“Il luogo magico” di Erika Usseglio

“Il luogo magico” di Erika Usseglio

Contest Amarcord

Stamattina proprio non ce la facevo, dopo uno sguardo al mucchio di biancheria da stirare e al discreto disordine di casa mia, ho realizzato di aver bisogno di cambiare aria ed eccomi qui, a degustare un ottimo vino bianco.
Penso che tutti abbiano un loro luogo magico, il mio è a due ore di auto da casa mia.
Ho parcheggiato a Bussana, un po’ perché non mi piace guidare per quella strada stretta, un po’ perché voglio avvicinarmi a Bussana Vecchia con calma, per gradi, senza fretta.
Questo paese ha una storia particolare, a causa di un terremoto nel 1887 fu dichiarato inagibile. Successivamente, negli anni ’60’70, un gruppo di artisti hippy lo occupò creando qualcosa di unico.
Niente mi rimette in pace con il mondo come passeggiare per questi vicoli stretti, pieni di botteghe, dove non è raro vedere artisti che dipingono per strada. Difficile spiegare l’atmosfera che si respira, è come essere fuori dal mondo. Per me, Bussana è quasi un’esperienza mistica; gli odori, i colori, gli sguardi della gente, il loro calore, il murales enorme del Buddha, i gatti, le mura diroccate, la luce speciale che ho visto solo qui. Non mi ero resa conto di quanto mi mancasse tutto questo, respiro finalmente.
Sto meditando di andare a pranzare e poi magari un giretto al giardino botanico, quando vedo arrivare un ragazzo che si ferma vicino a dove sono seduta io, aggiusta il cavalletto e tira fuori i colori. Si lega i capelli e comincia a dipingere. I suoi occhi scuri si muovono attenti dalla strada alla tela, osservo le sue mani che si muovono sicure. Dove non riesce con il pennello sfuma con le dita. Tira indietro una ciocca ribelle e gli resta uno sbuffo color ocra sulla guancia. Sbircio il dipinto, dà una sensazione di calma, di pace, è riuscito molto bene a riprodurre l’atmosfera.
Mi accorgo che anche lui mi sta osservando, lancia sguardi al quadernetto che ho sulle ginocchia e alla biro che tengo in mano.
Stiamo facendo la stessa cosa, lui con i colori e io con le parole. I nostri occhi si incontrano, ci sorridiamo complici, prima di continuare a rappresentare la nostra realtà, ognuno a modo suo.

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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