La ragazza di giada – di Lisa See

La ragazza di giada – di Lisa See

Recensione di Lisa Molaro

La ragazza di Giada

La ragazza di giada.

Sono fortunata, sembra io ne abbia in casa un’edizione non più in commercio. Io ho davanti agli occhi proprio questa di cui vi ho appena postato l’immagine.

Che bella copertina, potrei ammirarla all’infinito!

Un nostalgico, dolce, color vaniglia abbinato a sfumature pastello più intense. In contrasto, una bella donna col tipico ombrellino dalle stecche di legno. Ci puoi vedere attraverso, sembra fatto con carta di riso, impalpabile come le ali di una timida farfalla.

E le nuvole… le nuvole sembrano petali di una enorme peonia che guarda in giù!

Anche questo romanzo della See è ambientato in una Cina del XVII secolo e anche stavolta il nome della protagonista suona come armonia: Peonia.

Come le nuvole.

Peonia è la ragazza di giada?

Impariamo a conoscerla da bambina, la seguiamo nell’adolescenza e forse ne avremo paura quando si farà donna. Già, perché non indosserà le vesti classiche, non si muoverà come noi, non avrà i piedi per terra… e non parlo metaforicamente!

Peonia non è povera. Non è circondata dalla miseria e ha un padre che, con determinazione, vuole una figlia femmina istruita e colta. A tal fine le regala, per il suo sedicesimo compleanno, la rappresentazione teatrale di un classico della letteratura cinese di epoca Ming: Il padiglione delle peonie.

Il padiglione delle peonie

Bazzecole, no? Chi di noi non ha mai ricevuto un regalo del genere nel proprio “giardinetto” di casa?

Durante la rappresentazione capiteranno delle cose che solamente il destino poteva prevedere. Si segneranno strade, incroci e mappe particolari. Da quella sera in poi, entrerete dentro sentimenti che non potranno lasciarvi indifferenti: paura, battito di cuore, timidezza al chiaror di luna, inganni, tradimenti, resistenza, incredulità, abbandono, dolore, distacco, ritorno… come ritorna? Chi?

Ma è recita o vita concreta?

Il vero è, sempre e solo, tangibile con la pelle delle dita?

O il cuore ha occhi più potenti per vedere… ?

Tra paura e musica. Laghetti e luna. Palchi e attori. Paura in riflesso.

Opera Kunqu

Ho letto questo romanzo subito dopo aver terminato il meraviglioso “Fiore di neve e il ventaglio segreto”, sempre di Lisa See.  All’inizio ho riscontrato delle difficoltà perché non ritrovavo lo stile, elegantemente romantico, del precedente romanzo.

Più precisamente non ci ritrovavo verità, fisica, reale, poeticamente narrata.

Le descrizioni minuziose dell’opera teatrale mi rallentavano la lettura. Certe assolute mancanze di realtà mi allontanavano dallo stile crudo e concreto con cui l’autrice mi aveva in precedenza ammaliata. Dopo poco, però, ho rilassato i nervi e mi sono detta:

“segui semplicemente il flusso della storia, seguine i ritmi narrativi, respirane solo la trama e le emozioni “

Così ho fatto e, logicamente, sono giunta alla fine con l’ansia da distacco tipica di un bel romanzo giunto a conclusione!

E’ sicuramente interessante sapere che il libro è basato su una storia vera.

Tre donne, nella Cina del 1600, mogli di uno stesso uomo, decisero di scrivere un commentario al Padiglione delle peonie, riuscendo persino a pubblicarlo. La grande diffusione ed il successo dell’opera produsse un fenomeno di emancipazione così straripante che molte tra le giovani che lo lessero si lasciarono influenzare dal “mal d’amore” fino a morirne.

È questo fatto realmente accaduto ad ispirare il romanzo della See dove in un intreccio di storia e fantasia, tradizione e cultura, prende vita il personaggio di Peonia, la cui essenza si svela in una dimensione sovraumana che, nella cultura cinese, resta tuttavia bisognosa di ogni cosa della vita terrena.

Ritengo che comunque tutto l’intreccio che la See ha inserito (la tripartizione dell’anima,i sentimenti, i rituali, i profumi, la povertà d’animo che si trasforma in povertà fisica, la voce guida dell’antenata, passato, presente e fututo in un unico istante) componga un romanzo di sicuro effetto scenico!

peonia

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Titolo: La ragazza di giada
Autore: Lisa See
Editore: TEA (23 ottobre 2014)

Sinossi:

Cina, XVII secolo.

Peonia ha quasi sedici anni e come tutte le ragazze della sua età è già stata promessa in sposa dalla famiglia a un uomo di cui lei ignora tutto, persino il nome.

Per il suo sedicesimo compleanno il padre uomo illuminato, per il suo tempo, che desidera per la figlia una formazione culturale completa, al di là delle condizioni di segregazione in cui essa vive – le regala una rappresentazione teatrale di un classico della letteratura cinese di epoca Ming: “Il padiglione delle peonie”, nella cui trama sembra rispecchiarsi il destino della ragazza.

L’opera infatti racconta di una fanciulla che si lascia morire per amore pur di non accettare un matrimonio combinato. Proprio la sera della rappresentazione, Peonia incrocia lo sguardo di un giovane di cui si innamora a prima vista, riuscendo poi a incontrarlo fortunosamente altre tre volte.

Ma il suo destino è segnato: dovrà sposare l’uomo che la famiglia ha scelto per lei.

E anche Peonia, come la sua eroina, sceglie di lasciarsi morire per amore…

E dopo la morte, dal mondo dell’aldilà, la voce di Peonia continua a raccontarci le vicende del mondo dei vivi, ricordandoci la voce narrante di un romanzo molto amato come Amabili resti di Alice Sebold.

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