“Il castello errante di Howl” di Diana Wynne Jones

“Il castello errante di Howl” di Diana Wynne Jones

Recensione di Altea Alaryssa Gardini

 

sophie e Howl, castello errante

“Quanti sono i nomi che usi, eh Howl?

Solo quelli che mi servono per vivere libero”

Il castello errante di Howl – Hayao Miyazaki

Questa è una frase del film da cui questo libro è tratto, è emblematica e racchiude in sé anche parte del libro.

Non penso di stupirvi dicendo che “Il Castello errante di Howl” di Diana Wynne Jones è diverso da come ci è stato magistralmente tratteggiato da Hayao Miyazaki. Il lungometraggio è un’altra faccia, un’altra poesia ma la storia rimane la stessa.

Sophie vive la sua vita con la sua famiglia, nella sua cappelleria e neanche si accorge di cosa è in grado di fare solo con il suo cuore dolce, pieno di intenzioni ma privo di coraggio. Si rintana nel suo mondo di primogenita, e come tale, le spetta mandare avanti l’attività che era stata di suo padre. È talmente rassegnata che è convinta sia quello che desidera per sé, mai si sarebbe aspettata quello che stava per capitargli.

Era la persona sbagliata nel posto giusto, quando la strega delle lande arriva facendo capolino e maledizioni all’interno della storia. Sophie non era chi doveva essere ma alla strega non interessava certo capire che anche lei era vittima dei suoi stessi intrighi. La strega, unica orchidea in un deserto desolato, non può certo tollerare la bellezza dei fiori di campo.

“Se tu sei nato a strane visioni,

a veder cose invisibili,

cavalca giorni e notti diecimila,

finché vecchiezza nevichi su te bianchi crini.

Tu, al mio ritorno, mi racconterai

Tutti i portenti strani che ti accaddero,

e giurerai

che in nessun luogo

vive donna fedele e bella.

Se tu…”

“Il castello errante di Howl” di Diana Wynne Jones

Tutto succede per puro fraintendimento, come sull’orlo di una conversazione di cui non è stato capito il soggetto, la storia si muove distorcendosi nella maniera in cui i suoi personaggi vedono e credono di comprendere cosa gli gira attorno. Nessuno ha capito che sta parlando con la persona sbagliata, tutti si comportano come fosse la cosa giusta e vedono solo quello che credono di vedere.

Howl è Howell, un ragazzo normale che vive in due mondi, facendo cose che in realtà capisce solo lui e di cui è contento di non dover dare nessuna spiegazione. È un codardo, cosciente di esserlo. Non osa essere sincero neanche con lo specchio figuriamoci con chi lo circonda. Durante la narrazione tutti abbiamo perfettamente la cognizione di chi sia Howl, lo sanno davvero tutti, ma vi ripeto: in questo libro è il “il tutto è come non è” ad avere il coltello dalla parte del manico.

Calcifer è il vero regista, chi ha visto il film sa di cosa sto parlando. Solo il demone sa cosa sta accadendo, perché è il custode della verità, del caminetto ed è il testimone indiscusso della gentilezza celata sotto il gioco dei colori, tra le brume del Galles e le luci delle stelle cadenti.

Chi è veramente Howl? Chi è Veramente Sophie?

Chi dei due ha bisogno di giochi per vivere libero? In fondo, è davvero la libertà quella che hanno?

Tutti i pezzi andranno a loro posto, mentre Howl e Sophie trovano la loro ragione di essere tra i difetti e le gioie, esattamente dove erano sempre stati. Negli occhi di Howl. Negli occhi di Sophie. Tra le fiamme di Calcifer.

“Va ad afferrare una stella cadente,

impregna una radice di mandragola,

 dimmi ove son tutti gli anni passati,

o chi fendette il piede del diavolo,

insegnami ad udire il canto delle Sirene,

o ad evitare la trafittura d’invidia,

e trova

qual vento

occorra per far progredire un animo onesto.

Decidi di cosa si tratta

Scrivi tu stesso una seconda strofa”.

“Il castello errante di Howl” di Diana Wynne Jones

Titolo: Il castello errante di Howl
Autrice: Diana Wynne Jones
Genere: Fantasy
Edizione: Kappalab
Anno: 2013
Pagine: 245

Sinossi:

La giovane Sophie vive a Market Chipping, nel lontano e bizzarro paese di Ingary, un posto dove può succedere di tutto, specialmente quando la Strega delle Terre Desolate perde la pazienza. Sophie sogna di vivere una grande avventura, ma da quando le sorelle se ne sono andate di casa e lei è rimasta sola a lavorare nel negozio di cappelli del padre, le sue giornate trascorrono ancor più tranquille e monotone. Finché un giorno la perfida strega, per niente soddisfatta dei cappelli che Sophie le propone, trasforma la ragazza in una vecchia. Allora anche Sophie è costretta a partire, e ad affrontare un viaggio che la porterà a stipulare un patto col Mago Howl, a entrare nel suo castello sempre in movimento, a domare un demone, e infine a opporsi alla perfida Strega

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