“Un battito negli abissi” di Antonella Tafanelli

“Un battito negli abissi” di Antonella Tafanelli

recensione di Emma Fenu

battito negli abissi

Margherita è un fiore delicato, che si sfoglia da sola dei propri petali per sapersi amata.
Si strappa le carni dell’anima, Margherita, pezzo dopo pezzo, nel terrore di una risposta.
Margherita ha bisogno di acqua e di amore, per sollevare la corolla calpestata e rifiorire ancora.

Un battito negli abissi è un romanzo di Antonella Tafanelli, edito nel 2016 sotto la categoria narrativa rosa. E rosa lo è: come sangue mischiato nel latte, a nutrire di amaro sapore ogni colazione.

È la storia di una donna di 37 anni, età di bilanci, reduce da un matrimonio che le ha schiaffeggiato cervello, cuore e gote e dal conseguente divorzio che ha fatto calare il velo nero del lutto sui lividi e sulle lacrime.

Eppure non è una vittima senza speranza, Margherita.

Si osserva rinascere dal di fuori, specchiandosi con le gambe cosparse di crema, con i capelli asciugati dallo scirocco, con i tacchi alti e i vestiti in lino bianco. 

Ha la pelle abbronzata, e lo sottolinea, a giustificare lo scarso uso del trucco: il sole della vita la ha resa libera di essere se stessa.

Ma non è facile superare il castello in cui il drago della paura ha rinchiuso la principessa; non è facile fidarsi dell’altro e del proprio istinto; non è facile abbandonarsi al piacere del corpo e alla serenità del cuore.

Non è facile amare, e ancora di più non lo è farsi amare.

Antonella Tafanelli scrive in modo convincente il suo romanzo d’esordio, lanciandosi, munita di torcia, nel pozzo freddo della memoria e in quello oscuro della coscienza, per raccontarci emozioni controverse e descrivere le tappe di un percorso di rinascita graduale e sofferto.

Non svelerò l’epilogo della storia, concedendo, così, al lettore il piacere di scoprirlo pagina dopo pagina, ma qui mi concentrerò su una fase intermedia di estremo interesse sociale e antropologico.

Nel romanzo compare la parola sottomissione e suoi derivati.

È un termine sviscerato nella letteratura contemporanea, sia in contesti attinenti, come questo preso in esame, alla relazione di coppia sia in altri che sfociano nella dimensione politica.

«… e capendo che ero sottomessa alla voglia di essere posseduta, abbassò il ventre, e mi penetrò incalzando con la lingua nella mia bocca, cosi da soffocare il mio gemito alla sua entrata improvvisa spingendosi dentro di me completamente

Nella precedente citazione è evidente si tratti di un sano scambio erotico, basato sul rispetto e sull’intesa fra corpi, come in un tango: infatti, nella frase successiva si afferma:

«Quella fu una danza all’estremo delle forze.»

E poi, ancora: 

«… lui mi afferrò il polso di scatto facendomi voltare…

aveva il viso tirato dal nervoso e non mi lasciava il polso, iniziai ad ansimare e lui mi portò il braccio dietro alla mia schiena senza lasciare la presa, ma senza farmi male.

Era una morsa stretta dove era difficile liberarsi. …

Ero scossa, eccitata, nervosa e trovavo il suo modo di sottomettermi particolarmente elettrizzante, ma non volevo che lui lo capisse.»

La danza continua: le gambe si accavallano; i denti stringono lo stelo del fiore; i nervi si tendono dal collo fino al polso; lui stringe lei; lei si divincola; scende una lacrima; un bacio la raccoglie; un abbraccio scioglie il corteggiamento nella passione. Nessuno si fa male, nessuno si sottomette davvero.

«Ti amo con calma, ti amo con pazienza, ti amo con volontà, con ardore, con tutta la passione che un uomo può, e ti farò passare tutti i tuoi incubi e le tue paure, tutte le tue insicurezze.

Io non sarò il tuo passato, io non sarò un incubo, non sarò un ombra nera nella notte, non sarò il fremito del panico, non sarò il tuo piegarti e il tuo sottometterti, io sarò l’amore!»

 

Titolo: “Un battito negli abissi”
Autore: Antonella Tafanelli
Edizione: La strada per Babilonia, 2016
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Sinossi

Protagoniste assolute di questo libro sono la speranza e la voglia di ricominciare.

Margherita subisce violenze fisiche e psicologiche, un amore malato, a causa del quale si annulla completamente.

Grazie alla sua forza, alla vicinanza dei suoi amici e della sua famiglia comincia a riemergere dagli abissi, ma ci sono ferite profonde, difficili da rimarginare.

Nella sua vita entrerà però una persona, che cercherà di scavalcare quei muri che Margherita ha edificato.

Dovrà scontrarsi con i fantasmi del suo passato, con le sue paure, e con la sua voglia di indipendenza.

Un romanzo di speranza, di grinta nei confronti della vita, un romanzo che mette in luce la violenza domestica e vuole dire basta.

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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