Se la vita è un piatto di ciliegie, perché a me solo i noccioli? – di Erma Bombeck

Se la vita è un piatto di ciliegie, perché a me solo i noccioli? – di Erma Bombeck.

Recensione di Lisa Molaro

 Erma Bombeck

Erma Bombeck, per me, è sempre una garanzia. Credo che riuscire a scrivere un romanzo comico senza scadere nel ridicolo, nel banale o nel riciclaggio delle solito minestre, ecco, io penso sia difficilissimo. Lo scrittore deve riuscire a rendersi subito simpatico agli occhi del lettore; deve creare una convivialità empatica che lo fa sentire seduto al tavolino di un bar, circondato dalla voglia di chiacchierare e ridere spensieratamente. Deve riuscire, nel migliore dei casi, a veicolare messaggi seri attraverso una impalpabile leggerezza. La comicità è una vera arte.

La comicità è una cosa seria!

Ed eccoci arrivati a questo libro. Erma Bombeck, attraverso una raccolta di scenette quotidiane, affronta il bollente tema della casalinghitudine e, in particolar modo, la sopravvivenza ad esso! Ci racconta di attimi del suo vivere in balia di un frenetico tran-tran… suo? Non credo! Un marito che russa, dei figli irriverenti e dalle molteplici caratteristiche (e visto quanti ne ha, il materiale di cui scrivere certo non le manca!). Ci narra di viaggi di nozze, di pranzi da cucinare, di amiche con cui parlare e di lavori da mantenere. Un mix di sketch che io ho trovato esilaranti; delle volte, forse, esasperava le scenette, ma questa è una caratteristica indispensabile e vincente quando non scade nel grottesco. E lei, in questo, è stata fantastica non facendolo!

“Ti piace la battuta facile?” mi vien da chiederle. Poi però mi rispondo subito: “Facile è trovare del materiale su cui scherzare, in un ambiente vivo e dinamico quanto può esserlo un numeroso nucleo familiare come questo!”

O ci si ride sopra, o ci si mette – nel migliori dei casi – le mani nei capelli. Sempre che dei capelli ce ne siano rimasti!

Immagine Pinterest

Immagine Pinterest.

 Se al posto dei bigodini ci si mette magari in testa lo straccio per pulire la polvere oppure se nella pentola del brodo si mette il quaderno di uno dei figli, cosa si fa? O si guarda il bicchiere mezzo pieno, sentendosi fortunate ad avere un potente anti-noia sotto al tetto domestico, oppure si guarda sconsolate la parte vuota del calice e quel calice, sì… beh… insomma… lo si butta dalla finestra sperando non passi nessuno per strada!

Erma, ovviamente, guarda prima il bicchiere vuoto, poi passa in fretta a quello mezzo pieno.

Conosco molte amiche, mogli e madri di famiglia, che potrebbero essere migliori amiche della protagonista di questo libro😉

Nonostante la leggerezza e l’ilarità  regnino, ci si ritrova in più punti immersi in tratti intensi ed estremamente delicati. Penso, ad esempio,  a quando lei riflette sul suo rapporto con la madre, sulla senilità che distrugge la memoria, sul rapporto con i figli. C’è persino una bellissima poesia che vi riporto:

I figli sono come gli aquiloni

I figli sono come gli aquiloni,
passi la vita a cercare di farli alzare da terra.

Corri e corri con loro
fino a restare tutti e due senza fiato…
Come gli aquiloni, essi finiscono a terra…
e tu rappezzi e conforti, aggiusti e insegni.

Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri
che presto impareranno a volare.

Infine sono in aria:
gli ci vuole più spago e tu seguiti a darne.

E a ogni metro di corda
che sfugge dalla tua mano
il cuore ti si riempie di gioia
e di tristezza insieme.

Giorno dopo giorno
l’aquilone si allontana sempre più
e tu senti che non passerà molto tempo
prima che quella bella creatura
spezzi il filo che vi unisce e si innalzi,
come è giusto che sia, libera e sola.

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Erma Bombeck ci ha fatto dono delle sue riflessioni sia nella gioia che nel dolore.

Ancora abbiamo la tenerezza infinita che ci stuzzica il cuore, quando ci ritroviamo a leggere le righe subito successive.

«Stupendo», ha detto mio marito. «Hai finito?»
«Credo di sì. Perché?»
«Perché uno dei tuoi aquiloni è appena andato a sbattere con la macchina contro la porta del garage, un altro sta atterrando in questa casa con tre tavole da surf occupate da altrettanti amici e il terzo è su all’università e se non gli mandiamo un po’ di soldi dovrà restarci per tutte le vacanze.»

 

Ve lo avevo anticipato: questo libro è un saliscendi di emozioni.

Secondo me, se Erma Bombereck, nata Erma Louise Fiste, non fosse deceduta nel 1996, a 69 anni, ora sarebbe una possibile presenza fissa sul palco di uno spettacolo come Zelig. Anzi, probabilmente avrebbe uno spettacolo serale tutto suo e io non ne salterei una puntata!

Non perdetevelo, leggetelo e, consiglio personale, quando mangiate le ciliegie, ricordatevi di sputare i noccioli. I ciliegi  possono raggiungere dimensioni notevoli.

Lisa.

https://www.amazon.it/vita-piatto-ciliege-perch%C3%A9-noccioli/dp/8850216661/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1473678281&sr=8-1&keywords=erma+bombeck

ciliegie

 

Titolo: Se la vita è un piatto di ciliegie, perché a me solo i noccioli?
Autore: Erma Bombeck
Editore: TEA (25 settembre 2008)

Sinossi:

Una delle più note e amate autrici umoristiche americane ci invita a soffermarci su alcuni aspetti quotidiani della nostra vita e a sdrammatizzarli con una salutare risata. Una carrellata di scenette esilaranti proprio perché profondamente vere: mariti che russano e odiano il trapano, miti e leggende su luna di miele e gioie della maternità, vacanze coi figli, casalinghitudine e dipendenza da telequiz, le vene varicose, il terrore della caloria, mode e manie. Una divertentissima saga tragicomica della famiglia moderna, per affrontare e superare col sorriso i piccoli drammi di ogni giorno.

 

 

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