“Streghe. La riscossa delle donne d’Italia”

 “Streghe. La riscossa delle donne d’Italia” di Lilli Gruber

 Recensione di Carolina Colombi

Streghe. La riscossa delle donne d'Italia

“Barbara aveva quarantadue anni ed era polacca. Nel 1806 il piccolo villaggio in cui abitava, Reszel, fu devastato da un incendio gigantesco. Barbara fu accusata di aver scatenato il disastro. Oltre che, come decine di migliaia di donne prima di lei, di essere posseduta dal demonio e di avere oscuri e maligni poteri.”

 Ogni giorno, o quasi, una donna viene uccisa.

 È recente l’episodio dell’infermiera a cui il compagno, o presunto tale, ha dato fuoco dopo averla cosparsa di liquido infiammabile.

Un avvenimento in più, tristissimo purtroppo, per parlare ancora di donne.

 Con questo esempio negativo si potrebbe pensare di essere tornati a uno dei peggiori momenti dell’umanità, al ‘500, quando le donne venivano arse vive.

  Il cosiddetto periodo della caccia alle streghe.

 L’occasione per raccontare della condizione femminile mi viene suggerita da un libro di Lilli Gruber in cui l’autrice si addentra nell’universo donna.

 Streghe, titolo volutamente provocatorio, è esplicito.

 Anche se per completezza, la giornalista aggiunge un sottotitolo: La riscossa delle donne d’Italia.

 

Le donne in Italia, alla ricerca di una nuova identità (Renato Guttuso, la passata di pomodoro)

Le donne in Italia, alla ricerca di una nuova identità (Renato Guttuso, la passata di pomodoro)

 

 Ancora qui, dunque, con un saggio, seducente ed esaustivo al tempo stesso, per approfondire le questioni femminili.

 Sebbene il testo non sia di recente pubblicazione, è comunque di assoluta attualità.  Soprattutto per le argomentazioni che vengono messe in campo.

 A dare vita al libro è una serie di interviste.

 Alcune a donne celebri, affermate nella professione: in politica, nel mondo dello spettacolo o in campo culturale.

 Altre a donne comuni che fanno fatica a conciliare la loro condizione femminile con quella professionale e con quella di moglie.

 Madri che devono rapportarsi con la maternità, passaggio importante ma impegnativo, rispetto ad altre cui non è concesso essere madri, perché costrette ad abortire.

 Nella sua disamina, la giornalista prende in considerazione la mancata conquista di alcuni diritti da parte delle donne.

 Ed è con una sorta di benevola invidia che fa un parallelo con altri paesi dell’Europa, dove i diritti non sono così calpestati come in Italia: Spagna e Olanda, per esempio.

 Attraverso il suo scritto, la Gruber s’interroga sul motivo per cui le donne, oggi, non hanno abbastanza voce.

 Nonostante le molte parole spese da TV e giornali, apparentemente in favore del cosiddetto sesso debole, o come lo definivano i romani antichi: imbecillus sexus.

 Sebbene le “streghe” odierne siano scampate ai roghi, almeno a quelli ufficiali, la loro voce sembra non avere la potenza di un tempo.

  Quella degli anni ’70 per esempio, quando l’eco del femminismo italiano tuonava con vigore.

“Tremate, tremate, le streghe son tornate.”

 Così gridavano le ragazze di allora, e con una voglia di rivendicazione tutta al femminile invadevano le piazze.

 Chiedevano autonomia per la loro sessualità, aiutate in questo dalla rivoluzionaria invenzione della pillola anticoncezionale, la quale permetteva loro di scegliere se dare o no la vita.

 Di diritti da ottenere ce ne sarebbero ancora molti, secondo la Gruber, tenendo conto che solo il 46 % delle donne lavora.

 Inoltre, a parità di grado professionale, una lavoratrice guadagna meno di un uomo.

In Italia la parità di diritti, anche in campo lavorativo, è molto lontana.

In Italia la parità di diritti, anche in campo lavorativo, è molto lontana.

 Che fare allora?

 Ricostruire un dialogo tutto al femminile, propone la scrittrice.

  Per combattere i maschi che continuano a detenere il potere.

  E io aggiungo, che forse gli uomini non vogliono abbandonare l’appannaggio del potere acquisito, anche perché intimoriti dalle capacità delle donne, spesso maggiori a quelle di molti uomini.

 Ovviamente, questa non vuol essere in alcun modo una giustificazione alle discriminazioni messe in atto dal genere maschile.

 Se mai una sorta di denuncia al comportamento di molti maschi.

“Nel 1968 i figli del boom economico hanno vent’anni, vanno all’università. Il benessere ha mosso le coscienze: i giovani sanno, vogliono e chiedono con più decisione. La rivolta studentesca parte dagli atenei: i ragazzi occupano la facoltà con le loro proteste rumorose. E le ragazze? Ci sono anche loro.”

 Una raccolta di testimonianze quindi, che permette di conoscere il cammino intrapreso da tempo, affinchè alle donne venga affidato il giusto ruolo che spetta loro all’interno della società.

 Ed è con una modalità interessante che la giornalista dà lo spunto per affrontare lo spinoso argomento della parità di genere.

 Con la voglia, a parer mio, di approfondire il travagliato percorso umano e sociale, che fin dai tempi più remoti le donne hanno dovuto affrontare.

 Il tutto, per rivendicare legittimi privilegi che da sempre sono stati loro negati.

 Le donne intervistate sono tutte protagoniste del nostro tempo.

 E si sono offerte di raccontare della loro emancipazione, costata sacrifici enormi, al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati.

 Ha parlato Natalia Aspesi, con crudezza e disincanto.

 La ginecologa Graziottin, Rossana Rossanda, ex-partigiana, testimone di lontane battaglie politiche e femministe.

 Rita Levi Montalcini, persona di inestimabile capacità intellettiva.

 La cantante Gianna Nannini ha detto la sua, definendosi “strega moderna”.

 E molte altre, di spessore umano, che con il loro esempio hanno dimostrato il valore intrinseco posseduto dal mondo femminile.

 Tutte comunque, impegnate a combattere la loro battaglia con la quotidianità, in misura maggiore o minore, e in virtù del ruolo sociale occupato.

 La giornalista, nel suo libro Streghe, ha poi citato donne che hanno contribuito a rivoluzionare l’universo femminile.

 Simone de Beauvoir che con il suo libro Il secondo sesso, nel 1949, ha scandalizzato molti, ma ha dato anche uno scossone dirompente a favore del genere femminile.

 Il movimento delle suffragette, che attraverso un percorso difficile e doloroso ha contribuito a dare dignità a tutte le donne.

 Ha ricordato Maria Montessori, prima donna medico in Italia, che agli inizi del’900 ha “osato” affermare che il matrimonio deve essere un atto d’amore, non una scelta fatta in nome di una necessità economica.

Maria Montessori

Maria Montessori

 Altro esempio di femminismo, sempre citata dalla Gruber, è Sibilla Aleramo, che con il suo libro Una donna ha dato un sostegno importante per il risveglio delle coscienze femminili.

 Che dire inoltre di Vivienne, reverendo della Chiesa anglicana, donna amata dai suoi parrocchiani, nonostante le difficoltà iniziali a far accettare il suo ruolo di pastore di anime?

 Indubbiamente, è esempio positivo, a dimostrazione di quanto siano assurde e vuote di contenuti le preclusioni nei confronti delle donne, in grado di fare, ciò che può fare un uomo.

E in molti casi, le donne lo fanno anche meglio.

 Lettura stimolante quindi, quella offerta dalla giornalista.

  In Streghe si è fatta portatrice intervistando anche persone scomode, quali donne dedite alla professione più antica del mondo.

Il cui apporto però, in termini di testimonianza, ha contribuito a fare del saggio un libro scritto con acume e curiosità.

 L’autrice infatti, ha dimostrato di saper evidenziare, attraverso svariati punti di vista, aspetti della realtà femminile poco conosciuti, quale per esempio la mercificazione del proprio corpo.

 Ma non solo donne in Streghe di Lilli Gruber.

 Anche qualche uomo ha avuto il “coraggio” di lasciarsi intervistare, offrendo al lettore, o meglio alle lettrici, un punto di vista maschile.

 Il cardinale Camillo Ruini per esempio, il quale ha sottolineato come i cattolici facciano molto per aiutare le donne a conciliare famiglia e lavoro.

 Mentre il politico Massimo D’Alema ha dichiarato che difficilmente gli uomini lasciano il potere.

 E’ compito delle donne prenderselo.

 Giuliano Ferrara inoltre, contestato in più occasioni per la sua moratoria per l’aborto.

Sibilla Aleramo

Sibilla Aleramo

 Tutti i personaggi che popolano questo corposo testo  hanno regalato all’autrice, come lei ricorda nei ringraziamenti, pezzi della loro vita e dei loro pensieri.

 Raccontati con gradevolezza e una leggera ironia, tanto da farne un libro eccellente.

“La prima cosa da fare è ricostruire un dialogo femminile che fino a pochi anni fa era vivo e fecondo. E che oggi non è certo spento, ma offuscato dalle emergenze del presente. Donne con diverse fedi politiche, credi religiosi, professioni, vite, devono tornare a parlarsi di quello che veramente serve a tutte quante.”

 Streghe. La riscossa delle donne d’Italia – scheda

Titolo: Streghe. La riscossa delle donne d’Italia
Autrice: Lilli Gruber
Editore: Rizzoli
Genere: Saggistica
Anno di pubblicazione: 2008
Numero di pagine: 386

http://www.ibs.it/code/9788817024877/gruber-lilli/streghe-riscossa-delle.html

http://www.culturalfemminile.com

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