“Basta, vado a dormire!” a cura di R. Francese

“Basta, vado a dormire!” a cura di Rita Francese.

Recensione di Annamaria Brattoli

Basta, vado a dormire

Basta, vado a dormire è un’emozionante raccolta corale di racconti scritta da genitori, parenti, operatori sanitari che hanno quotidianamente a che fare con il complesso mondo dello spettro autistico.

Famiglie felici vivono in castelli con stanze colorate di giallo, rosa, verde e azzurro. Castelli pieni di gente a corte.

Improvvisamente fulmini sulle proprie teste.

Una sentenza, una diagnosi. Disturbo dello spettro autistico. Sindrome di Asperger da un capo, autismo dall’altro.

Tutto si tinge di grigio e quelle stanze non sono più attraenti. Amici e parenti non partecipano più al ballo. Preferiscono danzare altrove.

Ha inizio un nuovo percorso, doloroso e difficile, cosparso di speranze e delusioni. Difficoltà che spesso diventano più gravose col passare degli anni.

Anni di solitudine.

Anni passati a lottare contro uno Stato assente e una scuola impreparata a gestire ragazzi con tali disturbi. Famiglie messe ai margini.

Il castello è improvvisamente vuoto.

Riesco a comprendere la paura di chi nell’autismo vede solo la diversità che, in effetti, è stata la prima cosa che ha impedito a me di continuare a vedere il bambino che c’era in mio figlio. Andiamo educati alla diversità, andiamo educati al rispetto e non solo della diversità verso i disabili, perché la diversità è in tante cose: ti acceca, ti devasta, ti fa sentire ciò che non sei, che non dovresti mai pensare di essere, perché non esistono figli di un Dio minore, esistono solo le Persone, esistono gli Uomini e nessuno è migliore di un altro.”

Ma è proprio nei momenti di difficoltà che nuove risorse irrompono e pretendono di vedere la luce. Per questi figli.

Figli che hanno il diritto di apprendere, utilizzando strategie differenti.

Figli dai comportamenti bizzarri ai quali porre rimedio con soluzioni fantasiose.

Necessità di contenere, avvolgere, proteggere e coccolare quei volti amati.

Il coraggio di reagire. Lottare utilizzando braccia, gambe, cervello, anima e cuore.

“La vita non finisce con l’autismo, la vita finisce alla fine.”

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Madri e padri a scontrarsi con un sistema che punta il dito e  schiaffeggia chi avrebbe bisogno di conforto.

“Prime visite, prime di una lunga serie. La neuropsichiatra dell’ospedale: – Signora, lei suo figlio lo guarda mai negli occhi? Le avrei chiaramente risposto: – No, vado a tentoni, gli cambio i pannolini e guardo fuori dalla finestra! – ma a quell’epoca ero attonita e confusa.”

 L’angoscia di lasciare questi figli a vivere una “vita” non degna di essere chiamata tale.

Un Sogno. Un progetto. Un Albergo Etico in cui i ragazzi potranno lavorare, affiancati da tutor, da un team professionale e amorevole. L’ospite vivrà a contatto con i residenti “Speciali” della Comunità.

“Sono schifosamente ottimista, lo so. Forse dalle mie parole sembra tutto facile ma, credetemi, non lo è per niente. Io guardo al futuro. Io mi preoccupo di cosa farà mio figlio quando io e papà Michele non ci saremo più.”

 “Basta, vado a dormire!” è un viaggio emozionale. Un’incursione negli spaccati di vita quotidiana di famiglie “Speciali”.

“Un libro scritto a cento mani, in cui trovare il cuore dei ragazzi autistici e dei propri genitori.”

 “Una sola voce non basta, ci vuole un coro che sappia arrivare con la sua melodia al cuore di chi sa, di chi non sa e chi non vuole capire.”

 Un invito a entrare nel loro mondo. Madri, padri, ragazzi ci aprono le porte del castello.

Un invito a danzare con loro. A ridipingere di giallo, rosa, verde e azzurro le pareti ingrigite dallo sconforto, dalla disperazione, dalla solitudine.

Un invito a tenersi per mano e a non lasciarsi, neanche quando una diagnosi, che sembra una condanna, cade dal cielo inaspettata. Perché una diagnosi non può essere una condanna. Solo un invito ad essere più forti nell’affrontare la difficile sfida della vita.

Un invito a lottare per questi ragazzi “Speciali”, affinché le istituzioni si accorgano di loro e delle loro famiglie. Per costruire, finalmente,

“La casa della libertà di essere sé stessi, la casa dove non entra la frustrazione, la casa delle opportunità negate, la casa che tutti sognano.”

 Il diritto di sognare a nessuno può essere negato. Un sogno non deve essere un’utopia.

I proventi derivanti dalla vendita del libro saranno utilizzati per distribuire lo stesso nelle scuole. Il progetto dell’albergo etico si spera possa essere realizzato in futuro.

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Sinossi

“Basta, vado a dormire” è un’emozionante raccolta corale di racconti scritta da genitori, parenti, operatori sanitari che hanno quotidianamente a che fare con il complesso mondo dello spettro autistico.

Purtroppo, benché viviamo nella realtà della comunicazione di massa, ben poco si sa sull’autismo e ancor meno si immaginano le difficoltà, i costi, le offese e la mancanza di considerazione con i quali ogni giorno bisogna scendere a patti.

Lo scopo di questo libro è dunque in primo luogo quello di informare, e inoltre quello di rendere partecipi i lettori di un grande progetto: fondare in tutta Italia delle case in cui i ragazzi possano sentirsi al sicuro, stringere relazioni, godere giorno dopo giorno di un diritto che ormai si dà per scontato: il diritto a una vita dignitosa.

Basta, vado a dormire – la scheda

Titolo: Basta, vado a dormire

A cura di Rita Francese

Genere: racconti

Editore: Les Flaneurs

Data: 6 agosto 2016

Link di vendita: https://www.amazon.it/Basta-vado-dormire-Fuori-collana-ebook/dp/B01JVRIS0G

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