“The Danish Girl” di David Ebershoff

“The Danish Girl” di David Ebershoff

Recensione di Francesca Gnemmi

 The Danish Girl

The Danish Girl: un dramma che ha il sapore di fiaba.

Struggente e malinconico come le praterie danesi nei mesi invernali, la pioggia sui tetti di una Parigi culla di artisti. Fresco come la rugiada di marzo tra la lavanda della costa Azzurra.

Così è il cuore di Lilli: puro, innocente e triste. Immensamente triste.

Una mutazione intima che si schiude per caso, da un gesto involontario che segnerà in modo indelebile il destino di una ragazza che vive prigioniera nel corpo di un uomo.

Einar che dipinge paesaggi cupi e tormentati come la palude che abita il suo cuore. Un freddo umido e oscuro che lo spaventa e dal quale non può fuggire, ma che una pennellata decisa getterà sott’acqua, lasciando riemergere una giovane donna alla scoperta della vita.

È la storia vera del pittore danese vissuto nei primi Novecento, del suo rapporto complesso con la moglie Greta, anch’ella pittrice e colei che si rivelerà una buona amica ma anche la luce dell’anima del suo Io, sepolta sotto le carni, tra le scapole e in ogni respiro.

“Nelle mattine d’estate trascorse ai bordi della piscina pensava che adesso era libera. Parigi l’aveva liberata. Greta l’aveva liberata. Ed Einar, pensava, stava scivolando via. Einar la stava liberando.”

Pagine che scivolano via lente, parole intrappolate tra le dita e nei pensieri che accelerano il battito del cuore e lo stringono in una morsa di aspettativa, comprensione e desiderio.

Essere qualcosa che non esiste. The Danish Girl.

Questa è la condanna con la quale Einar si alza ogni mattina e che ogni sera deposita sul cuscino accanto al viso umido di pianto. Lo scherno della gente, il timore di non essere normale, la consapevolezza di privare Greta di ciò che le spetta di diritto.

Una guerra interiore che non ha fine e che, poco alla volta, consuma lo spirito e il corpo dell’uomo.

Dalla donna che ama il dono più grande: il riconoscimento della parte migliore di sé e la possibilità di far sbocciare e vivere la piccola dolce Lilli.

Sinossi

Che cosa succede quando vedi la persona che ami cambiare radicalmente sotto i tuoi occhi? Tutto nasce da un semplice favore che una moglie chiede a suo marito durante una giornata qualsiasi. “The Danish Girl” di David Ebershoff, un romanzo sui lati oscuri e misteriosi dell’amore e della sensualità.

Siamo a Copenaghen, inizi Novecento: entrambi stanno dipingendo nel loro atelier, lui realizza paesaggi velati dalla nebbia del Nord; lei ritrae su enormi tele i ricchi committenti della borghesia cittadina. Proprio per completare uno di questi lavori, il ritratto di una nota cantante d’opera, Greta domanda al marito di posare in abiti femminili.

Da principio Einar è riluttante, ma presto viene completamente sedotto dal morbido contatto della stoffa sulla sua pelle. Via via che si abbandona a questa esperienza, il giovane entra in un universo sconosciuto, provando un piacere che né lui né Greta avrebbero mai potuto sospettare.

Quel giorno Einar ha un’autentica rivelazione: scopre infatti che la sua anima è divisa in due e forse lo è stata sempre: da una parte l’artista malinconico e innamorato di sua moglie, dall’altra Lili, una donna mossa da un prepotente bisogno di vivere…                  

Autore: David Ebershoff
Titolo: The Danish Girl
Editore: Giunti editore
Genere: narrativa storica
Anno pubblicazione: 2016
Pagine: 368

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