“Ristorante nostalgia” di Anne Tyler

“Ristorante nostalgia” di Anne Tyler

Recensione di Carolina Colombi

Ristorante nostalgia

Racconto di difficili dinamiche familiari

 

“Il secondo figlio era Ezra, così dolce e impacciato da spezzarti il cuore, e lei si era sentita più in pericolo che mai; sarebbe stato meglio fermarsi a Cody. Ma la lezione non le era bastata. Dopo Ezra era arrivata Jenny, la bimba: così divertente da vestire e pettinare in modi sempre nuovi.”

 In Ristorante nostalgia i membri di una famiglia si ritrovano per cenare insieme.

 

Anche nelle famiglie più dissociate e stravaganti esiste una forma di complicità, la quale tenta di tenere insieme i pezzi malcomposti di un nucleo familiare.

 Nel romanzo di Anne Tyler, il compito di tenere aggregata la sua scombinata famiglia spetta a Ezra, uno dei protagonisti.

  Oltre che da Ezra, il microcosmo di cui si racconta è formato da suo fratello Cody, da Jenny, la loro sorella, e da Perla, la madre, trascurata dal marito che, inetto e superficiale, l’ha abbandonata.

 Dopo brevi sprazzi di una felicità soltanto assaporata, Perla è rimasta sola a dover fare i conti con una realtà diversa da quella che avrebbe desiderato per i suoi figli, ragazzi inquieti e in perenne conflitto fra loro.

 Cody, bello e sicuro, affermato nella professione è geloso del rapporto privilegiato che Ezra, completamente diverso da lui, ha stabilito con la loro madre.

 Rapporto però, che inevitabilmente porta Ezra verso una solitudine affettiva.

 C’è poi Jenny, anche lei persona problematica, ma che pare aver trovato una sua stabilità sentimentale nel suo terzo matrimonio con Joe.

 Ed è in questo contesto, alquanto complesso, che inevitabilmente le criticità caratteriali di Perla si riflettono sui suoi figli, rendendoli fragili e legati da intrecci familiari poco edificanti.

 

 Sarà Ezra che, cullando il sogno di una ritrovata unità coi fratelli, farà un tentativo di riunire ciò che resta dalla famiglia, organizzando una cena nel proprio ristorante.

  Cena che purtroppo lo lascerà disilluso, e anche in quell’occasione solo.

  Sviluppata con ritmo tranquillo, quella del romanzo è una storia di gente comune, pur nella loro straordinarietà.

  Il dramma dei personaggi è quello di non voler fare dei ricordi condivisi un bagaglio da conservare, onde sfuggire all’inevitabile caducità del tempo che tutto scolora.

 Un ritratto familiare quello che ci offre Ristorante nostalgia, permeato di malinconia e reso difficile da fraintendimenti e incomprensioni.

 

 Incomprensioni che trascinatesi negli anni si sono cristallizzate, senza che Perla avesse fatto qualcosa per limitarne la negativa portata.

“Più tardi, quel pomeriggio, quando giunse l’ora di andare al ristorante, Cody si avviò con Rut ed Ezra. La giornata per lui era stata lunga, immobile – trascorsa per lo più ai margini della vita altrui – e adesso un po’ di moto gli ci voleva proprio.”

 Come in altri libri della Tyler, anche questa volta vengono messe a nudo le dinamiche domestiche e le difficoltà, oltre che di comunicare, anche di creare rapporti armoniosi.

 E pure in questo caso, l’autrice fa di una storia normale un romanzo avvincente.

 Ciò che soprattutto è avvincente nel romanzo di Anne Tyler è la rara naturalezza con cui le vicende sono narrate.

 Tali da prendere per mano il lettore, spingendolo a provare le stesse emozioni dei protagonisti.

 Ma non solo le emozioni, anche gli avvenimenti sono vissuti dal lettore in prima persona.

 Avvenimenti che sviscerati, diventano come vecchie immagini stemperate dal tempo e dalla malinconia.

 Come recita il titolo, in questo romanzo c’è molta nostalgia.

 Intesa non come rammarico per le cose perdute, ma per ciò che non è mai stato: cene senza liti e senza rancori, a rovinare inevitabilmente la serata di festa.

 Confezionato in maniera impeccabile, accresciuto da un sottile sarcasmo, che accompagna le difficili vicende del quale questa scombinata famiglia è    protagonista, il libro è in fondo un romanzo amaro.

 

  Seppur molto gradevole.

  E la gradevolezza che ne scaturisce è nella credibilità dei fatti raccontati.

  Fatti nei quali la storia della famiglia Tull, con i suoi avvenimenti, più o meno importanti, svanisce perché logorata dall’inafferrabilità di un mito familiare che non si può recuperare.

  Attraverso le pieghe della narrazione, la Tyler racconta della mediocrità della vita.

  Mediocrità la quale rende complicati i legami che intrecciano i destini dei personaggi.

 Permette anche di percepire una sorta di ironia e pathos, che lievemente si posa sulle loro vite.

 Gli interpreti, tutti, delineati con la bravura tipica della Tyler, che siano eccentrici o tradizionali, suscitano nel lettore emozioni controverse.

 Ad esempio irritazione e tenerezza insieme, oltre che desiderio, da parte del lettore, di scuoterli dalle loro nevrosi.

 Anche in RISTORANTE NOSTALGIA, come in altre sue opere, la Tyler si è fatta cronista attenta delle problematiche quotidiane.

 

 E’ questo un aspetto che le ha permesso di costruire una storia attraente, nonostante gli intrighi di questa bizzarra famiglia pesino sul cuore del lettore.

  Attraverso questo romanzo, l’autrice dimostra una creatività senza limiti.

 Per la quantità, oltre che la qualità di storie, di cui si fa voce narrante.

 I riconoscimenti ricevuti dalla Tyler per la sua vasta attività letteraria sono stati molteplici.

  Il Premio Pulitzer, ad esempio, nel 1988. Inoltre, è membro dell’American Academy of Arts and Letters.

 E i giudizi espressi da autorevoli testate giornalistiche sono concordi nell’ascrivere la scrittrice fra le più grandi del panorama letterario internazionale.

“Straordinaria nel rappresentare gli uomini e nel ritrarre le donne.”

 Secondo il New York Times Book Review.

“Una voce innovativa nel panorama letterario americano.”

Secondo il Corriere della sera.

“Cody, Rut e Jenny fecero strada verso il ristorante a piedi; gli altri rimasero indietro in ordine sparso. Il primo gruppo svoltò per via St. Paul e oltrepassò diversi piccoli edifici pieni di movimento: una lavanderia, un negozio di generi vari, un fiorista.”

 

Ristorante nostalgia – scheda

TITOLO: RISTORANTE NOSTALGIA

AUTRICE: Anne Tyler

GENERE:  Narrativa

EDITORE: Tea Due

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1997

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