“Riflessi in solitudine” di Federica Voi

“Riflessi in solitudine” di Federica Voi

Recensione di Ilaria Biondi

 

Federica Voi

Come casa senza finestre si apre, piano e lieve, il soffio di poesia di Federica Voi.

E fra le pareti dipinte del grigio pallido di giorni consegnati al vuoto, si dischiudono i cassetti riempiti di silenzio.

In quello spazio chiuso al sogno di gioia, si sbriciolano le illusioni di un’anima giovane.

“Illusione

lentamente scompare.

Guidata dal vento,

non so dove.

[…]

E di illusioni

campa il vento,

quando non sa

dove soffiare.”

(Illusione)

Come foglio di carta ingiallita, che corre incontro consapevole al suo destino di polvere.

Scorrono, umide presenze tacite, le lacrime di solitudine.

“E quelle giornate

assolate, dove esiste

solo la polvere, sospesa

nel torrido dei giorni

della mia solitudine.”

(Come deserto)

 

E travolgono, come pioggia perduta e tormentata, il limpido fiato di un cuore arreso.

Come paesaggio che trema, sommerso, nel quieto mare amaro delle brume dense del pianto silente, urla sommessa la poesia di Federica Voi.

Nell’aria plumbea scivola il dolore segreto di un’anima che danza come foglia scalza.

Che volteggia, smarrita, nelle onde aride delle incertezze.

Ferita dal giorno scuro di una vita che è buia assenza.

Pioggia deserta che batte, insistente, sull’abbandono opaco di un’anima senza più respiro.

“Guardo altrove

alla pioggia

che cade

imperterrita.

Silenziosamente

eccola a terra,

senza chiedersi

perché.

Come queste lacrime,

insiste.”

(Cade la pioggia)

Una parola immediata, quella di Federica Voi, che ci conduce con naturalezza sincera nelle stanze nascoste del suo Io poetico.

Un verso breve, spezzato, dal ritmo secco e terso.

Un verso senza fronzoli, che dipinge con melodia delicata un senso feroce di nostalgia.

Di un futuro che si imprigiona nell’aria fredda di paure e smarrimenti.

Di un futuro inghiottito da un presente avido e avvilente, che ne oscura l’azzurro alito all’orizzonte.

Eppure, sotto il canto triste di pioggia soffocante, vibra sottile la melodia chiara di un cuore che cerca la scintilla trasparente della luce.

Un cuore che scalpita.

Foglia accartocciata che riscopre – e rivendica – nuova linfa.

E vola, fuori.

Spalancando le imposte invisibili della tristezza.

Strappandosi, ardito, all’immensità fragile di trappole senza sorrisi.

Di riflessi opachi e ingannevoli che bendano le emozioni.

Sottraendosi all’annegare, lento e indifeso, della speranza di desiderio di vita.

Dietro i riflessi dolenti di una solitudine che si scioglie nelle pozzanghere amare del nulla, balena improvviso il frammento di un seme di luce che rifiuta di ammuffire.

Le scaglie abbaglianti di una stella squarciano la nebbia di vetro.

Con vivo coraggio si risveglia dalla cenere dei giorni secchi la fiamma che brucia.

Il pessimismo grigio si vena del tenue profumo della vita.

Per un istante.

Per un lampo.

Ma tanto basta.

Per scorgere, negli angoli bui e silenti di quella casa vuota, un petalo di speranza.

“Solamente delusa.

È la mia anima

lì, fuori.

E solamente delusa

io rimango.

È la mia libertà

che soffre e si spegne

come le mie speranze.

Ma non sarà troppo tardi

per sperare, ancora.”

(Solamente delusa)

Si socchiudono, quasi timorose, le persiane.

A lasciar entrare il tepore consolante e l’incanto ineffabile della Natura.

Con slancio tutto romantico l’io poetico di Federica Voi affida le ferite aspre di un’anima svuotata e disillusa al capogiro splendente del mondo naturale, di cui cattura la bellezza dirompente attraverso gli scatti che corredano la silloge.

Riemerge, il suo sguardo, dal gorgo buio della propria interiorità vinta e frammentata per aprirsi al sorriso delle stelle.

Per abbandonarsi all’abbraccio avvolgente del fiume e del mare.

Per aggrapparsi al volto di pietra della roccia.

Per sciogliersi come goccia languida nell’infinito cielo della notte.

“Silente e magica

anche la Natura

si posa.

Si posa

come la Notte fragile,

come quel Cuore

che urla.”

(Silenzio, in solitudine)

Una prova poetica convincente quella della giovane Federica Voi, che con voce garbata e mani nude tratteggia la danza tacita e appassionata di un’anima inquieta che cerca, e si cerca.

Sinossi

“Riflessi in solitudine”.

E’ proprio con questo titolo che Federica Voi racchiude il significato dell’intera raccolta e con la quale si propone, per la prima volta, al pubblico.

Un viaggio dentro se stessi che ha inizio con la tristezza, tema dominante ma non l’unico, e termina con la solitudine, quella solitudine dove “Tutto è sbiadito”, come si può leggere in “In solitudine”.

All’interno di questo cammino non manca certamente la riflessione, essenziale per comprendere ma anche colpevole…

 Titolo: Riflessi in solitudine
Autore: Federica Voi
Genere: Silloge poetica
Editore: Narcissus, 2013

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