10 luglio 1976 – 2016. Il disastro di Seveso tra questioni ambientali e femminili

10 luglio 1976 – 2016.

Il disastro di Seveso tra questioni ambientali e femminili

di Maria Grazia De Castro

Il 10 luglio del 1976, da un reattore dello stabilimento chimico dell’Icmesa di Seveso, si leva nell’aria una nube di diossina che si disperde, a causa del vento estendendosi in diversi comuni della bassa Brianza: la stessa Seveso e poi Cesano Maderno, Desio e Meda.

A seguito di questo grave disastro ambientale molte famiglie vengono allontanate dalle loro case, ma in maniera inesorabile, chi paga alto il prezzo dell’inquinamento sono le donne.

Si scatena un clima di terrore a Seveso e dintorni sulle donne incinte.

All’epoca l’aborto era ancora reato se volontario essendo giustificato solo se terapeutico.

Il 2 settembre, l’assessore alla sanità, sottolinea l’esigenza che gli ospedali di Desio e Seregno si rendano disponibili per eventuali richieste di interruzione della gravidanza.

Precedentemente, esattamente un mese prima, in consiglio regionale la giunta aveva ribadito il proprio impegno a fornire alle donne incinte informazioni ed assistenza medica a garanzia della libera decisione che esse avrebbero assunto in merito all’eventuale aborto terapeutico.

E proprio in agosto cominciano alla clinica Mangiagalli di Milano i primi aborti terapeutici.

Sul tema, lucida e struggente, l’inchiesta di Marcella Ferrara (Le donne di Seveso, Editori Riuniti, 1977) che racconta il dramma delle donne sfollate, come cambia la coscienza delle donne con l’avvento della nube.

Il dramma delle gestanti che devono ancora prendere una decisione, le domande angosciose ai sanitari sulla reale entità del rischio, la paura che sale e prende alla gola, lo scrupolo e il senso di responsabilità di fronte a sé stesse e al figlio che potrebbe nascere malformato: tutto questo ed altro ancora traspare dalle numerosissime interviste che quasi tutti i quotidiani pubblicano con grande evidenza.

La stampa più seria continua a informare sulle prese di posizione scientifiche, ma il divario dei pareri, in assenza di certezze, si allarga e in eguale misura aumenta l’angoscia delle donne.

Anche quelle che hanno deciso di interrompere la gravidanza vengono sottoposte a pressioni, spesso sottili, ma non per questo meno dolorose.

Nell’ospedale di Desio, una donna racconta all’inviato dell’Unità i discorsi dello psichiatra che l’ha visitata: “mi ha fatto dei discorsi dell’altro mondo.

Mi ha detto anche che per essere felici non c’è bisogno di essere belli, con gli occhi azzurri, ma che la felicità si può conquistarla in tanti modi.

Mi ha anche detto che è meglio avere un bimbo con qualche difetto che un figlio che a tredici anni diventa un drogato e che i bambini che non sono come gli altri possono essere ricoverati in istituti dove stanno bene”.

Le hanno fatto ascoltare i battiti del cuore di suo figlio: un modo atroce per ricattarla. Il figlio lo voleva: aveva solopaura, una paura terribile, che nascesse deforme”.

Un’inchiesta che è denuncia di specifiche responsabilità politiche e sociali ma anche opportunità per porre l’accento sulle scelte di libertà e di autonomia:

si ha la sensazione che, se anche i termini veri del problema non sono ancora assimilati, c’è una rabbia, una insoddisfazione per una condizione che viene sentita come subordinata”.

Siamo negli anni settanta e già molte personalità scientifiche avevano manifestato la loro preoccupazione per l’inquinamento.

Sono gli anni in cui nascono i primi movimenti ambientalisti, gli anni in cui nasce l’ambientalismo moderno, sulla scia delle conseguenze di una crescita senza limiti.

E non possiamo dimenticare un’altra figura femminile che vive con un coinvolgimento unico e straordinario, appassionato e doloroso, il disastro di Seveso del 1976.

Si tratta di Laura Conti, partigiana e politica ambientalista italiana.

Entra in contatto con la gente, gira per le strade, partecipa a riunioni ed incontri e sostiene il dramma delle donne incinte che si trovano a combattere per sé stesse e per i loro figli contro il mostro diossina.

Con esse affrontò il problema dell’aborto sostenendo che il fatto che

l’aborto sia vissuto come una morte, piuttosto che come l’otturazione di una carie, appartiene alla sfera dell’immaginazione e sensibilità individuale e non può fare da supporto a una legge”.

Sono trascorsi quarant’anni da allora e l’inchiesta di Marcella Ferrara e l’ambientalismo scientifico di Laura Conti si pongono nel loro essere quanto mai attuali nel legare questioni ambientali e di genere: la donna, nella complessità ambientale svolge un ruolo importante.

Una prospettiva ecologista di genere che va alle radici profonde non solo dell’ecologismo ma anche alla radice dell’essere donna, certamente abbracciando non una visione utopistica del rapporto donna – natura ma anche una visione scientifica della donna che fronteggia i problemi globali e l’inquinamento con rigore, metodo e carica emotiva.

Un ecofemminismo alla De Beauvoir, ove non sono le differenze biologiche e sessuali a definire la posizione della donna nella società.

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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