“Letteratura e malattia”: la morte che rende preziosa la vita

“Letteratura e malattia”:  la morte che rende preziosa la vita

di Emma Fenu

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Com’è il panorama?

Mai uguale a se stesso, in eterna evoluzione.

Un giorno splende il disco perfetto del sole;

un altro imperversano i capricci della pioggia;

un altro la neve cancella le orme di mille passi fangosi;

un altro le nuvole disegnano storie sulle pagine del cielo;

un altro, ancora, il vento soffia e scompiglia i fogli del nostro manoscritto e ci costringe ad uscire allo scoperto, per raccogliere tracce di noi e ripartorire la vita con penne e pennelli.

Il romanzo di Martina Buzio, intitolato “Com’è il panorama?”, edito da Echos Edizioni nel 2016, racconta un percorso di vita intenso e commovente, senza cedere mai a toni di incontrollata disperazione.

La protagonista e voce narrante, Paolina, è una moglie e madre che dalla vita ha ottenuto tutto e da quel tutto fa germogliare insoddisfazione, in quanto il ruolo familiare, professionale e sociale ne limita l’innata attrazione per l’arte e per la libertà intesa come creazione sorretta dalle sole regole del genio.

Ma la vita è bizzarra, precaria e beffarda: il marito, stimato professore universitario e avvocato di successo, si ammala di tumore e il panorama, da scatto degno di cartolina, diventa un susseguirsi di immagini che scorrono dietro il finestrino di un treno che attraversa veloce paesi e storie, creando una catena di diapositive che serrano il fiato nel ritmo della corsa.

Ma la vita è bizzarda, precaria e bellissima: il pianto e il riso si fondono e innaffiano il germoglio tenace della speranza.

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Tale ultima lettura mi ha portato a riflettere sui numerosi romanzi da me letti negli ultimi anni, alcuni indiscussi bestseller, relativi alla tematica del tumore che si intreccia con la passione adolescenziale o matura, con l’amore fra genitori e figli, con il legame dell’amicizia.

Infinite storie che, attraverso la malattia, mettono in luce il dono prezioso di ogni istante e delle piccole vittorie e gioie del quotidiano, che spesso sono date come scontate.

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«Un uomo s’imbatté in una tigre. Si mise a correre sempre tallonato dalla belva. Giunto davanti a un precipizio, si lasciò penzolare aggrappandosi a una vite selvatica posta sull’orlo.

La tigre lo fiutava dall’alto.

Tremando, l’uomo vide che due topi avevano cominciato a rosicchiare piano piano la vite. In quel momento, però, egli scorse davanti a sé una stupenda fragola. Afferrandosi alla vite con una mano sola, con l’altra spiccò la fragola: com’era dolce!». Parabola buddista

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I romanzi in questione accolgono il favore soprattutto di un pubblico giovane che cede al duale archetipo di eros e thanatos, cercando nell’estremo dolore e nell’ineluttabile perdita la certezza di una non – assenza.

Paradossalmente, in un’epoca di uso e consumo rapido e convulso di oggetti ed emozioni, in cui il sesso sfocia, talvolta, nel desiderio di sottomissione e nella violenza, l’unico rimedio alla non-vita pare essere la morte, che restituisce senso e valore al viaggio dell’uomo.

L’incontro crudo e crudele con la morte ci rende consapevoli di essere vivi e capaci di sperare, ancora.

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Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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