Adolescenza e Social Network. Riflessioni di una mamma

Adolescenza e Social Network.

Riflessioni di una mamma

di Francesca Bleu

 Social

Sono una madre di 46 anni, abito a Milano e ho  una ragazza di 12 anni ed un bambino di 9.

I miei figli non sono ancora nel pieno dell’adolescenza ma, piano piano, stanno cominciando a viverla.

Mia figlia quest’anno frequenta la terza media e ha cominciato ad avere piccoli problemi di convivenza con i suoi compagni i quali hanno un anno più, perché essendo nata a gennaio, è andata a scuola prima.

Alla fine della quinta elementare abbiamo deciso, di comune accordo con mio marito, di regalarle il cellulare.

La nostra intenzione era quella di sentirci più sicuri, perché entrambi sapevamo che da lí a poco ci avrebbe chiesto di poter tornare a casa da sola.

Io ero più tranquilla, sapevo sempre dove era e devo ammettere che lei non mi ha mai deluso perché mi ha sempre detto tutto e lo fa tutt’ora.

Ovviamente, come in tutte le cose, ci sono i pro e i contro.

Il vantaggio del cellulare è di essere molto utile per la sicurezza ma nello stesso tempo può essere davvero molto pericoloso.

Legato a questo strumento, infatti, ci sono i famosi Social Network.

Il più famoso di tutti è Whatsapp, a seguire Instagram, nel quale oltre a scrivere messaggi si postano anche foto. Poi ci sono tutti gli altri più o meno pericolosi: Facebook, Ask, Tumblr, Twitter e Musically.

Sicuramente ce ne saranno altri: io conosco solo questi perché mia figlia è iscritta e purtroppo anche io ho dovuto farlo per avere un controllo della situazione.

Vorrei trattare soprattutto di Whatsapp, perché gli adolescenti e non, al giorno d’oggi, non comunicano più telefonicamente, ma solo tramite questo strumento arrivando addirittura ad insulti e escludendo persone dai gruppi.

Questo succede perché certe cose è più facile dirle con un messaggio che in faccia. La cosa triste è che ferisce davvero tanto questo comportamento.

Per quanto riguarda gli altri Social, se sei in grado di usarli correttamente, se hai avuto in casa un’educazione la quale ti ha insegnato come usarli, per me potrebbero essere anche piacevoli.

Io ho notato molta solitudine nei ragazzi perché sono con il cellulare tutto il giorno, a differenza di noi che, se volevamo comunicare con un amico, dovevamo per forza vederlo.

Un altro grosso problema dell’adolescenza è il bullismo, di cui, anche se in minima parte, mia figlia è vittima.

Già dallo scorso anno, infatti, andai a parlare con l’insegnante e lei mi disse che si era accorta, infatti fece scrivere ai ragazzi temi sul bullismo.

Questo fu molto positivo perché i ragazzi si resero conto dell’errore che stavano facendo.

Purtroppo sono i genitori che non si rendono conto dell’errore dei propri figli e che non si interessano, affermando che: “sono ragazzi e si devono arrangiare da soli“.

Io la trovo davvero terribile una risposta così perché è proprio ora il momento di seguire i ragazzi, in questa etá delicata. 

Riguardo a questo argomento sto leggendo un libro molto bello di Giulia La Face, intitolato “Social Mum“.

Il mio scopo è quello di far conoscere ai genitori che ancora sono lontane dall’adolescenza e, di conseguenza, dal bullismo questo problema, così sarà più facile per loro affrontarlo.

 

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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