Intervista a Ivan Caldarese, autore di “Ambulatorio 62”

Intervista a Ivan Caldarese, autore di “Ambulatorio 62”

di Emma Fenu

Ambulatorio 62

L’inchiostro parla.

A volte sussurra, a volte urla.

Pretende attenzione e non si possono serrare le palpebre e tappare le orecchie, perché la Vita pretende attenzione, in ogni sua storia.

Questa è una storia di cancro.

Questa è una storia di viaggio, di evoluzione, di metamorfosi.

Questa è una storia di Vita.

Ascoltatela.

Oggi ho il piacere di intervistare Ivan Caldarese, autore di “Ambulatorio 62: l’inchiostro che parla di cancro” un libro i cui proventi della vendita saranno devoluti all’Associazione CentroInsieme Onlus, per il progetto “Daremo voce ai sogni”.

A partire da venerdì 7 ottobre 2016 è iniziato un gemellaggio con molte associazioni di Verona che fanno capo all’iniziativa “DiRITTI per le Nostre Strade“, che mira alla costruzione di un ponte virtuale fra nord e sud.


Ciao Ivan, benvenuto nel salotto di Cultura al Femminile. 

Raccontaci di te, come ti definiresti?

Grazie a te Emma e alla redazione di “Cultura al Femminile” per lo spazio che dedicate al libro Ambulatorio 62  e a me, piccolo uomo rimasto bambino.

Raccontarsi, mettersi a nudo non è mai facile; sono un cittadino del mondo, sono stato tante cose e ne sarò tantissime altre, sono padre di una splendida bambina, mi piace leggere, cucinare e anche dormire.

Amo osservare mia figlia: nei suoi gesti, ancora non condizionati dal mondo degli adulti, si trova l’essenza e il significato della vita.

Scrivere è terapeutico? Ci salva anche da noi stessi?

Scrivere è terapeutico? Bella domanda.

Scrivere mi ha aiutato nel percorso della malattia e mi aiuta ad esprimere quella parte di me che tengo nascosta.

Più che salvarmi da me stesso mi salva dal mondo esterno, mi salva da una società che etichetta qualsiasi cosa, che ha dimenticato di essere umana.

La malattia fa paura. La malattia allontana. A chi si rivolge il tuo libro? 

La malattia fa paura si, ovviamente parlo del mio percorso.

Fa paura tutti i giorni, il cancro non ti abbandona.

Lo vedi in tutto, tanto quanto vedi la vita dappertutto .

Forse è un modo di vivere sano, riesci a rimanere nel mezzo, rendendoti conto che esiste sia una cosa che il suo contrario e continui a percorrere la strada che ti rimane con più responsabilità.

 [ … La paura può generare una forma di lucida follia. E in me accadde. Servi a ripararmi dagli avvenimenti, a farmi da scudo da una verità che faticavo a far rientrare nell’ordine naturale delle cose, dei giorni, dei miei progetti … ] 

L’inchiostro che parla di cancro si rivolge a tutti, non solo a chi ha una malattia, ma anche ai malati di società, a chi si sente stretto , a chi si sente costantemente un pesce fuor d’acqua, a chi si sente malato dentro.

Il libro, oltre a parlare di malattia, non in termini scientifici, è un viaggio introspettivo che fa riflettere molto.

La scrittura è anche impegno sociale: quale messaggio ti proponi di veicolare?

Uno dei messaggi principali del libro è prendersi cura di se stessi, prendersi del tempo, cercare di staccarsi da questo terrificante meccanismo che deve occupare con qualcosa ogni minuto del nostro tempo.

Sembra irreale ma il i momenti più belli di questo percorso li ho vissuti su un terrazzo ad osservare quello che da millenni ci circonda, la vita stessa.

Quanto la recente paternità ti ha cambiato?

L’essere padre ti cambia tanto.

È una scoperta straordinaria, è la visione del mondo che ci spetta.

Vedere con quanta semplicità riesce a trovare la soluzione alla quotidianità è disarmante. Ogni giorno è la visione di qualcosa di immenso. b bjggjjtgddlohvfx (questo è stato scritto da Lidia!) .

Grazie di cuore per lo spazio che ci avete concesso, a presto.

Grazie a te per aver risposto alle mie domande, a presto.

Ambulatorio 62

Sinossi:

Inizia tutto su un marciapiede, con dei fogli in mano e il tempo che scorre più lento del solito, alterando così tutte le paure di quel momento.

Quando ti dicono che hai il cancro, non percepisci bene quello che sta accadendo nella tua vita.

Cambia tutto quando esci dall’ospedale con le idee più chiare, i vari esami da fare prima dell’intervento e le varie cure.

Così inizi a mettere a fuoco tutto quello che circonda l’esistenza in maniera diversa, le parole degli altri si fanno più amplificate e non le ascolti solo per dargli una risposta, ma cerchi in quelle lettere qualcosa in più, ricerchi una verità che sembra averti abbandonato una verità che sembra aver abbandonato molti.

Appeso ai piedi degli Dei conosci tante disgrazie, le vivi sulla tua pelle, riesci a sentire l’odore delle paure e delle speranze, e purtroppo la puzza di omicidio di una società dedita all’autodistruzione.

I momenti che si vivono sono come tatuaggi, nonostante le cure, l’intervento e l’aver distrutto fisicamente il cancro, qualcosa rimane.

Titolo: “Ambulatorio 62: l’inchiostro che parla di cancro”
Autore: Ivan Caldarese
Edizione: Marotta e Cafiero, 2016
link d’acquisto:

https://www.amazon.it/Ambulatorio-62-Linchiostro-parla-cancro/dp/8897883494/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1476175926&sr=8-1&keywords=ambulatorio+62

blog dell’associazione Centroinsieme:

http://centroinsiemeonlus.blogspot.it/

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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