Intervista a Federica Marchesini, autrice di “Da un capo all’altro”

Intervista a Federica Marchesini,

autrice di “Da un capo all’altro”

di Emma Fenu

Federica Marchesini

Abita a Città del Capo, la veronese Federica Marchesini e, in Sudafrica, ha aperto una scuola di lingue divenuta punto d’incontro e scambio culturale per gli italiani espatriati. 

È una donna di mondo, ossia cosmopolita, la nostra Federica, perché parla molte lingue e ama comunicare, attraverso un sorriso e due chiacchiere al bar come attraverso un libro.

Il suo primo romanzo, “Da un capo all’altro”, è di grande coinvolgimento: fa riflettere, fa ridere (fa molto ridere!), fa piangere.

Lo stile è frenetico e incalzante: per leggerlo bisogna indossare, metaforicamente, scarpe da ginnastica ai piedi; lasciare i capelli sciolti in balia del vento; tenere in mano una bottiglietta di una bevanda frizzante e arrovellarsi con una mappa al rovescio.

Sono felicissima di intervistare Federica nel salotto di Cultura al Femminile: un incontro fra donne simili, abbiamo constatato di avere molto in comune, trasferitesi in continenti tanto diversi.

Grazie per essere qui fra noi, nello spazio virtuale senza confini. Ti definisci una donna cosmopolita? Ci racconti un po’ di te?

Se cosmopolita è chi rivendica come patria il mondo, forse non lo sono più perché abitando in Sudafrica da ormai 15 anni, ho perso un po’ il contatto con il globo.

Mi è rimasta però la tolleranza di vedere le differenze ed accettarle.

Quindi, dato che molti mondi atterrano qui alla fine dell’Africa e i compromessi sono necessari per accettare altrettante culture così diverse tra di loro, allora forse sì, sono cosmopolita.

Sono anche una donna estremamente creativa con tantissime parole in testa.

In inglese esiste la parola “doer” ossia la persona che fa. Ironicamente in italiano abbiamo così tanti verbi con fare (che io stessa colleziono da anni in una cartella nel mio computer) ma non diciamo comunemente di essere “facenti”.

I am a doer! Io, sono anche una facente. Non aspetto che le cose succedano ma le faccio accadere io!

Quanto l’ironia e l’umorismo permettono di indagare la realtà senza filtri e pregiudizi?

La realtà non è mai bella o brutta, dolce o crudele, triste o divertente.

È una mescolanza di tante emozioni e differenti o molteplici punti di vista.

L’ironia e l’umorismo sono la chiave di lettura fondamentale del mio libro per avvicinare due realtà cosi diverse, che si capiscono di più quando si sorride.

 Osservare gli stereotipi e sdrammatizzarli, accorcia le distanze, li fa sciogliere come se fossero pastiglie effervescenti gettate in un bicchiere d’acqua. 

Alla fine, siamo tutti uguali e i pregiudizi non fanno più male.

Cosa ami dell’Italia e degli italiani?

 Amo l’ Italia dal punto di vista storico, geografico, artistico e del design!

Amo gli italiani per come si vestono e come ci tengono alla bella figura; li amo quando parlano ed usano intercalari che io ormai ho dimenticato; li amo quando discutono animatamente di cucina dopo aver appena finito di mangiare e lottano per un ingrediente in meno o in più in un piatto regionale.

E cosa del Sudafrica e dei sudafricani?

Amo il Sudafrica per la sua flora e la sua fauna, per i suoi spazi aperti, per la sua luce così luminosa, per la burocrazia che è meno pesante che in Italia, per la creatività che produce lavoro.

Amo i sudafricani per la loro gentilezza e bonarietà.

Li amo perché si accontentano di poco per essere felici, perché sono solari, orgogliosi del loro Paese e hanno un’ammirazione sfrenata per l’Italia. 

“La vita è un viaggio”: molti hanno fatto propria questa frase. Hai una personale riflessione da aggiungere?

Vorrei aggiungere la mia riflessione sul viaggio che ho menzionato, guarda a caso, nel mio romanzo:

“Ho fatto di tutto per assorbire la realtà del mio nuovo quartiere, del Sudafrica, e rimuovere tutte le cose tipiche italiane che mi piacciono così tanto ma che non posso avere in questo Paese.

Ho capito che vivere solo di ricordi e di principi, e soprattutto portarseli con sé e magari imporli ovunque ci si sposti nel mondo, non fa crescere.

Bisogna chiudere la porta con il passato, vivere il presente ed essere curiosi. Perché la realtà che abbiamo lasciato indietro, che per noi era tutto quello che avevamo, è solo una delle tante possibilità di vita.

Ecco che cos’è il viaggio, dopo tutto: un’occasione per formare in noi un altro occhio, un altro punto di vista su noi stessi e su come potremmo essere. Non si diventa emigranti felici in un giorno.

Smettere di rimpiangere il passato e creare un futuro nuovo seppur diverso, accettando tutte le diversità che il nuovo Paese porta con sé, richiede più sforzo che imparare una lingua straniera”.

Quanto di autobiografico c’è nel tuo romanzo?

Il mio romanzo contiene tutte le mie opinioni nel senso che condivido a pieno tutti pensieri della protagonista Atena Monti.

In questo senso ci sono tutta io! Poi se mi chiedi se ho fatto tutto quello che lei ha fatto nel libro, no… quello no, a parte avere una o due parrucche anch’io.

Quali sono i tuoi progetti futuri sia come donna che come scrittrice?

I miei progetti futuri come donna, sono di vivere pienamente le mie età nel senso di accettare positivamente la mia evoluzione fisica e mentale.

Non ho intenzione di sposarmi o avere figli; è una cosa che non mi ha mai affascinato.

Vorrei dedicare più tempo a scrivere e trasformare la mia passione in una professione. Sono alle prese ora con la traduzione in inglese di “Da un capo all’altro” che spero di lanciare a gennaio 2017. Si chiamerà “Afritalian” e sono curiosa di vedere come lo accoglierà il mercato sudafricano.

Ovviamente vorrei continuare ad insegnare alla mia scuola Lingo (www.lingo-sa.com), parallelamente, che è un lavoro che faccio con amore e naturalezza.

Non mi dispiacerebbe viaggiare di più!

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Titolo: “Da un capo all’altro”
Autore: Federica Marchesini
Edizione:  CreateSpace Platform Publishing Independent , 2016
link d’acquisto:

 https://www.amazon.com/capo-allaltro-Italian-Federica-Marchesini/dp/1535323620

contatto della scuola di lingue:

www.lingo-sa.com

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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