

Ma sono anche occhi innamorati, corpi intrecciati, unghie smaltate, gelati divorati, abbracci senza respiro, risposte che danno senso svelando il nostro non senso.

Ma siamo anche noi, se fossimo trattati da diversi e non accettati, se ci venisse chiesto di snaturarci, di scomparire, di farci vivisezionare.

L’autismo non è oltre, è dentro di noi, e ci denuda, impudico, senza lasciarci maschere: chi crediamo di essere lo supponiamo, chi realmente siamo lo scopriamo e lo riveliamo quando ci dimostriamo inabili nel relazionarci con chi è per noi alieno.

Non è forse questo che riteniamo essere il problema degli autistici, ossia l’incapacità di empatia? Siamo proprio sicuri di essere davvero empatici in quanto normodotati?

Siamo sicuri di essere cugini, zii, nonni, insegnanti, amici, compagni, colleghi e conoscenti davvero in grado di accogliere il diverso?

Autore: AA.VV. a cura di Rita Francese
Titolo: “Basta, vado a dormire!”
Edizione: Les Flanueurs, 2016
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autismo

Stilo una breve raccolta di “perle”, tratte dal libro “Basta, vado a dormire!”, che parenti, amici, educatori e medici hanno elargito ai genitori di figli affetti da autismo: per sorridere, anche se con amarezza.

Lo stupidario sull’autismo

 “Scusa, puoi allontanare il bambino? Il filmino della festa compleanno di mio figlio non viene bene, altrimenti”.

“Sei di nuovo incinta? Abortisci!”.

“Non sei in grado di fare figli sani”.

“Non ha nulla, sei tu che sei fissata”.

“Non ha nulla, è solo viziato”.

“Non ha nulla, non risponde perché i giovani d’oggi se ne fregano”.

“Siccome tu hai un figlio handicappato, credi che siano tutti handicappati come te e tuo figlio?”.

 “Non voglio che tuo figlio rompa qualcosa, resta a casa”.

“Potevi non venire sapendo che hai un figlio così”.

“Speriamo che la classe non resti indietro nel programma, dato che c’è tuo figlio”.

“La classe non è potuta andare in gita scolastica, a causa di tuo figlio che ha bisogno dell’insegnante di sostegno”.

And the winner is:

“Prime visite, prime di una lunga serie. La neuropsichiatra dell’ospedale: – Signora, lei suo figlio lo guarda mai negli occhi? Le avrei chiaramente risposto: – No, vado a tentoni, gli cambio i pannolini e guardo fuori dalla finestra! – ma a quell’epoca ero attonita e confusa.

PS: una cosa che della dottoressa mi è rimasta impressa, oltre alla domanda incredibile, sono state le unghie corte e sporche. Faceva giardinaggio senza i guanti?”. Maria Carella

 

 

 

 

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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