“Nel mare ci sono i coccodrilli. Storia vera di Enaiatollah Akbari”

“Nel mare ci sono i coccodrilli.

Storia vera di Enaiatollah Akbari” di Fabio Geda

Recensione di Sabrina Corti

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Qual è la vostra opinione rispetto ad una madre che abbandona il proprio bambino a degli sconosciuti a centinaia di chilometri da casa, attendendo che si addormenti prima di andarsene ?

Probabilmente la vostra opinione è simile alla mia: tutt’altro che benevola e positiva, nei confronti di questa madre.

Ma io, come voi presumo, sono una donna nata in una parte fortunata della Terra, che si preoccupa di allertare qualcuno se tarda a raggiungere la scuola, o il campo estivo, prima che i bambini escano.

Tuttavia l’opinione può essere diversa a seconda della prospettiva, del panorama, della localizzazione geografica.

Enaiatollah ha 8 anni e vive in Afghanistan.

Suo padre, lavorante come caminionista per i talebani, muore durante un incidente stradale e la merce che trasportava viene perduta.

I talebani reclamano il risarcimento del danno per quella merce e il prezzo per quel danno è Enaiatollah.

Al fatto di dire che afghani e talebani sono diversi. Desidero che la gente lo sappia.

La madre di Enaiatollah riesce a tenere nascosto il piccolo in una buca sino a quando le è possibile, ma poi deve prendere una decisione.

Deve scegliere il minore tra i due mali: e il minore dei due mali, tra abbandonare Enaiatollah in un posto da cui potrà intraprendere un viaggio da solo, oppure lasciarlo nelle mani dei talebani, è sicuramente il primo.

E così, un giorno, Enaiatollah, nascosto sotto l’abito di sua madre, inizia il suo cammino verso il Pakistan, e lì si ferma: in una casa abitata da sconosciuti.

Sua madre, prima che Enaiatollah si addormenti si fa promettere da lui tre cose

non rubare, non usare armi, non drogarti.

Poi gli augura buona fortuna, lascia che il piccolo si addormenti e se ne va.

Cominciavo a pensare che dormire fosse un errore. Che forse la notte conveniva restare svegli, per evitare che le persone che mi erano vicine sparissero nel nulla.

Mi pare di sentirlo il peso del cuore di quella madre.

Un cuore pesante, pieno di lacrime, di dolore, di angoscia, ma anche di speranza.

Perchè tenerlo accanto a sè, quel bambino, a casa, a Nava, dove era nato, sarebbe stato molto più pericoloso che lasciarlo solo nel mondo.

Lei, sua madre, deve scegliere; e questa volta la scelta va oltre il proprio egoismo di vedere un figlio sempre davanti agli occhi con la presunzione di saperlo proteggere solo se fisicamente vicino a lei.

Enaiatollah si risveglia: solo.  E inizia il suo viaggio.

Pakistan, Iran, Turchia, Grecia, Italia. 8 anni di viaggio: solo.

Questo libro magnifico è un viaggio geografico e mentale, emozionale e concreto.

E’ un libro che  scuote i principi e la coscienza e obbliga a guardare all’infanzia come se fosse un film in bianco e nero.

Ed è una storia vera.

Nel mare ci sono i coccodrilli è narrato in prima persona da Enaiatollah, intercalato con discrezione e garbo da domande gentili e rispettose di Fabio Geda.

E’ un libro breve ma non frettoloso.

E’ un romanzo semplice, come può essere semplice il linguaggio di un bambino, ma così drammaticamente profondo, come solo a volte sanno essere i bambini.

E’ uno scritto che ti resta nella mente per giorni.

E’ una storia vera a lieto fine, e questo alleggerisce il cuore.

E ora? Qual è la vostra opinione rispetto ad una madre che abbandona il proprio bambino a degli sconosciuti, a centinaia di chilometri da casa, attendendo che si addormenti prima di andarsene ?

… io la mia opinione un po’ lo mutata.

Devo ricordarmelo la prossima volta che mi sentirò angosciata perchè sono un pochino in ritardo per la fine delle lezioni o del campo estivo.

***

Sinossi

Originario della provincia di Ghazni, Enaiatollah Akbari, all’età di dieci anni, viene accompagnato dalla madre a Quetta, in Pakistan: preferisce abbandonarlo, piuttosto che consegnarlo ai pashtun come pagamento per un ipotetico debito contratto dal padre, ucciso qualche anno prima. Enaiatollah trascorre circa un anno e mezzo in Pakistan, imparando a sopravvivere.

Convinto che in Iran ci sia più lavoro e che la fratellanza religiosa tra sciiti gli permetta di vivere meglio, si decide per un nuovo viaggio. Con i soldi risparmiati facendo i lavori più assurdi, paga un contrabbandiere che lo accompagni in Iran, dove resterà – nonostante due rimpatri (e mezzo) – quasi tre anni.

Quando nuovamente si decide per il viaggio, e per la strada, punta dritto verso l’Italia. Attraversa la Turchia, si ferma due mesi a Istanbul, compra un passaggio su un gommone dalle coste turche verso la Grecia (l’isola di Mytilini) e dopo essere transitato per Atene e Corinto, sbarca a Venezia.

Di lì arriva a Roma.

Da Roma, cercando un ragazzo che conosceva in Afghanistan e che sapeva essere giunto in Italia, sale a Torino, dove incontra, dopo alterne vicende, la famiglia che lo prenderà in affidamento.

Scheda libro

Nome libro: Nel mare ci sono i coccodrilli. Storia vera di Enaiatollah Akbari
Autore: Fabio Geda
Genere: Biografia – Narrativa
Editore: B.C. Dalai editore – 2010
pagine: 223
Puoi acquistare il libro qui: http://www.ibs.it/code/9788868520151/geda-fabio/nel-mare-sono.html

 

 

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