Intervista alla lettrice Roberta Tranquilli

Intervista al lettrice Roberta Tranquilli

di Emma Fenu

Nome: Roberta

Età: 22

Quale personaggio letterario ti rappresenta, almeno in parte?

Ce ne sono tantissimi, da Joe March di Piccole Donne a Catherine Morland di Northanger Abbey.

Forse quello che mi rispecchia maggiormente è Natasha Rostova di Guerra e Pace: buona, forse un po’ ingenua a tratti, ma innamorata della vita e dell’amore. In lei vedo il mio stesso ottimismo e la voglia di sognare, nonostante tutto.

Che tipo di lettrice sei?

Non posso definirmi una lettrice onnivora, dato che non amo alla stessa maniera tutti i numerosi generi della produzione letteraria.

Sicuramente, a dispetto dell’età, sono una lettrice un po’ “d’annata”.

Amo i grandi classici della Letteratura di tutti i tempi, ma so appassionarmi anche ad autori contemporanei.

L’importante è che ciò che sto leggendo mi faccia riflettere, oltre la sua trama.

Come descriveresti il gruppo facebook “Letteratura al Femminile”?

Il gruppo Facebook è estremamente aperto alla discussione, al dialogo.

Vi si trovano articoli di ogni genere, postati dalle admin ma anche da noi.

Polifonico, ecco l’aggettivo che userei!

E come il rispettivo sito “Cultura al femminile”?

Il sito di Cultura al Femminile è piacevole da consultare, diviso in categorie e frutto di una collaborazione ben riuscita tra le varie scrittrici.

Ho trovato tantissimi articoli interessanti che mi hanno incuriosito e spinto ad approfondire letture o temi.

Esiste, a tuo avviso, una letteratura al femminile?

No, la Letteratura è Letteratura.

Le donne che leggono solo romanzi rosa? È uno stereotipo.

Esiste un modo di guardare la Letteratura che è propriamente femminile, questo sì.

Quale grande donna ammiri e perché? Sono ammessi anche più nomi.

Ammiro ogni donna che sia riuscita ad affermarsi nonostante le difficoltà del proprio tempo o della propria situazione personale.

Ogni epoca ha personaggi femminili che mi affascinano, la lista sarebbe troppo lunga.

Tra le donne di oggi apprezzo molto Michelle Obama, ad esempio.

In tutti questi anni in cui il marito è stato Presidente degli Stati Uniti lei si è rimboccata le maniche e gli è stata accanto.

Le parole possono cambiare il mondo?

Le parole dovrebbero avere il potere di cambiare il mondo, anche se l’oggi in cui viviamo sembra essere sordo a questo tipo di linguaggio.

Mi rincuora però vedere tanti giovani come me che ci credono fermamente, che riflettono, che cercano di apprezzare le diversità, senza puntare il dito.

Voglio sperare nel fatto che la parola possa innescare qualcosa nella mente di tutti. Come dice una famosissima canzone:

Maybe I’m a dreamer, but I’m not the only one.

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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