“Le ragazze di Ventas” – di Chacón Dulce

“Le ragazze di Ventas” – di Chacón Dulce

Recensione di Lisa Molaro

Chacón Dulce

Terminata la lettura di questo libro, scritto da Chacón Dulce, non si può che fare una pausa.

Riflettere, riflettere e ancora una volta: riflettere.

Poco posso aggiungere alla trama ufficiale per non rovinare la lettura a chi ancora deve iniziare questo “romanzo” in cui è ben descritto un importante tratto di Storia  Spagnola. Con queste pagine, ritorniamo a quando il franchismo imperversava ed i repubblicani finivano in gattabuia (tanto per usare un eufemismo!).
“Le ragazze di Ventas” racchiude la Storia politica di una nazione in rivolta e  ci fa toccare con mano il cuore di “donne contro”.

Donne che, peraltro, prediligo in assoluto.

Ognuna delle “mie protagoniste” ( il libro si basa su storie vere, documentate) ha i propri retroscena che ben la distinguono dalle compagne di cella, ma non solo.

Il contorno della singola cella si allarga all’interno di un carcere, le cui mura si fanno sbarre che incapsulano al suo interno, intrecci di pensieri e vita.

Un carcere come una cellula, il suo nucleo in cella; il nucleo della cella nei cuori di chi vi è rinchiuso.

Donne in rivolta, donne prigioniere e donne guardiane. Fuori e dentro. Giuste o sbagliate. Punti di vista che scivolano a contatto con il freddo ferro opaco.

Mi piace quando un libro è talmente ben curato, da denotare una specifica attenzione anche nella scelta dei nomi da dare ai protagonisti.

Chacón Dulce li ha scelti con cura e ha caratterizzato magnificamente ogni personaggio.
Hortensia, dai lunghi capelli neri e dai quaderni azzurri, che aspetta una figlia che prima ancora di nascere le limita, in modo struggente, il tempo di vita.

Elvira, 16 anni. Che ci fa l’innocenza dietro le sbarre? Che ci fa la delicatezza fra i passi di stivali pesanti e rumorosi?
Tomasa ha occhi a mandorla puntati sul fondo scuro dell’acqua che le ha inghiottito gli affetti e le speranze.

Reme che, delicatamente, canta.

E ancora, e ancora e ancora.

Personaggi primari e secondari; vissuti ad intreccio, filati ritorti in modo diverso, uniti sullo stesso canovaccio.

Emozioni cucite nel cuore al posto di una bandiera che non puoi sventolare sotto la luce del sole!

Non si tratta di un libro facile; l’impatto emotivo è sicuramente forte e l’importanza di “sapere” lo è altrettanto!
Un libro di passione, ideali, sogni, speranze e rivolte. Sottomissione e ribellione si fondono confondendosi, grazie alla maestria compositiva di Chacón Dulce che mai ci tedia nonostante l’argomento non sia dilettevole.
In un mondo, quello odierno, in cui gli ideali sembrano sfumarsi sotto colpi di gomma panna (che presto cedrà completamente il passo al tasto Delete!) immergermi dentro a passione pura (anche se non mi schiero né a destra né a sinistra, quando leggo un libro) è stato davvero impregnante e consiglio a tutti voi la lettura di questo romanzo storico!

Riporto una citazione, contenuta nel libro, che mi ha particolarmente colpita:

…se non vedete alcuno e vi spaventano le matite spuntate,
se la madre Spagna cadrà – dico una cosa assurda –
bimbi del mondo, uscite, ricercatela !
Cèsar Vallejo

Sintetizzo la chiusa del mio commento rubando le parole a Kafka:

“Se il libro che stiamo leggendo non ci colpisce come un soffio di vento nel cranio, perchè annoiarsi leggendolo?

Un libro dev’essere l’ascia che spezza il mare ghiacciato che è dentro di noi”

Dentro me non c’è un mare ghiacciato… ma vi assicuro che questo libro è stato come un’ascia che su una lastra di ghiaccio si abbatte.

E la lastra, spesso, è vita… come lo sono i due mondi che separa.

Lisa.

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Titolo: Le ragazze di Ventas
Autore: Chacón Dulce
Casa editrice: Neri Pozza (21 aprile 2005)
Collana: I narratori delle tavole

Sinossi:

È il 1939 e a Madrid, nel carcere femminile di Ventas, la vita continua, come fosse sospesa. Hortensia, Elvira, Tomasa hanno paura. Nelle loro voci, nei loro sguardi sfuggenti c’è la paura. Negli sguardi dei loro familiari c’è la paura. Sono donne che hanno combattuto per la libertà a prezzo della loro vita, donne alle quali non resta che evocare con emozione i ricordi, gli amori, le passioni, il tempo felice della loro esistenza. Il romanzo si fonda sulle testimonianze dirette delle miliziane della Repubblica spagnola imprigionate dai fascisti a Madrid.

 

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