Eugenie Grandet. Le donne nella Comèdie Humaine , di H. de Balzac

” Eugenie Grandet. Le donne nella Comedie Humaine  di H. de Balzac”

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Una immagine della Comedie Humaine

A CURA DI

CAROLINA COLOMBI – VALENTINA DRAGONI – FERLISI MARIA LUCIA E GIULIA  LAFACE

Le donne nella Comedie Humaine. Oggi vi presenteremo Eugenie Grandet  come ultimo appuntamento con   Honorè de Balzac, primo autore scelto per la rubrica: I Classici della Letteratura.

Scorrazzando nel web sono venuta a conoscenza di una curiosa abitudine di Balzac.

Amava molto il caffè.

Durante la stesura del romanzo “La Commedia Umana” arrivò a berne fino a 50 tazze. Per lui erano fonte d’ispirazione. Dopo il caffè la sua mente entrava nel magico mondo della scrittura. E produceva  autentici capolavori. A proposito del caffè scrisse:

IL CAFFÈ SCIVOLA NELLO STOMACO, E SUBITO AVVERTI UNA COMMOZIONE GENERALE. LE IDEE COMINCIANO A MUOVERSI COME BATTAGLIONI DELLA GRANDE ARMATA SUL CAMPO DI BATTAGLIA, E LA BATTAGLIA SI SVOLGE. I RICORDI ARRIVANO AL GALOPPO, PORTATI DAL VENTO.”

La sua capacità di descrivere luoghi e persone è unica, straordinaria, impareggiabile. Con la sua penna racconta e ricrea, abilmente, visi ma anche animi, emozioni e atmosfere.

Se volete studiare la società francese, oltre a leggere componimenti di sociologia, leggete i romanzi di Balzac. Il suo realismo vi svela  nei minimi dettagli com’era la vita della società francese nell’Ottocento, sia quella borghese che quella povera.

La finzione riguarda la trama, ma non i quartieri e gli animi dell’epoca. Si sofferma sull’analisi del brutto, dello sporco e del cattivo,ne dà risalto  senza pietà o  remora alcuna.

Dal romanzo sono stati tratti ben due film. Il primo nel 1946 con la regia di Mario Soldati e protagonista Alida Valli.Ll’altro nel 1994 con la regia di Jean-Daniel Verhaeghe e protagonista Alexandra London.

Vi lascio alla lettura dell’eccellente analisi del testo Eugènie Grandet di Giulia la Face.

Eccovi un ‘altra figura femminile, una ragazza di provincia, sognatrice, devota, sensibile e buona alle prese con un rapporto difficile con un padre avaro.

Al prossimo autore.

Ferlisi Maria Lucia

 

EUGENIE GRANDET

 

eugenie Grandet. Le donne nella Comèdie Humaine di balzac

Questo romanzo è stato definito “il romanzo della provincia francese” . Sebbene i protagonisti siano persone vive e come tali vivono drammi personali, la provincia ha un  rilievo eccezionale nel romanzo. Per questo e’ impossibile immaginarli se non immersi nel grigiore, nelle chiacchiere del vicinato.

Li osserviamo soggiogati dalle leggi inderogabili di quel mondo che si esprime e valuta tutto in termini di possesso, ricchezza, beni materiali.

La storia narra di una piccola famiglia molto benestante nella provincia di Saumur.  Papà Grandet, la madre di Eugenie ed Eugenie.

“Eugenie è una ricchissima ragazza da marito”, chiosa Balzac.

E come tale vive quasi rinchiusa e lontana dal mondo, afflitta da un padre così avaro che le misura anche il pane. Père Grandet èassurdamente ingordo di denaro e  seleziona per lei due ricchissimi pretendenti.

Ma Eugenia, durante la visita di un cugino,  si innamora di lui, ricambiata, e si giurano amore eterno. Carlo è caduto in disgrazia dopo il fallimento del padre che si è suicidato.

Eugenie Grandet,  è generosa ed ingenua. Al momento della partenza di Carlo per le Indie per cercar fortuna, gli offre in prestito alcune preziosissime monete d’oro. Si trattava di una  elargizione del padre come dote del suo matrimonio.

Padre Grandet, scoperto il prestito, punisce Eugenie rinchiudendola a pane e acqua e a tempo indeterminato, nella sua camera. Questo evento provocherà la morte di dispiacere della moglie, che papà Grandet guarderà spegnersi senza pietà alcuna.

Muore infine anche lui, guardando con bramosia l’oro che possiede e che si fa mostrare prima di morire.

Eugenie resta sola ad aspettare Carlo, fedele all’amore che si erano giurati. Invece il cugino tornerà per preferirle una donna di città, ricca, ma soprattutto nobile. Eugenie Grandet, grandiosa e fiera a un tempo, paga i debiti del padre suicida di Carlo, come dono.

“Vi auguro di essere felice secondo le convenienze, a cui dite di sacrificare il vostro primo amore e per rendervi completa la felicità ho voluto offrirvi l’onore di vostro padre”.

Così la dolce e ingenua Eugenie, divenuta una donna sotto l’effetto del colpo che stronca tutte le sue speranze e i suoi sogni, sigla il suo radicale cambiamento e la fine del suo amore con Carlo.

Successivamente Eugenie si sposa per dovere sociale con uno dei suoi ricchi pretendenti. Chiederà che il suo  matrimonio resti in bianco,e resterà  presto vedova.

“Era nata per divenire sposa e madre esemplare e non ha marito nè figlioli ne’ famiglia…”.

Invece la favolosa eredità del padre sembra averle iniettato il veleno di una fatale infelicità.

Eugenie fa parte di quella schiera di personaggi femminili cui Balzac dona una indole saggia, fiera, semplice ed appassionata.

Balzac  la descrive in modo impareggiabile e suggestivo.

 “Eugenia, grande e robusta, non aveva nulla del leggiadro che piace alle masse, ma era bella di quella bellezza che ha potenza solo sugli artisti..Se un pittore fosse venuto quaggiù alla ricerca del tipo personificante la celeste purità di Maria, e avesse chiesto a tutta la natura femminea gli occhi modestamente fieri divinati da Raffaello, le linee verginali, spesso fiorenti dall’impeto improvviso della concezione, ma frutto in realtà di una vita cristiana e pudica; quel pittore,acceso da un raro modello, avrebbe trovato d’un tratto nel volto di Eugénie la nobiltà innata e incosciente di sé, avrebbe intravveduto sotto la fronte tranquilla un mondo di affetto, e nello sguardo, nel moto delle pupille, un non so che di divino”.

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Eugenie Grandet

Eugénie é la fedeltà filiale che diviene quasi mistica .Il suo ritratto é quello di una donna idealizzata.

Nell’ambiente malinconico e triste in cui viene collocata la vicenda dei Grandet, tra animi gretti e pettegoli, che frequentano la loro casa per interesse, la semplice limpidezza di Eugenie spicca come un fiore sbocciato per miracolo in un giardino abbandonato:

”..simile a quegli uccelli vittime del prezzo elevato che essi ignorano, si trova assediata, oppressa, da manifestazioni di amicizia di cui è lo zimbello”.

Giulia La Face

https://studifrancesi.revues.org/4103

http://www.letteratour.it/teorie/A05_racconto_esperimento_ideale.asp

 

giulilaface

Lettrice compulsiva e onnivora da sempre, mi piace ascoltare le storie altrui e scriverne. Viaggiatrice per bisogno, madre e moglie per scelta, canto per passione, lavoro come educatrice e counselor .Ma appena posso mi immergo nella musica e nella ricerca di poesia e di immagini. Adoro cucinare. Per questo invito spesso amici a condividere nuovi piatti e sapori. Ma è nella solitudine che mi ritempro e incontro tutti i miei pensieri.

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