Nightwish, la musica del Grande Nord

Nightwish, la musica del Grande Nord

A cura di Chiara Minutillo

Nightwish

Nightwish con Tarja Turunen

Grande Nord. Cosa evoca in voi questa espressione? Forse c’è chi penserebbe al film del 2004, ambientato in Alaska e diretto da Nicolas Vanier. Ma la maggior parte di voi, probabilmente, penserà alle distese innevate. O alle immense foreste di maestosi pini e abeti. O all’aurora boreale. Alle slitte trainate da cani o alla caccia (ormai più allevamento, in realtà) alle renne. Ai laghi ghiacciati o alle tante creature che abitano il folklore nordico.

Ora, mettete assieme un po’ di quella neve, poca però, perché siamo a inizio estate. Ormai è tutta sciolta, tranne in piccoli punti qua e là. Uniteci un pezzetto di foresta che si interrompe sulle rive di un lago dalle sfumature blu e verdi. È iniziata la bella stagione, l’aurora boreale non è visibile, tantomeno a quella latitudine, ma mettiamola lo stesso. Dà un tocco di magia, visto che il prossimo ingrediente del nostro scenario sono elfi e folletti appostati tra gli alberi.

“In the sheltering shade of the forest, calling calming silence, accompanied only by the full moon. The howling of a night wolf and the path under my bare feet, the Elvenpath”.
(Elvenpath)

Genesi

È in uno scenario simile che, una notte d’estate di venti anni fa, tre amici si trovarono a parlare davanti a un fuoco acceso. Un pianista, un chitarrista e una cantante. Di cos’altro avrebbero potuto parlare se non di musica? La musica era il centro della loro conversazione. L’idea di Tuomas Holopainen, il pianista, risuonò come un’eco e venne accolta a braccia aperte. L’idea ovviamente non avrebbe potuto essere altro che quella di formare una band. Nacque tutto così, quindi, quasi per caso. Davanti a un fuoco, con il sottofondo di una leggera chitarra e dei suoni di una natura ancora in gran parte incontaminata.

Era il 1996. Tuomas Holopainen dichiarò di essere stanco di suonare come turnista. Voleva comporre da sé e per sé. Lui e Tarja Turunen, allora studente di canto alla Sibelius Academy, erano amici sin da ragazzini, quando lei prendeva lezioni di piano dalla mamma di Tuomas e assieme suonavano nella banda della scuola. Sia loro che il chitarrista Emppu Vuorinen vivevano a Kitee, una cittadina finalndese della Carelia settentrionale, vicino al confine russo. Ed fu proprio a Kitee che nacquero i Nightwish.

Demo

Inizialmente i Nightwish aveva un sound tendenzialmente acustico. Le prime canzoni che Tuomas Holopainen compose, durante la leva militare, erano brani che, in un certo qual modo riuscirono a anticipare quella che sarebbe stata la tendenza futura della band.

Demo Nightwish

Demo

Il loro demo inizia con Nightwish, un brano dalla partenza futuristica, quasi aliena. Alla chitarra acustica si unisce quasi subito la voce lirica, ancora agli inizi e forse troppo impostata, di Tarja Turunen. Gli intramezzi di sintetizzatore sono poi ripresi come tema principale in una traccia del loro primo vero album. Così come accade con Etiäinen, il terzo brano. Si tratta di una composizione strumentale, in cui la voce di Tarja compare solo con gorgheggi e acuti.

Forse più significativo degli altri due è proprio il secondo brano, The Forever Moments. Il sintetizzatore, per i primi quattro minuti, fa da semplice sottofondo a una dolce chitarra acustica e a un nostalgico pianoforte.

“The ticktock of time allows me to see an authent to an echo, new butterfly to a cocoon; the swan to ugly duckling, the lake to an ocean”.
(The Forever Moments)

Tuttavia, il Demo non venne accolto in maniera favorevole da nessuna casa discografica. Alcune, come la Spinefarm e la Century Records non si degnarono neanche di rispondere.

Angels Fall First

Visto l’insuccesso del Demo, Tuomas decise di cambiare l’impostazione del sound. Era convinto, infatti, che il problema fosse la voce di Tarja. Troppo robusta, troppo compatta, non poteva essere ben supportata da una musica acustica. Nel 1997, quindi, si unì a loro il batterista Jukka Nevalainen. Di conseguenza, la chitarra acustica fu quasi totalmente abbandonata e sostituita dalla chitarra elettrica.

Nightwish angels fall first

Angels Fall First

Assieme, registrarono un altro demo, Angels Fall First. Nel settembre 1997, a meno di un anno dal suo rifiuto, la Spinefarm Records pubblicò l’album. Durante uno dei concerti come turnista, Tuomas era riuscito a far sentire il brano The Carpenter a Ewo Pohjola. Il musicista fu uno dei pochi, all’epoca, a credere nella band.

L’album si presenta estremamente vario e sperimentale. In esso confluiscono tutte quelle che saranno poi le caratteristiche definitive e singolari del gruppo. Si comincia con una Elvenpath che parte già con un ritmo molto più forte rispetto al loro primo Demo.

Si passa poi a un trio di canzoni in cui (disgraziatamente, N.d.C.) Tuomas decide di duettare con Tarja. La prima di queste è Beauty and the Beast, la quale riprende gli intramezzi di sintetizzatore proposti in Nightwish. È una canzone dal sound abbastanza robusto, accompagnato da un testo romantico e con una lunga intro. La seconda è invece The Carpenter, canzone in cui ricompare la chitarra acustica. Della terza, Astral Romance, parleremo invece più avanti.

“As a world without a glance of the ocean’s fair expanse, such the world would be if no love did flow in thee. But as my heart is occupied, your love for me now has to die. Forgive me I need more than you can offer me”.
(Beauty and the Beast)

Si torna al sound acustico con Angels Fall First. È la traccia che dà il titolo all’album. E, forse, è quella più importante. Il tema trattato, infatti, tornerà spesso nei brani scritti da Tuomas, in varie forme. Sorvoliamo su Nymphomaniac Fantasia, il cui titolo già dice tutto. Know Why The Nightingale Sings è un brano con ampie tematiche filosofiche che vengono riprese lungo tutta la carriera del gruppo.

Per finire, si ritorna, in parte, all’acustica con la serie Lappi. Quattro brevi brani, due dei quali strumentali, che inneggiano alla natura e alla vita a contatto con essa.

Oceanborn

Nuovo anno, nuovo entrato nel gruppo. Sami Vänskä e il suo basso si unirono alla band, rendendo la formazione completa.

Era il 1998, l’anno della svolta. Tuomas iniziò a comporre il nuovo album, Oceanborn. Cambiò decisamente il sound che si fece più power. Cambiò la voce di Tarja che, a differenza degli esordi, era più dolce, pur rimanendo fortemente impostata sul lirico.

Nightwish oceanborn

Oceanborn

Oceanborn scalò la classifica finlandese, arrivando al quinto posto. Nel corso del tempo è diventato una delle pietre miliari del genere. Molte band symphonic, infatti, sono nate dopo l’ascolto di questo album.

Le canzoni del disco variano tra loro, questa volta, più in tematiche che in sound. Filosofia, religione, vita, amore e un pizzico di leggenda. Tra i brani emergono sicuramente le prime due tracce, Stargazers e Gethsemane. La seconda, soprattutto, introduce, seppur in forma sintetizzata, un’orchestra di archi. Elemento, questo, che segnerà, di lì a qualche anno una svolta decisiva.

Without you the poetry within me is dead.
(Gethsemane)

Il primo singolo estratto dall’album, però, fu Sacrament of Wilderness, brano fortunato che raggiunse il podio della classifica e venne insignito del disco d’oro. Le dita di Tuomas sulla tastiera si fanno veloci, così come la batteria nel ritornello. Si nota anche la voce più limpida di Tarja negli acuti.

Risulta particolare la quinta traccia dell’album, Passion and the Opera. La parte Opera del titolo non si riferisce solo alla voce lirica della cantante. Da metà brano in poi, infatti, Tarja si esibisce in una serie di gorgheggi operistici.

Il disco include anche una ballad dolce e malinconica, Swanheart, con un duetto di chitarra e voce da brividi. Presenta poi un brano strumentale e la cover Walking in the Air.

“A wintry eve, once upon a tale, an Ugly Duckling lost in a verse of a sparrows carol dreaming the stars”.
(Swanheart)

La Fama

Nel 1999, in occasione dell’eclissi totale di sole in Germania, la band venne scritturata per la stesura e l’incisione di un brano relativo al fenomeno naturale. A Tuomas, che si sarebbe occupato del testo e della musica, venne dato un solo limite. La lunghezza massima doveva essere di 4 minuti. Tuomas non la prese bene, ma ciò che ne risultò fu una delle ballad più belle nella storia del Symphonic Metal.

Nacque quindi Sleeping Sun, un brano malinconico, tanto quanto può esserlo un’eclissi di sole. Il singolo vendette centinaia di migliaia di copie solo nella prima settimana di pubblicazione, a dimostrazione del livello ormai raggiunto dalla band.

“Two hundred twenty-two days of light will be desired by a night. A moment for the poet’s play until there’s nothing left to say”. (Sleeping Sun)

Ma il 1999 fu anche l’anno di incisione di un nuovo album, Wishmaster, che vide la luce l’anno successivo. Wishmaster fu l’album della fama. I Nightwish avevano finalmente raggiunto la vetta.

Nel 2000 la band aveva partecipato alle qualificazioni per l’Eurovision Song Contest. Era riuscita a accedere alla manifestazione come rappresentante della Finlandia con il brano Sleepwalker. Vinsero il voto popolare, ma non quello della giuria. Finirono al terzo posto, ma non si diedero per vinti.

Wishmaster

A maggio dello stesso anno uscì l’album Wishmaster. Il disco volò subito in classifica, rimanendoci per varie settimane. La rivista Rock Hard lo definì “album della settimana”, nonostante la forte concorrenza con i nuovi lavori di Iron Maiden e Bon Jovi.

Nightwish wishmaster

Wishmaster

Wishmaster presenta una potenza e una velocità di esecuzione di molto superiori a Oceanborn. La caratteristica si percepisce subito con i due brani di apertura, She is my sin e The Kinslayer. Entrambi sono divenuti cavalli di battaglia nelle esibizioni live.

The Kinslayer, in particolare, ovvero “L’uccisore di famiglie”, fu causa di alcuni dibattiti. La canzone, infatti, si presenta particolarmente esplicita, con frasi tipo “Kill your friend, I don’t care”. In realtà, la canzone venne scritta come dedica alle vittime di una sparatoria all’interno di una scuola. La prima parte, infatti, parla dell’incapacità di comprendere e di perdonare un tale gesto. La seconda parte della canzone si svolge attraverso un duetto durante il quale la band ha ricostruito parte del dialogo avvenuto tra vittime e carnefice. Il duetto si conclude con le parole “good wombs hath borne bad sons”. La canzone termina con una serie di frasi brevi, pronunciate in rapida successione che coinvolgono nel ritmo fino a che, improvvisamente, la musica finisce.

Il primo singolo estratto dall’album fu Deep Silent Complete, una canzone che è un misto tra il filosofico e il religioso.

In Wishmaster torna prepotentemente il tema folkloristico e leggendario. Wanderlust inizia con un veloce riff di chitarra, tra l’altro ripreso poi alla fine del ritornello dalla voce di Tarja. Cronwless è una canzone dal ritmo rapido e incalzante. Wishmaster, il brano che dà il titolo all’album, è un altro dei cavalli di battaglia della band. È una delle canzoni sicuramente meglio riuscite, in cui convivono pacificamente cori, acuti lirici, riff di chitarra e ritmi di batteria da headbanging.

Due righe ancora le spenderei per le due ballad dell’album. Two for tragedy, un brano immensamente nostalgico e malinconico, come si desume dal titolo. Un testo con un finale aperto che pare andare a mescolarsi in Dead Boy’s Poem. Quest’ultimo è una lunga poesia scritta da un uomo emotivamente morto, arrivato al punto di non avere piû altro da dire o scrivere. Un brano con un grande coinvolgimento emotivo.

“Sing what you can’t say, forget what you can’t play. Hasten to drown into beautiful eyes. Walk within my poetry, this dying music, my love letter to nobody”. (Dead Boy’s Poem)

L’album si conclude con Fantasmic. La canzone è divisa in tre parti, ognuna delle quali ha un proprio titolo, e, sotto l’aspetto stilistico, è come una sorta di riassunto delle tracce precedenti, incarnandone gli aspetti principali. L’assolo di flauto che dà inizio alla terza parte, generalmente l’unica suonata live, è da brividi.

Over the hills and far away

Nel 2001, terminato il tour di Wishmaster e registrato il dvd live From Wishes To Eternity, i Nightwish tornarono in studio per registrare un altro demo. Il disco conteneva la cover di Over The Hills And Far Away, originariamente scritta e interpretata da Gary Moore. Questo è un altro brano che sa di fiaba e porta avanti ritmi folkloristici.

Night wish over the hills and far away

Over the hills and far away

I Nightwish decisero di includere nell’album anche una nuova versione di Astral Romance, brano contenuto nel loro primo album. Questa volta, la parte maschile viene affidata a Tony Kakko, cantante dei Sonata Arctica (direi decisamente meglio, N.d.C.). Anche il testo venne parzialmente riscritto.

La band si schierò poi nuovamente contro la guerra e la violenza incidendo il brano 10th Man Down. Un’altra canzone dal sapore amaro. Una storia raccontata dal punto di vista di un soldato costretto a uccidere.

L’ultimo brano è Away, una ballad che racconta di sogni, della bellezza dei tempi passati e di ciò che l’umanità sta perdendo.

“Cherish the moment, tower the skies, don’t let the dreamer fade to grey like grass. No falling for life, a gain for every loss. Time gathered me, but kept me flying”. (Away)

Al termine dell’incisione del disco, Tuomas decise di abbandonare la band, definendola la sua principale fonte di odio verso se stesso. Dopo uno show, chiamò la casa discografica: “Fine della storia, i Nightwish sono passati. Non li farò più”.

Century Child

Tuttavia, quattro anni dedicati alla band erano troppi per essere sprecati. Tuomas riconsiderò il gruppo, decise di licenziare Sami, il bassista, e assunse Marco Hietala. Con il suo aspetto da vichingo e la voce graffiante, Marco era ciò che mancava alla band.

nightwish century child

Century child

I Nightwish tornarono immediatamente in studio per incidere un altro album che avrebbe segnato una svolta definitiva: Century Child. Per la prima volta, infatti, il gruppo incise con una vera orchestra, la Joensuu City Orchestra.

Nel 2002 l’album vide la luce e dopo sole due ore dalla sua uscita guadagnò il disco d’oro. In questo disco, le sonorità più pesanti cedono il passo a ambientazioni meno oscure e ritmi più diversificati. Anche la voce di Tarja è in continua evoluzione. Così il metal incontra, oltre alla lirica, anche il pop e la classica. Ciò che ne risulta è un album straordinario, estremamente vario, ma ben fatto. Perfettamente equilibrato.

In esso è contenuto uno dei brani che maggiormente ha fatto parlare di sé. Ever Dream è una canzone d’amore in cui molti hanno visto una dichiarazione d’amore da parte di Tuomas a Tarja. Peccato che, nel 2003, quest’ultima si sia sposata con il suo manager personale, Marcelo Cabuli.

Anche in questo album è presente una cover, Phantom of the Opera. Il brano è stato originariamente scritto per l’omonimo musical di Andrew Lloyd Webber. È una delle canzoni più reinterpretate e la versione dei Nightwish pur essendo in chiave rock, si presenta perfettamente grazie alla differenza notevole delle due voci di Tarja e Marco.

Qui non posso resistere. Due parole sulla mia preferita dell’album o, forse, la mia preferita in assoluto: Beauty Of The Beast. Più di 10 minuti di canzone, anche questa divisa in tre parti, ognuna diversa dalle altre. Una lunga poesia nella prima parte, un testo arrabbiato nella seconda, una dichiarazione d’amore nell’ultima.

“All of my songs can only be composed of the greatest of pains. Every single verse can only be born of the greatest of wishes. I wish I had one more night to live”. (Beauty Of The Beast)

Once

Nel 2004, la band cambiò casa discografica, unendosi alla Nuclear Blast. Il primo album pubblicato con la nuova etichetta fu Once. Il disco guadagnò il doppio disco di platino in Finlandia e raggiunse il primo posto della classifica in Germania e Norvegia.

nightwish once

Once

Uno dei singoli estratti dal disco, Wish I Had An Angel, venne scelto come colonna sonora del film Alone in the dark. Il video ufficiale del brano, infatti, presenta scene della pellicola.

Il brano Nemo fu un altro dei singoli estratti. È un brano leggero, che presenta un forte contrasto tra il testo e la musica: la musica è pulita, mentre il testo ha atmosfere più dark. Di nuovo si torna poi a un brano contro la guerra, Planet Hell, per poi passare a un omaggio a una popolazione particolarmente emarginata e perseguitata. Creek Mary’s Blood è la storia, quasi resa sottoforma di fiaba, degli Indiani d’America.

“White man came, saw the blessed land. We cared, you took; you fought, we lost. Not the war but an unfair fight, sceneries painted beautiful in blood. ” (Creek Mary’s Blood)

The Siren è un altro singolo estratto dall’album, un altro brano particolare, orientaleggiante, in cui Tarja riesce a dare sfogo a tutte le sue doti canore. Si giunge poi a un’altra canzone da 10 minuti: Ghost Love Score. Come dice il titolo, sembra davvero una colonna sonora, grazie all’ampia esecuzione strumentale. Molto scenografia quando eseguita live.

Un altro brano significativo è Kuolema Tekee Taiteilijan, che letteralmente significa: La morte crea l’artista. Il significato della canzone, estremamente dolce e melodica, è che dietro grandi opere e composizioni artistiche via sia, spesso, un evento doloroso. È un brano significativo perché, dopo la serie di Lappi contenuta nel primo album, i Nightwish non avevano più usato la loro lingua madre per un brano.

Il disco è ampiamente impregnato di sonorità orchestrali. Sonorità dalle quali Tuomas non si è più allontanato.

End of an era

Il 21 ottobre 2005 terminò il tour di Once con quello che, tra i fan dei Nightwish, è divenuto il famoso concerto alla Hartwall Areena di Helsinki. I biglietti andarono a ruba, ma non fu questa la particolarità che lo rese famoso. Non fu nemmeno il fatto che il concerto venisse ripreso per farne un dvd intitolato appunto End of an era.

Al termine dell’esibizione, infatti, i membri dei Nightwish consegnarono a Tarja una lettera, pubblicata immediatamente anche sul loro sito, con la quale la licenziavano. Il motivo di tale scelta, secondo quanto scritto, fu la divergenza di opinioni e intenti tra Tarja e Tuomas stesso.

Per il tastierista e compositore iniziò un periodo buio, in quanto in Finlandia si parlò della cosa per mesi. Nel 2008, tre anni dopo, uscì un altro Demo: The sound of Nightwish Reborn. Il disco conteneva, tra le altre, la canzone While Your Lips Are Still Red, cantata da Marco. Anche Tarja Turunen voltò pagina buttandosi in un progetto solista. (Per il suo lavoro da solista, vedi l’articolo “Tarja Turunen, la regina dei ghiacci”)

Nel frattempo, la band aveva indetto una serie di provini per scegliere una nuova vocalist. La scelta cadde sulla svedese Anette Olzon. La decisione rese chiara l’idea di Tuomas di distaccarsi da tutto ciò che era stato il lavoro con Tarja.

Nightwish

Nightwish con Anette Olzon

Dark Passion Play

La musica di Tuomas abbandonò le sonorità cristalline acquisite con Century Child e Once e cadde in atmosfere cupe e tetre con l’album Dark Passion Play. L’album presenta ancora più sonorità orchestrali rispetto ai due dischi precedenti e si apre con una lunga traccia intitolata The Poet and The Pendulum, ispirata al racconto The pit and the pendulum di Edgar Allan Poe.

Night wish dark passion play

Dark passion play

Tuomas decise di inserire anche un brano dedicato a Tarja: Bye bye beautiful. La canzone, invece di essere un omaggio, andava a ricalcare i difetti e gli atteggiamenti che, a detta del compositore, avevano portato all’allontanamento della cantante dalla band.

Il primo singolo estratto, tuttavia, fu Eva. Il brano è la storia di una ragazzina che, derisa, trascurata e emarginata, fugge di casa. I proventi del singolo vennero quindi devoluti all’associazione Child Charity Foundation.

“Mocked by man to depths of shame, little girl with life ahead. For a memory of one kind word, she would stay among the beasts. Time for one more daring dream before her escape, edenbeam. We kill with her own loving heart”. (Eva)

Alla composizione dell’album parteciparono anche Jussi Tegelman, esperto di colonne sonore, Noillag Casey, una violinista irlandese e Troy Donockley, suonatore di cornamusa. Quest’ultima viene ampiamente utilizzata nel brano Last Of The Wilds, che in Finlandia uscì anche nella sua versione finlandese interpretata da Jonsu, vocalist della band Indica, e intitolata Erämaan Viimeinen.

La band si lanciò in un lungo doppio tour mondiale, in seguito al quale si ritirò in Finlandia per la registrazione di un nuovo disco. Nessuno ebbe notizie del nuovo lavoro, fino alla sua uscita, nel 2012.

Imaginarium

Il titolo originale dell’album doveva essere Imaginaerum, poi modificato per motivi di copyright. Il lavoro rappresenta un’altra svolta nella carriera dei Nightwish. Le orchestrazioni sono ancora più massicce, le atmosfere ancora più da colonna sonora e a Troy Donockley viene lasciato ancora più spazio. Inoltre, assieme all’album, venne annunciata l’uscita di un film a esso correlato. La pellicola parla di un vecchio compositore caduto in coma e ormai incapace di distinguere tra sogno e realtà. L’album, infatti, ha un sapore decisamente onirico.

Nightwish

Imaginaerum

L’idea della pellicola nacque perché Tuomas, dopo aver scritto Dark Passion Play, espresse il desiderio di realizzare un videoclip per ogni brano dell’album che avrebbe composto in seguito. Fu Stobe, regista del video di The Islander, a proporre l’idea in un unico film. Stobe scrisse quindi la bozza della storia, che Tuomas poi perfezionò e musicò creando un concept album.

Il disco si apre con un brano da carillon, scritto in finlandese, per poi passare a quello che è stato il primo singolo estratto dall’album: Storytime. Quest’ultima è una canzone con un ritmo orecchiabile, che ricorda una filastrocca per bambini. Si capisce fin da subito che le orchestrazioni avranno un ruolo molto importante in tutto l’album, il quale prosegue alternando canzoni decisamente metal a ballad e includendo, addirittura, un pezzo soft jazz.

Un altro singolo estratto dal disco è The Crow, the Owl and the Dove. Il singolo conteneva, oltre che a varie versioni del brano, un’altra canzone: The Heart Asks Pleasure First, tema principale del film The Piano (Lezioni di piano). Mantenendo la musica composta da Michael Nyman, Tuomas Holopainen e Marco Hietala ne hanno scritto il testo.

La fine di un’altra era

Durante il tour americano per promuovere il disco, cominciarono i primi screzi con Anette. Un concerto a Denver rischiava di essere annullato, a causa dell’influenza che aveva colpito la vocalist. Tuttavia, la band decide di sostituire la cantante utilizzando Elize e Alissa, coriste della band americana Kamelot. Anette non gradì la soluzione e, dopo un paio di giorni un comunicato stampa rese ufficiale l’allontanamento della cantante dalla band.

Per proseguire con il tour, venne per tanto scelta la cantante olandese Floor Jansen. La band rifiutò ogni intervista al riguardo per almeno un mese. In seguito, la cantante dichiarò che sarebbe felice di far parte definitivamente della band.

Endless Forms Most Beautiful

Nightwish

Nightwish nella nuova formazione

Il desiderio di Floor Jansen si realizzò nel 2013. Il 16 settembre, infatti, venne presentato il live intitolato Showtime, Storytime, registrato con la Jansen. Oltre a lei, il gruppo decise di far entrare nella band, come membro definitivo, il polistrumentista Troy Donockley. Un altro cambiamento, avvenuto nel 2014, fu l’abbandono temporaneo del batterista Jukka Nevalainen per problemi di salute. Il musicista venne sostituito da Kai Hahto, batterista dei Wintersun e tuttora facente parte dei Nightwish.

Quella stessa estate, cominciarono a Kitee le registrazioni di un nuovo concept album, il primo con la nuova formazione. Il disco trae ispirazione da una citazione del libro L’origine della specie di Charles Darwin.

“C’è qualcosa di grandioso in questa idea della vita, con le sue infinite potenzialità, originariamente infuse dal Creatore in pochissime o in una sola forma; e, mentre questo pianeta ha continuato a roteare seguendo le immutabili leggi di gravità, da un inizio così semplice infinite forme, sempre più belle e meravigliose, si sono evolute e tuttora si evolvono”

L’album è stato pubblicato il 27 marzo 2015, vedendo la partecipazione, in alcune canzoni di Richard Dawkins, noto divulgatore scientifico, come voce narrante. Il titolo è Endless Forms Most Beautiful. Il disco è composto da 11 tracce.

Le tracce di Endless Forms Most Beautiful

Nightwish

Endless forms most beautiful

La prima canzone, Shudder before the beautiful, ovvero “Brivido di fronte alla bellezza”, è un’espressione ripresa da una lettura del matematico Subrahmanyan Chandrasekhar. Il Premio Nobel indiano si espresse così:

“Questo brivido di fronte alla bellezza, questo incredibile fatto che una scoperta motivata dalla ricerca della bellezza in matematica possa trovare una replica in natura, mi fa dire che la bellezza è ciò che la mente risponde ai lati più oscuri e profondi”.

Élan, la terza traccia e primo singolo estratto, si riferisce invece alla dottrina new age dello “slancio vitale”. Il brano è una ballad che funge bene da anteprima per un disco vario, maturo e estremamente sinfonico. Il video musicale di presentazione è “ispirato alle storie mai raccontate di posti abbandonati in Finlandia”.

Traccia 5, Our decades in the sun, altra ballad melodica, è una citazione di Richard Dawkins.

“Anche se moriremo tutti un giorno, dovremmo considerarci estremamente fortunati per aver vissuto le nostre decadi nel sole”.

My Walden, in cui si presenta prepotentemente la cornamusa di Troy, si riferisce al saggio di Henry David Thoreau. L’autore ricercò un rapporto intimo con la natura e tentò, in questo modo, di trovare se stesso in una società che non lo rappresentava. Il naturalista sperimentò la sua teoria sulle rive del lago Walden, nel Massachussets, da cui deriva il titolo del saggio.

Endless forms most beautiful è il secondo singolo estratto. Il sound è decisamente più duro e la voce versatile di Floor Jansen si fa, in alcune parti, graffiante. La canzone tra ispirazione dalla citazione di Darwin che ha dato il via all’idea dell’album.

Edema Ruh, invece, è il nome di una tribù nomade facente parte del ciclo The Kingkiller Chronicles di Patrick Rothfuss. Edema Ruh era una tribù di girovaghi intrattenitori esperti nell’arte della musica. Assieme a Walden, questo è forse uno dei brani più orecchiabili del disco, pur mantenendo la sua vena hard rock.

Alpenglow è il brano in cui si comprende maggiormente la versatilità della voce di Floor Jansen che passa dal graffiato al pop al lirico nel tempo di un battito di ciglia. Il titolo della canzone si riferisce al fenomeno che in italiano è definito enrosadira, ovvero la colorazione rossastra, viola o rosa delle montagne quando sorge o tramonta il sole.

Anche questo album contiene un pezzo strumentale: Sharbat Gula, ovvero la Ragazza afgana, protagonista della foto di Steve McCurry del 1984. La particolarità deriva dal contrasto tra gli occhi chiari della ragazza e i tratti tipici afghani.

L’album si chiude con The Greatest show on earth, titolo, tra l’altro, di un libro di Dawkins. Il brano si divide in cinque parti che narrano la storia della Terra e della vita.

Four Point Six: l’età della terra, ovvero 4,6 miliardi di anni
Life: il momento in cui appare la vita
The Toolmaker, riferimento all’età della pietra e all’arrivo dell’uomo
The Understanding, ovvero la Compresione
Sea-worn driftwood: Il driftwood è un pezzo di legno levigato dalle maree

Il brano presenta sonorità molto differenti da una parte all’altra. In alcuni punti è strumentale, in altre contiene narrazioni, in altre ancora vengono riprodotti suoni della natura, eruzioni vulcaniche, versi animali.
Anche questo album ha dato il via a un tour che è stato recentemente replicato, toccando anche la città di Mantova. Proprio a quest’ultimo live ho avuto modo di assistere e, tra vecchi e nuovi brani, di comprendere che questa nuova era dei Nightwish con Floor Jansen mi piace assai. Sperando che duri, visti i precedenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *