“Limbo” di Melania G. Mazzucco

“Limbo” di Melania G. Mazzucco

Recensione di Carolina Colombi

 

Limbo

La protagonista ritorna dall’Afghanistan dopo una missione di pace.

 

 

“Spazzai via la polvere con una manata, srotolai il sacco a pelo sulla branda, ripiegai il borsone e lo zaino, poi estrassi l’accappatoio e mi diressi alle docce. I soldati erano in coda per i cessi. Ce n’erano solo dodici, tutti chimici, alla turca. Erano in coda anche per le docce. Ma io avevo la chiave di quella riservata alle donne. Mentre superavo la fila, sentii sulla nuca gli sguardi ostili dei soldati.”

 Definire Limbo, libro di Melania G. Mazzucco, quale romanzo, è un po’ riduttivo.

 

 Perchè nel corso della narrazione vengono descritte situazioni che ne fanno anche una storia romantica e intrisa di sentimenti.

 Il romanzo della Mazzucco è uno di quei testi importanti che colpiscono l’immaginario comune.

 Soprattutto per l’argomentazione messa in campo dall’autrice: la condizione della donna soldato, in prima linea, per portare la pace e non la guerra.

 Ciò che evince dalla lettura, più di ogni altro aspetto, è il resoconto, dettagliato e puntuale, della vita militare dei soldati italiani impegnati in missioni umanitarie all’estero.

“Raccomandai di restare concentrati, perché non era finita. Anzi, la fase del rientro era la più pericolosa dell’intera Goat 4.”

É la vigilia di Natale quando il maresciallo Manuela Paris ritorna al suo paese d’origine in provincia di Roma, dopo aver partecipato a una missione militare in Afghanistan.

 Costruendosi, con impegno e fatica, la vita che ha sempre sognato, Manuela è diventata sottufficiale e comandante di un plotone di trenta uomini, in una base dislocata nel deserto afghano.

Ma, al suo rientro, la giovane soldatessa non è la stessa persona che, abbandonata un’adolescenza difficile, è partita da Ladispoli alla volta di Herat.

 

Cambiata nel profondo, le giornate di Manuela sono attraversate da emozioni che mettono in discussione il suo vissuto: passato, futuro e presente.

 E’ infatti con il suo presente che la soldatessa deve fare i conti, lottando ogni giorno per non lasciarsi andare.

 E coltivando in cuor suo l’accesa speranza di riprendere servizio effettivo, sul campo, nonostante un sanguinoso attentato l’abbia lasciata annichilita. Non solo nel fisico, ma soprattutto nell’anima.

 I colpi di mortaio esplosi dai talebani durante un durissimo scontro, in occasione dell’inaugurazione di una scuola femminile sul territorio afghano, l’hanno ferita gravemente.

 Però l’evento più devastante per lei è, che nell’attentato, sono rimasti uccisi alcuni dei suoi uomini.

 

Limbo è cronaca, attenta e precisa, della vita militare delle donne soldato.

 

L’esperienza di Manuela è stata durissima, ma colma dell’emotività che la protagonista si porta dentro.

Sebbene abbia difficoltà a esternare il proprio drammatico sentire.

Perché la Paris, affettivamente, è ancora molto legata sia all’Afghanistan sia ai suoi commilitoni, dei quali ricorda il senso di fratellanza.

Nonostante lei, donna, avesse il difficile compito di guidare un plotone di uomini.

 In quel paese lontano e sconosciuto, circondato da montagne impossibili da valicare, i suoi commilitoni hanno perso la vita nel tentativo, assai arduo, di portare la pace.

E questo lei non se lo perdona.

 

 Perché loro sono morti, mentre lei è rimasta viva.

 Viva, malgrado il suo fardello, inevitabilmente, la faccia sentire inadeguata a vivere.

 La battaglia che Manuela deve affrontare con se stessa non è meno rischiosa di quella che l’ha vista soldato nel deserto afghano.

  Battaglia che si snoda su brandelli di ricordi che la legano a quel luogo pieno di polvere e vento, di montagne inospitali, ma al quale si sente ancora legata.

 Nonostante le avverse condizioni di vita.

 La Paris ripercorre i momenti più salienti vissuti in quel paese brullo e immerso nel nulla.

 Il suo unico desiderio è tornare ancora lì, ad esercitare il proprio mestiere.

 Accanto a lei, a sostenerla, per riprendere a vivere, c’è quel che resta della sua sconquassata famiglia.

 La sorella soprattutto, personaggio eccentrico e fin troppo disinibito, con la quale Manuela ha conservato un rapporto di autentico affetto.

 Come a volte accade, sono gli incontri più imprevedibili a sollecitare la parte più recondita dell’intimità delle persone.

 E così è anche per Manuela.

 Perché a dare un nuovo senso alle sue giornate, come emerso dal nulla, compare Mattia, una delle figure maschili della narrazione.

 Appare come un personaggio misterioso, senza passato e senza futuro, costretto a vivere anch’esso in un limbo.

 Pur rifiutando l’innamoramento, la giovane soldatessa si troverà coinvolta in una storia intensa ed emozionante.

 Storia che in parte la riconcilierà con la ragazza di un tempo.

 Aspetto questo che dà alla narrazione una connotazione sentimentale.

Connotazione che fa di Limbo un testo meno freddo e dettagliato di quanto sia nelle fasi iniziali.

In definitiva, si può affermare, che Limbo non solo è affresco della vita militare, ma anche storia d’amore e di affetti perduti.

 E’ un libro che disorienta per il suo realismo, ma è illuminante per le molteplici riflessioni che può offrire.

 In Limbo, testo di lettura non del tutto agevole, discorso indiretto e diretto sono sullo stesso piano, tali da  offrire al lettore poco distacco fra i diversi punti di vista.

 Aspetto questo che rende il racconto un po’ ruvido, anche visivamente, perchè la sintassi ha un’impostazione grafica non molto digeribile. Volutamente, forse.

 Ed è questa una delle criticità che mi sento di imputare al libro della Mazzucco.

 Per quanto riguarda la mia lunga esperienza di lettrice, posso affermare che l’autrice e i suoi scritti non sono mai entrati completamente nelle corde del mio sentire letterario, nonostante l’apprezzamento che per certi aspetti mi sento di rivolgere a Limbo.

 Soprattutto in riferimento al buon tratteggio dei personaggi tutti.

“Cerca di guardare se stessa da lontano, inquadrandosi nel mirino del fucile. Col passare delle settimane si rende conto che scrivere è come avanzar nella tenebra col visore notturno. O il visore a raggi termici. Essi rivelano ciò che si nasconde nella notte o ciò che è passato.”

Sinossi

Manuela Paris è una donna soldato tornata da un teatro di guerra, anche se è andata in Afghanistan a portare la pace. Turbata, ha difficoltà a riprendere un ritmo di vita civile. Ma con l’aiuto della sorella e dell’uomo di cui si innamorerà risolverà parte dei suoi conflitti interiori.

Limbo – scheda libro

 

TITOLO: LIMBO

AUTRICE: Melania G. Mazzucco

GENERE: Narrativa

EDITORE: Einaudi

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2012

NUMERO DI PAGINE: 473

Un commento:

  1. Molto interessante, sto giusto leggendo un altro romanzo di Melania Mazzucco altrettanto denso: “Vita”.

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