Barbie icona globale: quasi 60 anni di Barbie.

Barbie icona globale: quasi 60 anni ma non li dimostra

editoriale di Tiziana Viganò

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Quando mio padre vide quella nuovissima bambola, Barbie, non poté fare a meno di comprarla: viaggiava molto per lavoro e mi portava spesso un regalo, soprattutto se, sul mercato non troppo dinamico di quegli anni, appariva qualcosa di particolare.

1959 o 60 non ricordo, ero anche molto piccola, ma non mi sono mai piaciuti i bambolotti  a forma di neonato, andavo matta per una bambola di nome Jenny, faccia e corpo da adulta, vestito azzurro da principessa. Ma anche lei non aveva le forme straordinarie di quella incredibile Barbie, venuta dall’America, con vestiti, parrucche intercambiabili, scarpine microscopiche, magrissima, con gambe chilometriche e seno enorme…strana… ma assolutamente bellissima!barbie icona globale

Tutte le bambine del mondo erano impazzite per lei, era una vera rivoluzione nel giocattolo e forse di qualche anno anticipava i fermenti di un’altra rivoluzione culturale che avrebbe cambiato l’idea della donna eterna bambina nelle mani degli uomini e avrebbe sventolato bandiere dove il sesso non veniva più nascosto ma esibito. Per il momento la Mattel non aveva intenzione di sbilanciarsi troppo, Barbie aveva solo il seno – parte del corpo sempre bramata dagli uomini di ogni tempo ed età – ma ne lei né il suo compagno-bambola Ken mostravano altri attributi che per decenni avrebbero sempre costituito un tabù inviolabile.

Storia di un’icona diventata globale

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Negli anni Settanta e Ottanta c’era una larga schiera di mamme, compresa la sottoscritta, che considerava la Barbie simbolo di una donna troppo bella e perfetta, troppo magra, da indurre un modello anoressico nelle bambine, troppo stupida, chissà perché? Come può una bambola essere stupida?

Forse perché ritenevamo di dover superare l’idea bella=stupida, come doveroso in tempi di femminismo oltranzista.  Ma nel tempo il termine Barbie ha assunto proprio significato di  ragazza bella e stupida.

Eravamo tutte d’accordo: Barbie era un orrore!….eppure le abbiamo comprate alle nostre figlie che assolutamente non volevano farne a meno! E avevamo nella cameretta delle bambine la casa di Barbie, la macchina di Barbie e le mille e mille invenzioni che la Mattel proponeva.

Nel 1997, dopo le critiche mosse alla Mattel di promuovere un modello di donna troppo magra e anatomicamente irrealistica, il corpo venne leggermente modellato, soprattutto con un bacino più ampio.

In Arabia Saudita nel 2003 è stata vietata la vendita delle Barbie perché non conformi ai principi islamici e definita simbolo della decadenza e perversione(tipicamente occidentale) per abiti e pose peccaminose. Una bambola alternativa è stata prodotta, ma l’originale ha continuato ad essere venduta nei paesi arabi meno intransigenti.

 

La bambola più venduta al mondo, oltre un miliardo di pezzi venduti dal 1959 a oggi, 120 milioni ogni anno, è oggi un’icona globale, che fa parte dell’immaginario collettivo, conosciuta anche dalle bambine dei paesi del Terzo mondo, che ancora oggi la vedono bianca e possibilmente coi capelli biondi anche se loro hanno il colore dell’ebano e i capelli neri e ricci: è un caso che il modello più venduto al mondo è stata la Totally Hair Barbie, del 1992, con capelli biondissimi lunghi fino ai piedi ? Certo, ci sono Barbie nere, mulatte, giapponesi, un po’ di tutti i colori….ma l’oggetto del desiderio è sempre lo stesso, bianco e biondo. Non è un caso che alcune copertine di Vogue si siano ispirate a questa bambola e viceversa i costumi, che oggi si chiamano outfit, fin dal 1959 si siano ispirati alla moda di Vogue.

Barbie è un fenomeno sociologico, estetico e culturale e Milano ha dedicato nel gennaio 2016 una mostra nel mitico MUDEC, il Museo delle Culture, dal titolo “Barbie. The Icon”. http://www.mudec.it/ita/barbie/

Da ben 56 anni resiste al cambiamento di gusti e di mode, adeguandosi addirittura agli eventi storici, adattandosi  alle esigenze e interpretando il mondo  con i vestiti, il colore della pelle e ora, dal 2016 anche con la forma del corpo. Ora infatti la Mattel ha prodotto -finalmente! –  Barbie curvy, cioè grassottelle (Incredibile!), basse, alte, con sette toni di pelle, con ventidue diversi colori di occhi e colori di capelli: adeguando quindi la forma originale con quella più realistica e differenziate delle donne del mondo.

Anche se l’ occhio abituato alla forma iconica è perplesso.barbie icona globale

Del resto, dietro questa apparente rivoluzione che inneggia alla diversità del corpo femminile si nasconde come sempre  una ragione economica molto precisa: la Mattel continua ad avere successo planetario, ma i concorrenti sono tantissimi e le strategie di mercato impongono di rinnovarsi e proporre sempre nuove idee.

La realtà di oggi

A distanza di tanti anni proprio in occasione della mostra del MUDEC sono venuta a contatto con una realtà che non immaginavo…lo so lo so, confesso la mia ignoranza ma mi sono sempre disinteressata delle Barbie appena mia figlia, ormai grande,  le ha portate in cantina. Solo ora ho scoperto i collezionisti e le mille sfaccettature della mitica bambola: sbalordita da questa scoperta ho cominciato ad indagare e ho scoperto un mondo davvero affascinante.

Le bambole per giocare cui siamo normalmente abituate sono solo una parte del mondo Barbie. Ci sono esemplari vestiti con costumi strabilianti, disegnati da stilisti famosi, pezzi di gran pregio a tiratura limitatissima, outfit d’alta moda, con scarpe in pelle pellicce vere,trucco d’alta precisione,  bijoux e accessori di una raffinatezza incredibile…a prezzi esorbitanti: se pensiamo che la prima Barbie del 1959 costava solo 3 dollari….

Fantasmagoriche, iperboliche, luccicanti di paillettes, ricami e ornamenti, dee regine e qualche volta drag queen, sono le bambole vestite dal famoso costumista e stilista delle dive statunitensi Bob Mackie,attivo alla Mattel dal 1990 al 2004. Byron Lars, stilista afroamericano, dalla seconda metà degli anni Novanta si è dedicato ai vestiti delle bambole nere.

Dal 2000 sono nate le Barbie Silkstone, ideate da Mattel, sono  fatte di un materiale sintetico che ricorda la porcellana: con la pelle di seta e lo sguardo dolce sono curatissime, truccate perfettamente,  vestiti da favola con gli outfit di Robert Best.

Ma la concorrenza era in agguato: Jason Wu, stilista di Taiwan, nel 2001 ideava per Integrity Toys (un’azienda diversa dalla Mattel) la linea Fashion Royalty, che ricorda le Barbie, ma con una ricercatezza  superiore nella cura dei dettagli, ispirata all’alta moda e al design. Vere modelle, perfette in ogni minimo particolare, con l’atteggiamento, lo sguardo distante e la bocca lievemente sprezzante proprio come star delle passerelle, con outfit cuciti con tessuti pregiati in maniera impeccabile. Sono veramente stupende, straordinarie.

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Il mondo di Barbie non si ferma, ed è davvero grande il numero degli appassionati nel mondo: la Mattel ha calcolato centomila collezionisti di cui 90%donne, quarantenni, che spendono circa mille dollari all’anno per la loro passione.

Se volete farvi contagiare dalla passione e magari cominciare una nuova spettacolare collezione scaricate i moduli per l’iscrizione sul sito  e trovatevi con i collezionisti italiani e con Robert Best in persona alla

6th ITALIAN DOLL CONVENTION   7 e 8 maggio 2016 – MILANO barbie icona globalehttp://www.italiandollconvention.it/Gallery_2015.aspx

Dove potrete ammirare e comprare i pezzi più prestigiosi e ricevere in omaggio con il biglietto una Barbie Silkstone edizione limitata, speciale per la Convention (quindi di valore particolare)

Clicca sulle immagini per scorrere la gallery più rapidamente.

 

Ringrazio i collezionisti Marco di Brescia e Laura Dominici di Grosseto

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Se siete nelle vicinanze di Grosseto per tutto il mese di maggio

la collezione Laura Dominici sarà esposta presso “Habitat art home” –Largo Manetti 4 Grosseto

0564.412140/0564.427234

इन्फो @ हैबिटैट-अर्थोमे. Esso

 www.facebook.com/pages/Habitat-Art-Home

 

 

 

 

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Tiziana Viganò

Milanese, laureata in Lettere Moderne, redattrice e iconografa per molti anni presso Garzanti Editore, ha poi approfondito altri interessi e lavorato nel campo della psicologia, della comunicazione e della medicina naturale, studiando a fondo i rapporti tra mente e corpo.
Appassionata di cultura, arte e letteratura, scrive da sempre: è scrittrice e giornalista free lance. Ha pubblicato saggi e articoli: negli ultimi anni, con gialli e racconti ha trovato nuovi spazi nella narrativa. Il lavoro sul campo l’ha portata a prestare una particolare attenzione alla psicologia e le ha fornito ispirazione per raccontare soprattutto storie vere, centrando in particolare figure femminili che emergono con le loro luci e ombre, nelle difficoltà e nel successo, nel dramma e nella rinascita.
Attiva nel volontariato sociale a favore delle donne, ha fatto esperienze e progetti per ONG in Africa e nella Repubblica Dominicana a favore dei migranti: assieme al lavoro come Counselor (terapia di sostegno) e ai viaggi nel mondo, queste attività sono fonti inesauribili per le sue storie.
Nel 2012 ha pubblicato “Come le donne” raccolta di 12 racconti ispirati a questi temi, ora edito da PMedizioni; nel 2013 ha partecipato con due opere all’antologia “Una rondine sul filo”, Marco Del Bucchio Editore. Con il giallo “Una mente in nero” nel 2012 ha vinto il premio speciale nel XXV concorso “Borgo degli artisti” di Milano. Nel 2014 “Come le donne” ha vinto il Premio Internazionale Nuove Lettere, sezione Narrativa, dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli. Nel 2015 ha partecipato all’antologia “Milano in 100 parole”, Giulio Perrone editore.
E’ autrice di due blog: http://tizianavigano.blogspot.it cultura libri e società e http://ilgustoeilgiusto.blogspot.it benessere e cucina, il suo hobby.
Collabora a “Sognaparole Magazine” rivista di cultura e attualità della Società Umanitaria di Milano http://sognaparole.blogspot.it, a “Cultura al femminile” https://letteraturalfemminile.wordpress.com ; Gli scrittori della porta accanto http://www.gliscrittoridellaportaaccanto.com e valuta e seleziona testi per http://extraverginedautore.it

Con il patrocinio del Comune di Rescaldina (Milano) conduce la giornata per scrittori “Il vizio di scrivere”
https://www.facebook.com/Il-vizio-di-scrivere
e presenta autori negli eventi “Happy Hour con l’autore”

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