“Firelight” di William Nicholson

“Firelight” di William Nicholson

Recensione film di Carolina Colombi

 

Firelight

Racconto d’amore e di conflitti

 

 

Firelight è film di costume che compare nelle sale cinematografiche nel 1997, a firma del regista William Nicholson.

 

Ambientato nella Londra del 1837 è da ascrivere nella categoria delle pellicole sentimentali, in quanto storia d’amore.

Anche se tale aspetto non viene sviluppato in un primo momento, ma nel prosieguo del racconto filmico.

Inizialmente infatti, i protagonisti sono legati da un contratto stipulato per interesse.

Oltre che con freddezza e distacco da parte del personaggio maschile, tale Charles Godwin (Stephen Dillane).

Elizabeth Laurier (Sophie Marceau), la protagonista femminile, è una giovane istitutrice svizzera che vive a Londra.

Costretta a occuparsi del padre, oberato dai debiti, accetta la proposta dell’aristocratico Charles Godwin di trascorrere con lui alcune notti di passione.

Ma lo scopo dei loro amplessi non è mosso dall’amore che travolge la vita dei due, semmai da un unico fine: quello della procreazione.

Nonostante fra Elizabeth e Charles, fin dal loro primo incontro, ci sia una forte attrazione fisica, la relazione termina dopo aver consumato l’atto sessuale.

 

A quel punto la ragazza mantiene fede alla promessa: in cambio di denaro, al fine di evitare a suo padre il carcere, acconsente che le venga sottratta la creatura nata dall’unione con Charles.

Così come sancito dal loro accordo.

Non tutto però si risolve con quel gesto, perchè per Elizabeth seguono anni colmi di afflizione.

Ripensa sia alla piccola abbandonata al momento della nascita sia alla mercificazione del proprio corpo.

Trascorso un lungo periodo, una cesura dolorosa, la giovane si adopera per ottenere un nuovo incarico, ancora in veste di istitutrice, presso una facoltosa famiglia del Sussex.

 

Fin dal primo incontro, la piccola Louise (Dominique Belcourt), appare arrogante e viziata dal padre, dimostrando una forte antipatia nei confronti di Elizabeth.

E ciò a causa anche dell’assenza di quella che crede essere la propria madre, ridotta a stato vegetativo dopo una caduta da cavallo.

Il nobile Charles, che di certo non si è comportato in maniera nobile con la giovane istitutrice, è sorpreso.

Ma soprattutto sconcertato, riconoscendo in Elizabeth la donna con cui ha condiviso le notti di passione che hanno portato alla nascita di Louise.

E in lei vede il ritorno del suo poco edificante passato.

Invitata ad andarsene dalla propria casa, la giovane però non cede alle richieste di Charles.

 

Irremovibile, è ben decisa a continuare nel compito che le è stato affidato.

Ovvero educare e insegnare a leggere e scrivere a quella bimba difficile, creatura non controllabile da alcuno.

E tanto meno da un padre esacerbato e inadeguato alla fioritura psicologica di sua figlia.

L’istinto materno, connaturato in Elizabeth, la spinge a intervenire con dei “no” secchi e decisi, al fine di frenare l’aggressività della piccola.

Coniugando così il suo sentimento di madre con imposizioni a cui Louise non vuole sottostare.

 

Ma nel tempo, fra Elizabeth e la figlia si sviluppa una originaria alchimia che avvicina le due.

“Mi obbedirai… non dovrai alzarmi la voce, né mancarmi di rispetto, perché ho autorità su di te…”

 

Così l’istitutrice si rivolge alla ragazzina, mentre, strisciante e subdola, fra i due protagonisti si insinua la passione, sopita per molti anni, ma che nuovamente li conduce a dividere il letto.

Seppur in maniera furtiva.

Ed è fra vicende familiari alterne e controverse, dove l’aspetto sentimentale ed emotivo supera di gran lunga quello razionale, che il film giunge al termine.

 

Con una conclusione che soddisfa completamente lo spettatore.

Complice la brumosa e gelida ambientazione inglese, Firelight è pellicola che si fa apprezzare pacatamente.

Tale da permettere alla platea di emozionarsi.

Partecipando vivamente all’unione che trascina i due amanti in un vortice di impulsi incontrollabili.

Oltre che film di passione, Firelight è pellicola d’amore per definizione, che si palesa soprattutto nel ricongiungimento della madre con la figlia.

Ma non solo film d’amore Firelight.

Il film si fa anche interprete di un messaggio ben preciso, a proposito della questione femminile.

 

Messaggio che evince dall’intenso e difficile rapporto che Elizabeth, in veste di istitutrice e di genitore, stabilisce con la propria figlia.

Ed è in un dialogo quanto mai significativo che la giovane mamma esplicita il proprio innovativo e moderno pensiero.

Ovvero, che per una donna la vita è difficile se non ha gli strumenti necessari per affrontare la realtà.

L’istruzione è fra quelli fondamentali.

 

“Io non sono una serva, sono una prigioniera, e lo sarai anche tu quando crescerai. Si chiuderanno i cancelli intorno a te soltanto perché sei una donna.”

” Se ti sposi tutto quello che possiedi diventerà proprietà di tuo marito, se non ti sposi tutto ti sarà precluso tranne una cosa, e cioè una vita di solitudine e umiliazione.”

” Ti metteranno sotto chiave, ma una porta che non possono imprigionare è la tua mente. Per questo io voglio insegnarti a leggere…”

 

Sono queste le parole, quanto mai accorate, che Elizabeth indirizza alla figlia, in nome della conoscenza che la madre vuole trasferirle.

In quanto, secondo Elizabeth il sapere è un tramite per ottenere pari diritti al genere maschile.

Perché avere consapevolezza della propria condizione di donna, è determinante per crescere in maniera sana.

 

Perché una donna ignorante, intesa ovviamente come una persona all’oscuro di ciò che accade intorno a lei, non può avere consapevolezza alcuna.

In quanto vittima di se stessa prima che di un uomo.

Inoltre, il film mette in luce un altro aspetto caratteriale: la caparbietà.

Elemento che può anche assumere una valenza non propriamente positiva.

Ma è invece un aspetto determinante di ogni individuo.

 

Aspetto però difficile da esternare per una donna, tenendo conto delle arretrate condizioni femminili di metà ‘800.

 

Perché credere nella propria professionalità ed esercitarla con determinazione, come ha fatto la protagonista, offre al genere femminile opportunità che sopperiscono alle umiliazioni che spesso una donna è costretta a subire.

Soprattutto in un contesto sociale come quello raccontato nel film.

Firelight è film ricco di dialoghi profondi che portano avanti la storia senza alcun calo di tensione, ed è confezionato in maniera eccellente.

Ha inoltre il pregio di servirsi dell’interpretazione di attori intensi e calati alla perfezione nel ruolo che il regista ha affidato loro.

In primis, Sophie Marceau.

 

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