Rapporto tra genitori e figli

Rapporto tra genitori e figli

di Francesca Bleu

Sono genitore di una ragazza di 12 anni, preadolescente, e di un bambino di 9.

Spesso mi chiedo: “ma quanto é importante avere un dialogo con il proprio figlio?”.

Questa é una domanda che chiunque dovrebbe porsi, per evitare di avere problemi durante l’etá piú critica, l’adolescenza: é il primo passo per poter creare un rapporto solido con il proprio figlio.

Frequentemente mi capita di paragonare il presente con il mio passato, quando mi mettevo sul letto con mia mamma e ci raccontavamo la giornata.

Uso il pronome “ci” perché non solo ero io a raccontare la mia giornata, i miei problemi riscontrati con le amicizie o con le insegnanti, ma anche lei mi parlava della propria.

Cosí potevamo avere un confronto sicuramente differente, in quanto io l’avevo trascorsa a scuola e lei a casa ad occuparsi delle faccende casalinghe.

Peró a me era molto utile perché potevo avere dei consigli su come comportarmi in certe circostanze.

Noi sapevamo ascoltare e accettare i consigli che ci venivano dati, infatti spesso li mettevo in pratica, e volte mi servivano anche per mettermi in discussione.

Invece, i ragazzi di oggi non si ascoltano né, purtroppo, si mettono in discussione; pensano sempre di avere ragione.

Infatti parlando del presente, secondo me la cosa piú complicata é trovare un punto di incontro tra genitori e figli.

Loro pretendono, giá dall’etá di 12 anni, di saper fare parecchie cose senza parlare con noi, che invece saremmo pronti ad ascoltarli.

Tendono a isolarsi con il cellulare, ed é proprio questo che li allontana da noi.

Per esempio, un momento ottimo per parlare e anche confidarsi é quando alla sera ci si ritrova a cena, dove ci sono tutti i componenti della famiglia.

Purtroppo anche questa cosa con il passare degli anni é andata sempre piú svanendo.

I ragazzi stanno molto poco a tavola oppure ascoltano la televisione, infine si alzano e si rinchiudono in camera.

Ci sono, invece, genitori che non hanno molto tempo di ascoltare i propri figli, perché lavorano e tornando a casa tardi la sera, non riescono a gestire la casa e loro.

Nella classe di mia figlia ce ne sono parecchi che non vengono ascoltati. Fortunatamente hanno una professoressa di italiano che li comprende e a volte chiama i genitori.

Io spesso mi metto in discussione con loro, mi immergo nel loro mondo, cercando di capire il loro comportamento, e facendomi anche delle domande come: “cosa farei io al posto suo? Mi comporterei allo stesso modo oppure cercherei un’altra soluzione?”.

Dal mio punto di vista, la cosa migliore per capirli é provare a pensare come loro per poter consigliare al meglio.

Io mi comporto in questo modo sia con il bambino di 9 anni, sia con la ragazza di 12.

Spesso li vedo rientrare a casa proprio con la voglia di parlare.

Devo ammettere che il piccolo ha un carattere piú chiuso e quindi il lavoro é maggiore.

Per quanto riguarda l’altra mia figlia, il lavoro é piú semplice perché lei mi ha sempre raccontato tutto fin da quando frequentava l’asilo.

Invito, pertanto, tutti i genitori a fermarsi un po’ in qualsiasi momento della giornata, nonostante gli impegni quotidiani, ad ascoltare i propri figli, perché ė davvero importante.

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