“Il buio oltre la siepe” di Robert Mulligan

“Il buio oltre la siepe” di Robert Mulligan

Recensione film

di Carolina Colombi

Il buio oltre la siepe

Film che tratta del razzismo

 Nonostante siano trascorsi molti anni dalla sua pubblicazione (1960), il romanzo IL BUIO OLTRE LA SIEPE contiene tematiche di enorme attualità.

 

 Harper Lee, l’autrice, ha dato al romanzo un titolo alquanto originale, ovvero TO KILL A MOCKINGBIRD: NON UCCIDERE L’USIGNOLO.

 Titolo solo in apparenza poco appropriato, in quanto a esso si farà menzione anche nel film attraverso la voce narrante fuori campo.

 Un grande libro quindi, da cui è stato tratto un grande film con interpreti d’eccezione.

 Un nome fra tutti: Gregory Peck, affiancato da altri grandi.

  Robert Duvall, Mary Badhman, Philip Alford, John Megna, Brock Peters e James Anderson, i quali hanno contribuito a fare della pellicola un capolavoro senza tempo.

 Diretto dal regista Robert Mulligan e distribuito in Italia dalla Universal nel 1963, il film è parecchio fedele al testo, a eccezione di qualche cambiamento qua e là.

 Dunque, anche nel film, come per il libro, argomenti di grande attualità.

 Nel film si racconta la vita dell’avvocato Atticus Finch (Gregory Peck) che vive in Alabama occupandosi dei suoi due figli: Scout (Mary Badham) e Jeremy (Philip Alford).

 Siamo nel 1932, dopo la Grande Depressione, periodo in cui le differenze fra bianchi e neri sono ancora molto accentuate.

 L’avvocato Finch viene chiamato in causa per difendere un giovane di colore accusato di aver violentato una ragazza bianca di Maycomb.

 Maycomb è la cittadina immaginaria dove si svolgono le vicende narrate.

 Il giovane nero, Tom Robinson (Brock Peters) si dichiara innocente.

 La cittadinanza invece, vede in lui il perfetto capro espiatorio su cui scaricare le tensioni della difficile convivenza fra bianchi.

 I bianchi mal sopportano la presenza dei neri, e i neri devono subire i soprusi dei bianchi.

  Da qui, ecco emergere il tema principale ne Il buio oltre la siepe, ovvero il razzismo.

 

 Ma non è solo il razzismo l’elemento che si evidenzia nella narrazione cinematografica.

 Anche la presenza del “diverso”, nella persona di Boo (Robert Duvall).

 Boo appare ai ragazzi Finch e al loro compagno di giochi Dill Harris (John Megna), come un misantropo che vive segregato in casa: una presenza su cui porre un’eccessiva attenzione.

 Nonostante Tom Robinson si proclami non colpevole del grave fatto, viene processato, e la gente del luogo, infuriata, durante un suo trasferimento, vorrebbe farne oggetto di linciaggio.

 Sarà l’avvocato Finch, coadiuvato dalla figlia Scout, a impedirne l’incivile manifestazione.

  Con tutti i mezzi a sua disposizione, Finch cercherà di scagionare Tom.

 Tenterà di dimostrare l’infondatezza della terribile accusa, anche se l’epilogo della vicenda non sarà come lui avrebbe desiderato.

 Di ritorno da una serata di festa, i figli dell’avvocato vengono aggrediti da Bob Ewell (James Anderson), padre della ragazza violentata.

 Bob vorrebbe una giustizia sommaria che, colpevole o innocente, condannasse Tom Robinson alla pena di morte vigente in Alabama.

 A intervenire in loro difesa, ecco sopraggiungere il “diverso”, già citato in precedenza, il Boo di cui i ragazzi si prendevano gioco, seppur senza alcuna malizia.

 Da sempre, Boo vive nascosto perché sopraffatto dalla timidezza, oltre che da una forma di lieve disabilità.

 In questo caso però, spinto da un profondo senso di giustizia, aiuterà i due Finch a salvarsi dall’ira e dalle grinfie di Bob Ewell.

 Violento e ubriacone, Bob Ewell vorrebbe una giustizia fai da te.

 Il canto dell’usignolo, da cui il titolo del libro, si riferisce proprio al personaggio di Boo, il “diverso”.

 Perchè, in virtù della sua cronica timidezza viene definito fragile come un usignolo.

 Eccellenti la regia e la sceneggiatura, anche se Il buio oltre la siepe è stato realizzato in bianco e nero.

 

 Probabilmente, perchè le vicende trattate risultano più incisive e colpiscono maggiormente l’immaginario comune dello spettatore.

 Numerosi sono stati i riconoscimenti tributati a IL BUIO OLTRE LA SIEPE, che ne confermano la valenza cinematografica.

 Ha infatti ricevuto 3 Premi Oscar, 1 Premio Gary Cooper Award al Festival di Cannes e altre e importanti testimonianze.

 Infine, per concludere, alcune curiosità.

 L’attrice di teatro e cinema, Kim Stanley, è voce narrante e interprete di Scout Finch da adulta.

 La partecipazione del bravissimo Gregory Peck, nel ruolo dell’avvocato Finch, fu approvato dall’autrice del romanzo.

 Il personaggio Dill Harris, compagno dei ragazzi Finch, è stato disegnato da Harper Lee riferendosi al suo amico Truman Capote.

 Inoltre, Il buio oltre la siepe è considerato uno dei migliori film di tutti i tempi.

Il buio oltre la siepe

L’avvocato Finch insieme all’accusato

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