A mezzogiorno del mondo (una storia d’amore) – di Maria Cristina Sferra

A mezzogiorno del mondo (una storia d’amore) – di Maria Cristina Sferra

Recensione di Lisa Molaro

Amezzogiorno del mondo - romanzo di Maria Cristina Sferra

Ogni bella lettura è un viaggio mentale, parole che si fanno biglietto di aereo per volare dentro storie, di volta in volta, diverse. Stavolta, giunta al termine del romanzo di Maria Cristina Sferra, mi sono accorta di aver assistito, metaforicamente, ad un viaggio speciale, parallelo a quello narrato nella carta.

Il mio, di viaggio, è quello di un semino, piccolo, microscopico, quasi invisibile:

Un bel giorno di sole, un passerotto lo ha visto e, con delicatezza, se lo è preso con la punta del  becco. Poi ha iniziato a volare, volare, volare. Sotto nuvole rosa, all’alba di giorni nuovi. Sopra verde speranza, di prati sconfinati. Lui volava, il semino si sentiva stretto. Un giorno, il passerotto si è fermato a riflettere e ha capito che, mentre lui poteva ammirare il paesaggio sotto la luce del sole, il piccolo semino non avrebbe potuto dare il meglio di sé, se fosse rimasto all’ombra, nel suo becco. Così, cercò un giardino in cui regnasse pace e armonia e quando l’ebbe trovato posò delicatamente a terra la sua giovane perla.

Si fissarono un attimo in silenzio, le parole spesso non servono.

Poi l’uccellino riprese a volare e il semino, dimenandosi un po’, riuscì a farsi una culla dentro la terra madre. Tutto è come deve essere. Scese la pioggia, delicatamente. Lo dissetò. Scesero i tiepidi raggi del sole, gli diedero energia. Il semino sbucò dal sottosuolo e ammirò il mondo con occhi diversi.

Dalla vita, nacque.

Con vita, crebbe.

Passarono i giorni, ricchi di intensità, di scoperte, di coraggio, di palpiti. Il semino divenne un girasole altissimo. L’usignolo, spinto dalla nostalgia, ripassò sopra quei magici prati, una sera di luglio, circondato dal rosa di un tramonto perfetto… e lo vide subito! Non ebbe difficoltà a riconoscerlo, perché il cuore gli batteva forte solamente avvicinandosi. Era lui, era il suo piccolo semino. Scese e si fermò, emozionato, nell’ombra del girasole che chinò il capo verso di lui.

  Dalla vita nacque, con vita crebbe

Il romanzo della Sferra non parla di passerotti o di girasoli.

Non sembra una fiaba, ma parla del semino più importante, quello che ha bisogno di cura, di attenzione, di coccole, di dedizione e di tanta, ma tanta, pazienza.

Il seme dell’Amore.

I protagonisti della storia – magistralmente caratterizzati dall’autrice – hanno sentito il semino entrare dentro di loro. Non hanno usato concimi o fertilizzanti chimici per farlo crescere in fretta, artificialmente. Gli hanno dato da bere a gocce, per non annaffiarlo troppo. Lo hanno scaldato a tratti, per non farlo bruciare, allontanando il rischio di farlo diventare cenere. Hanno avuto pazienza, infinita pazienza, dentro un gioco di sguardi e di carezze. Piano, con dolcezza.

A far loro da contorno, un viaggio fatto in compagnia di amici, a Cuba, fra colori esplosivi e sorrisi, a volte, sdentati.

Calici alzati, onde del mare, liriche cantate e poemi recitati sul furgoncino che li trasportava da una meta all’altra, banane fritte per colazione, ritardatari non incalliti, sonnolenze croniche. Festa.

“(…) Pensavo al mio modo di fagocitare la realtà cercando di non tralasciare neppure le briciole di ciò che incontravo (…)”

sana ingordigia di vita da bere!

E poi sale, sale nel sangue, a dar sapore alla vita.

“(…) Non esistevano due realtà distinte, ma un unico amalgama di particelle identiche diluite nella miscela di musica e allegria (…)”

Penso al seme. Penso alle calamite. Penso al destino. Penso… a tutto ciò che scorre seguendo il flusso del proprio scivolare dentro una vita che, se riempita di intensità, sa essere meravigliosa.

Una lettura che, descrivendo l’amore, tiene col fiato sospeso fino alla fine.

Intenso romanzo di Cristina Sferra.

Tra notti a bolle di sapone e giorni arcobaleno.

Lisa.

Titolo: A mezzogiorno del mondo
Autore: Maria Cristina Sferra
Editore: CreateSpace Independent Publishing Platform; 1 edizione (9 dicembre 2015)

Sinossi:

Durante un viaggio itinerante a Cuba, una giovane donna e un giovane uomo si trovano casualmente a condividere la camera di albergo. Mentre i giorni trascorrono, tra i due protagonisti cresce un’attrazione irresistibile che li conduce a un lento e inesorabile avvicinamento. Il racconto si snoda sulle strade dell’isola percorrendo luoghi, incontri e atmosfere. Solo il tempo di un viaggio per indagare le sfaccettature segrete di un sentimento che nasce con uno sguardo tutto femminile sulle mille emozioni di un amore

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