La stanza dell’orso e dell’ape – di Michela Franco Celani e Patrizia Miotto

La stanza dell’orso e dell’ape 

di Michela Franco Celani e Patrizia Miotto

Recensione di Lisa Molaro

Michela Franco Celani

Camminavo, forse distrattamente, all’interno di un centro commerciale nelle vicinanze; ad un certo punto l’occhio mi è caduto sugli scaffali dedicati al bookcrossing e, inevitabilmente, mi ci sono avvicinata. Avevo già preso un paio di libri quando la copertina colorata di “La stanza dell’orso e dell’ape”, scritto da Michela Franco Celani, ha catturato la mia attenzione.

Un orsacchiotto triste, dal contorno quasi ricamato a punto erba, se ne stava fermo a guardarmi mentre tre piccole api, senza pungiglione, gli svolazzavano intorno.

Ho pensato subito a mia nipote, alla possibilità di farle un regalo.

Ricordo di aver sorriso.

Quando ho letto la quarta di copertina, però, l’idea di donare a mia nipote questa storia si è subito eclissata. No, non si tratta di letteratura per l’infanzia. Decisamente no.

Ho portato a casa il libro, per me, e subito ho iniziato a leggerlo, ben consapevole del carico emotivo che avrebbe smosso.

Scriverò una recensione, lo sto già facendo in effetti… ma spero di usare le parole giuste, le espressioni più delicate. Sarà così difficile, scriverne!

In teoria, riducendo tutto il contorno, una bambina cresce, diventa adulta, si innamora, fa una figlia, la figlia va all’asilo, conosce nuovi amici, poi va alle elementari, alle medie, scarta i regali di compleanno solamente una volta all’anno, cresce a sua volta, si innamora e accudisce poi la madre.

In teoria.

Nella realtà può capitare però – e non vorrei mai scrivere queste parole – che un giorno, magari un 11 dicembre anonimo immerso nei preparativi del Natale imminente, il telefono squilli.

Attraverso l’etere scorre la fretta.

Patrizia deve cambiarsi velocemente, togliere il pigiama e attraversare la città con il cuore in gola. Deve raggiungere l’ospedale. Deve raggiungere il suo punto di stop. Una doccia gelida, una mano che, quel cuore, lo stritola dentro una morsa di ferro.

Patrizia è una ragazza madre.

Patrizia è una ragazza. Patrizia è una madre.

E le madri lottano, prendono per la criniera il leone dalle fauci aperte.

Le madri graffiano il vetro liscio, scavano nelle pietre più dure, scavano anche nel cielo… se serve.

Patrizia vorrebbe dissolversi nell’aria, rendersi invisibile al mondo, scomparire… ma c’è Amy, con la sua “ranocchia nella pancia” da ridurre prima di poter rimuovere. Non può far altro che parlare della rana a sua figlia, rispondere alle sue domande, trarre forza da una bambina che da lei ne ritrae a sua volta.

Patrizia ha bisogno di Amy.

Amy ha bisogno di Patrizia.

Il cordone ombelicale, una volta formato, nulla lo potrà rompere.

Nulla, mai.

In ospedale:

– “(…) Ma che ci facciamo qui?”

“Perché non ti piace?”

“Mi piace sì, ma voglio sapere cosa ci facciamo qui.”

Ha due anni e nove mesi.

Conosce già tante cose, ma non il confine tra realtà e fantasia.

Questo mi permette di dire: “C’è una ranocchia che ha deciso di abitare nella tua pancia, ma non è il posto suo, non dovrebbe stare lì.

Così i dottori ti daranno delle medicine che la faranno diventare piccola piccola.”

“E poi, quando è piccola piccola?”

Non posso raccontarle che verrà addormentata e tagliata, aperta come un animale sacrificale, per cercare in ogni modo di strapparle quel mostro che le si è avvinghiato dentro.

“Allora uscirà da sola, mentre dormi o quando fai la cacca.”

“Ah…”

E già dorme. –

 

Questo libro è ispirato a una storia vera.

L’autrice, Michela Franco Celani, lungo le strade del destino ha incrociato Patrizia e tutti i suoi numerosi appunti disordinati, che annotava durante il periodo di malattia della figlia. A volte una parola sola, altre invece un’ accozzaglia di frasi scritte di getto, con l’importante scopo di racchiudere l’emozione dentro l’inchiostro. Michela Franco Celani ha raccolto nel suo cuore tutto questo dolore e questa speranza di vita o di abbandono “sereno” e l’ha magistralmente narrato all’interno di questo piccolo volume, rendendogli omaggi, sottolineandone la forza, evidenziandone l’importanza.

Si piange, leggendo la storia di Amy e di Patrizia.

 Si piange e ci si indigna davanti a una vita ingiusta che  si fa grandine su un fiore ancora in bocciolo. Si stringono pugni, si grida in silenzio: “Resistete!”

Diveniamo  l’ombra di una madre che cammina nei corridoi, che conosce altre madri nella stessa condizione, che scatta per un niente davanti a una figlia dal carattere forte e, spesso, non facile da gestire. Guardiamo anche noi, in faccia, il Dottor Nutella. Diventiamo, come lei, uno straccio appena uscito dalla centrifuga.

Uno straccio messo al sole di mezzogiorno, un cencio da cui non esce più nemmeno una goccia d’acqua.

Poi, iniziamo a camminarle al fianco, non più ombra cucita addosso. La vediamo mettersi un bel vestito, truccarsi, sentirsi per un secondo donna e poi subito la vediamo togliersi tutto… perché il mondo non può vederla vestita bene. Il mondo che la sta aiutando con collette e clamore mediatico, lei immagina voglia vederla senza orecchini, vestita umilmente e senza tracce di trucco addosso. Il mondo vuole aiutarla – e la aiuta – ma lei deve essere triste e senza forza per lottare.

Viaggi di speranza, anche dal dottor Di Bella.

Viaggi dentro e fuori dal proprio corpo e da quello della figlia.

Viaggi… viaggi anche per raggiungere mete troppo lontane.

Fantasia, spiegazioni che fanno sorridere di tenerezza infinita, che ha stritolato il mio cuore ancor più del dolore, date a una bambina obbligata a rinunciare alla propria infanzia. Un universo. I bambini dovrebbero solamente sorridere e giocare. La loro risata pulita dovrebbe echeggiare nell’aria rompendo silenzi.

I bambini dovrebbero, sempre, avere tutta la vita davanti.

Ma capita che invece, un giorno, ti chiedano:

“Non è che gli angeli mi fanno cadere quando mi vengono a prendere?”

E tu, Patrizia, magari col sorriso triste sulle labbra, devi rispondere:

“Non ti preoccupare. Gli angeli non hanno mai fatto cadere nessuno.”

Un libro importante.

“Non puoi immaginare che cosa Dio riesce a fare delle macerie della tua anima se tu gliele affidi” – Blaise Pascal

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Titolo: La stanza dell’orso e dell’ape
Autore: Michela Franco Celani – Patrizia Miotto
Casa editrice: Ugo Mursia Editore (7 aprile 2011)

Pagine: 125

Copertina: Omar Carano
Sinossi:

Questa è la storia di una mamma e della sua bambina.

Anzi, di una ragazza madre e della sua bambina malata.

Ma non è, non vuole essere, una storia pietosa.

Assomiglia più a un bollettino di guerra dove si scontrano la vita e la morte, la speranza e la disperazione, ma anche la buona e la mala sanità, la solidarietà e l’indifferenza.

È la storia che nessuno vorrebbe mai scrivere.

E per questo qualcuno ha dovuto farlo.

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