La svastica sul sole di P. K. Dick

La svastica sul sole

Recensione di Elisabetta Corti

L'uomo nell'alto castello

 

 

L’assassinio di Franklin Delano Roosevelt, nel 1933, lascia gli Stati Uniti nella profonda depressione economica iniziata pochi anni prima. Il loro esercito non può quindi fare fronte all’avanzata nazista, che conquista la Russia ed i territori dell’Est Europa.

Contemporaneamente, il Giappone conquista l’Oceania ed insieme Germania e Giappone vincono la seconda Guerra Mondiale.

E’ il 1962, e gli Stati Uniti si dividono in tre stati: ad ovest il Governo Imperiale delle Isole patrie, gestito dai Giapponesi. Ad est, gli Stati Uniti governati dai nazisti. Al centro, la zona neutrale delle Montagne Rocciose.

All’interno di quest’area, si muovono personaggi che hanno dei legami evidenti o che si stanno per formare.

Ognuno di loro ha un ruolo essenziale nel racconto, così come essenziali sono i libri che compaiono nel racconto e che formano una piccola matrioska.

Uno è libro dell’I-ching, che con i suoi esagoni guida le scelte di alcuni, legandoli a sé come una dipendenza,

Un altro è “La cavalletta non si alzerà più”, proibito negli stati nazisti poiché racconta di una realtà parallela in cui gli alleati vincono la guerra.

Il romanzo ucronico di P. K. Dick, si svolge nello stesso periodo in cui l’autore lo scrive.

Di primo acchito, il lettore è istintivamente portato a ricercare le differenze e, in alcuni tratti, ad inorridire della situazione narrata.

Approfondendo la lettura però, l’impeccabile tecnica di Dick insinua nel lettore dei dubbi sulla realtà, proponendo argomenti paragonabili alla realtà parallela.

L’intera storia dipende e si incatena nei tre libri, dove quasi tutti i personaggi si trovano a vivere in una realtà che non approvano.

In maniera più o meno conscia, tutti hanno o cercano degli elementi per cambiarla.

Nonostante la scrittura sia impeccabile, la lettura non è semplice. L’intento dell’autore è quello di spingere il lettore oltre la pagina di scritto nero su bianco.

Il romanzo non può essere interpretato come una semplice visione differente della realtà, poiché alcuni dettagli – che potrebbero sembrare futili – sono la chiave per comprenderne il significato reale.

Il mio primo approccio ai romanzi di Dick è stato, pur se non semplice, utile a comprendere lo stile.

Un romanzo che invita a riflettere, soprattutto su chi e quanti siano veramente i personaggi che ne fanno parte.

 

 

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Titolo: La svastica sul sole

Autore: P. K. Dick

Editore: Fanucci

 

Sinossi

Le forze dell’Asse hanno vinto la seconda guerra mondiale e l’America è divisa in due parti, l’una asservita al Reich, l’altra ai Giapponesi. Sul resto del mondo incombe una realtà da incubo: il credo della superiorità razziale ariana è dilagato a tal punto da togliere ogni volontà o possibilità di riscatto.

L’Africa è ridotta a un deserto con una soluzione radicale di sterminio, mentre in Europa l’Italia ha preso le briciole.

I Nazisti dalle loro rampe di lancio si preparano a inviare razzi su Marte e bombe atomiche sul Giappone. Sulla costa occidentale degli Stati Uniti, i Giapponesi sono ossessionati dagli oggetti del folklore e della cultura americana, mentre gli sconfitti sono protagonisti di piccoli e grandi eventi.

E l’intera situazione è orchestrata da due libri: il millenario I Ching, l’oracolo della saggezza cinese, e il best-seller del momento, vietato in tutti i paesi del Reich, un testo secondo il quale l’Asse sarebbe stato sconfitto dagli Alleati.

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