Intervista a Antonia Romagnoli, autrice de “La Dama in grigio”

Intervista a Antonia Romagnoli, autrice de “La Dama in grigio”

 di Emma Fenu

antonia romagnoli

Quando penso ad Antonia, la immagino in bicicletta, con i capelli sbarazzini scompigliati dal vento, mentre canta “topo tipo, tipo topo” con il suo ultimogenito di due anni e, nel frattempo, per una dote magica che accomuna tutte le scrittrici, e, a onor del vero, tutte le mamme, la sua mente va oltre. Antonia intreccia fiabe, storie fantasy, ricerche sull’epoca Regency che sfoceranno in un romanzo.

Una vita fatta di corsetti e grembiulini, di pagine ingiallite e siti web, di mondi fantastici e colloqui con gli insegnanti, di fantasmi che turbano i sogni e di notti in cui si crolla sul materasso, esausti.

Oggi ho il piacere di intervistarla, per Cultura al Femminile, e di farla parlare di sè e del suo ultimo libro, “La Dama in grigio“, a ruota libera, correndo dietro le biciclette metaforiche che sfrecciano nei suoi pensieri.

Benvenuta, Antonia. Chi sei? Una donna, una mamma, una moglie, una scrittrice… e poi? Cosa troviamo nelle camere segrete della sua anima?

Grazie Emma.

Attenti… non aprite quella porta! Quelle camere segrete sono varchi dimensionali verso altri mondi dei quali non ho il controllo.

In realtà, per tanto tempo, ho definito me stessa in base ai ruoli che mi sono trovata a svolgere: mamma soprattutto.

Non bastava. Non basta.

Questa riduzione mi sta costando un viaggio lungo, alla ricerca delle chiavi di quelle camere segrete nei quali sono nascosti mostri o tesori. Nelle quali trovo le mie storie e, chissà, anche qualche risposta.

Perché scrivi, dunque? Quale urgenza, bisogno o ideale ti muovono?

Ho ripreso a scrivere seriamente una quindicina d’anni fa, in risposta al bisogno che avevo di comprendere me stessa.

Oggi scrivo per raccontare storie, per arrivare ai lettori e condividere con loro il mio pensiero. Lo faccio attraverso opere apparentemente leggere: amo il fantasy, il rosa storico, ma non perché mancano di profondità.

Al contrario, credo che siano mezzi di comunicazione privilegiati, perché permettono di veicolare messaggi importanti attraverso la levità e l’immaginazione, come le fiabe.

E perché io per prima, quando leggo, cerco storie che mi sollevino lo spirito, che mi permettano di far viaggiare il cuore.

Da dove nasce la tua grande passione e conoscenza rivolta al periodo Regency?

Nasce in un modo quasi vergognoso: da lettrice compulsiva in ristrettezze economiche dovevo procurarmi libri a basso costo.

Sono sempre stata una sognatrice: le copertine dei rosa storici mi intrigavano molto… ho cominciato così, leggendo Harlequin storici, in particolare di ambientazione medievale e Regency.

Ho scoperto un mondo… ci ho messo diversi anni prima di pensare a scrivere qualcosa di questo genere.

Ero un’autrice fantasy, il mio mondo era quello di mappe e magie, ma è arrivato un momento in cui mi sono sentita pronta a sperimentare, dando spazio alla mia passione per la storia inglese e per una scrittura diversa.

Quanto di te traspare ne “La Dama in grigio”? Tu e la protagonista, Joanne, avete lati in comune?

Joanne mi piace molto.

È una donna che sa pensare in modo indipendente.

Volevo creare una bella bambolina in abito impero ed è uscita da sola una donna con una testa, un cuore e coraggio da vendere.

Al suo posto sarei finita sposata al vecchio in un mese… forse cercavo, creandola, di dire a me stessa una cosa importante, che la forza per affrontare la vita non viene mai dall’esterno, da nessun principe e da nessun sir, ma dalle risorse che scopriamo quando proviamo a reagire.

E ora un giochino: associa una parola alle seguenti che ti elencherò:

Brivido: passione!

Grigio: confortevole

Amore: fuoco

Passato: presente

Futuro: incognite

Quale ritieni sia l’aspetto più gratificante del pubblicare un libro? E, se ci sono, quali sono le difficoltà?

La cosa più bella che può accadere a uno scrittore è trovare un perfetto sconosciuto che ti contatta e ti dice “ehi, ho letto la tua storia! L’ho amata…”.

Che abbia strappato un sorriso inun momento di stanchezza o di difficoltà, o che abbia trasmesso emozioni, un libro che arriva a questo risultato è un libro che ha fatto il suo dovere.

Le difficoltà ci sono.

Scrivere, per prima cosa, non è facile come sembra: non basta avere una storia, occorrono mezzi per raccontarla bene.

Poi, trovare editore non è la fine del viaggio, ma l’inizio di un percorso nuovo e spesso i sogni si infrangono, con la realtà della piccola editoria o con numeri di vendite ridicoli.

Magari vedi altri autori che vendono migliaia di copie e ti aspetti la stessa magia… ma non arriva.

Raccontaci qualche anteprima dei tuoi prossimi progetti di scrittura: dove ci condurrai, adesso?

In questo momento sto lavorando a un romanzo Regency, lieve ma non troppo.

In cantiere c’è un secondo romanzo sulle “dame”, che avrà come protagonisti alcuni personaggi minori de “La Dama in grigio”, sempre nel filone un po’ mistery.

C’è il blog, in cui sto raccogliendo i miei viaggi nel tempo fra epoca Regency e Vittoriana.

Infine, sono in attesa di sapere che cosa sarà di Aerys, l’ultima opera della saga fantasy: si tratta di un prequel inedito che segue le avventure di una giovane donna che per amore cambia la Storia.

L’opera è già sotto contratto con un editore, ma ancora non ho date d’uscita.

 

Sinossi

Inghilterra, 1807

Dopo aver rifiutato uno sgradito pretendente, Joanne viene spedita dal padre a casa di una zia, nella speranza che l’esilio la convinca ad accettare la proposta.
A Trerice, però, Joanne trova alleati imprevisti: per prima la zia, e in seguito il padrone della tenuta in cui la donna vive.

Sir Russel, infatti, è legato al fratello di lei da un antico debito d’amicizia e, in combutta con quest’ultimo, raccoglie nell’antica dimora di famiglia un gruppo di importanti ospiti: la scusa è quella di un’esperienza sensazionale in una villa infestata da noti fantasmi, l’obiettivo è quello di permettere a Joanne di trovare in fretta un miglior fidanzato e sfuggire alle trame del padre e del suo anziano socio.
Quello che inizia come un tranquillo soggiorno, però, diventa piuttosto movimentato: Trerice Manor, infatti, sembra aver scelto la giovane donna come fulcro delle proprie manifestazioni soprannaturali.
Joanne dovrà destreggiarsi, nella sua caccia al marito, tra i fenomeni misteriosi della casa, i propri scabrosi segreti e la crescente attrazione che prova per sir Russel, scostante e attraente gentiluomo, determinato a restare celibe per tutta la vita.

Titolo: “La Dama in grigio”

Autore: Antonia Romagnoli

 

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Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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