“Mi hanno fatto sedere qui” di Francesca Cuzzocrea

“Mi hanno fatto sedere qui” di Francesca Cuzzocrea

Recensione di Altea Alaryssa Gardini

Adele, Alzhaimer

 

Io sono Adele. Lo ero? Lo diventerò?

Tornavo a casa, seduta sul sedile posteriore di quell’auto. Era tutto molto normale, ero felice, sorridevo e ad un tratto lui è comparso. È stato un lampo, mi ha preso la mano e mi ha fatto vedere cosa c’era dall’altro lato di quella finestra da cui, ero sempre stata convinta di vedere altro. Per un attimo mi sono persa, la luce si è spenta, il colore è stato abraso e mi sono ritrovata in macchina, di nuovo immersa nel colore.

Avete presente quando si avverte che c’è qualcosa, come un’ombra nel tuo campo visivo? Non è come prima, l’ombra si impossessa della tua sicurezza e ad un tratto tutto è bagnato, urlato ed evanescente.

Sono seduta qui, esattamente dove mi è stato detto di sedere.

È tutto buio, posso solo allungare le braccia, sento le pareti ruvide che toccano la mia pelle, ci sono tanti interruttori che avverto e posso accendere o spegnere, ognuno di essi accende una luce, un colore, tutto scorre in colori tenui e ricordo il mio amore fortemente voluto e la sua forza che mi risponde ricambiando.

Il mio amore mi ha donato due tesori. Le vedo mentre le guardo, due orchidee che sbocciano tra milioni di particelle di ossigeno e tenerezza, baci sospirati e sospesi e custodi di tutta la tenerezza di cui sono stata capace, tutta la forza di cui sono stata testimone.

Sono ancora seduta qui, insieme ad Adele, sento che i piedi non toccano più il pavimento, forse sono tornata a quell’istante.

Quando tentavo di afferrare il manubrio della mia bicicletta ma stavo già cadendo, o stavo volando? Sono volata tra le braccia forti di una luce che mi ha scaldata e sostenuta.

È tempo che io rimanga qui, sospesa con la mia vita seduta sulle mie ginocchia, le mie figlie devono dipingere ancora molti colori sulle loro tele e mi ricordo di loro, dei loro sorrisi e della loro rabbia adesso con più nitidezza. Ora che volteggio ballando con il mio amore, ora che ho restituito loro l’alito della vita che mi avevano prestato per poter provare a rimanere presente. Ora siamo farfalle, libere e colorate di nuovo insieme, loro sono libere come le abbiamo sempre immaginate.

Francesca Cuzzocrea mi ha fatto sedere qui, seduta sul davanzale di una finestra. La finestra di Adele, insieme abbiamo guardato le sue foto, sentito il profumo di speranze sognate, c’è stato qualche rancore taciuto ma nulla che non si sia risolto con due sorrisi dalle guance paffute. Abbiamo salutato Antonio e le amiche del paese, ci siamo preparate quando era il momento di andare.

Francesca ci ha vestite con un’eleganza che ci ha ricoperto di antico candore, di sottile gentilezza e mi ha chiesto di aiutare Adele mentre scriveva il suo segreto, lo abbiamo riposto tra il filo di grafia di una mano per lungo tempo stretta e le boccucce innamorate di due boccioli di rosa.

Mi hanno fatto sedere qui e sono rimasta fino a che i miei occhi hanno potuto afferrare il cielo stellato.

Titolo: Mi hanno fatto sedere qui
Autore: Francesca Cuzzocrea
Genere: Romanzo
Editore: Lettere animate editore
Anno: 2015
Pagine: 86

Sinossi:

“Mi presento: sono Adele. O almeno, quello che rimane di lei.

Sono un piccolo sussurro della sua coscienza, nascosta in un angolo sempre più buio della sua memoria… La mia voce è sempre più sottile, ma finché esisterò racconterò di me. Penso, dunque esisto. Ancora.”
È in questo modo che la protagonista del romanzo, Adele, ci introduce nella sua realtà alterata dalla demenza senile, di cui soffre.

Con lei e le sue due figlie percorreremo il tortuoso cammino della malattia, che segnerà in modo indelebile le loro vite e i loro rapporti famigliari.

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