“Farfalle” di Adriana Valenza

 

“Farfalle” di Adriana Valenza

Recensione di Franca Adelaide Amico

Valenza

 

Il viaggio è in verticale.

È il viaggio di Enea, quello di Ulisse, il viaggio di chi scende negli abissi dell’Io più profondo per riemergere nella Luce della Rinascita.

È un viaggio in verticale, quello di Adriana Valenza, dalle tappe faticose, dolorose; dalle piccole e grandi verità conquistate grazie all’entusiasmo e allo stupore del Bambino Interiore cui fa appello la nostra poetessa e che è presente in ogni essere umano.

Le donne, inoltre, che occupano un posto non indifferente, nella silloge, sono tenere e forti, dall’animo combattuto ma mai sconfitto  (Donna, Ritorni, Del mare, Per te) partecipi anche loro, tuttavia, del “male di vivere”.

Nei versi della silloge dal titolo “Farfalle”, c’è il peso lacerante delle umane macerie interiori, eppure, malgrado tutto, le ferite e le lacrime generano farfalle.

Farfalle leggere ed effimere eppure così belle.

Cosa rimane, dopo tanto cammino?

Rimangono “Tre rose”.

E il simbolo conta più della parola.

Perché la parola è mero strumento e ogni poeta sa che l’anima parla, sì, attraverso le parole ma, ad un tempo, le trascende.

Ed è così che il verso, disperatamente, violenta quasi se stesso per andare oltre, nello sforzo di dire l’indicibile.

Adriana Valenza, giunta al capolinea del suo viaggio, non ha bisogno più di “stoici coraggiosi”, né di “epicurei voluttuosi” perché il senso è “quel seme interrato, dimenticato pure dai corvi” (Il seme della felicità).

E così, la nostra poetessa, raggiunge la meta: la verità è nelle piccole cose, da ricercare e meritare come dono prezioso, attraverso il velo delle lacrime.

Perché Adriana Valenza sa che compito di ogni poeta è quello di spogliare le “maschere”, scoprire “l’arido vero” e, attraverso la catarsi del dolore, librarsi in volo nella dimensione dell’Infinito.

 

Sinossi

Il libro “Farfalle” è una raccolta di componimenti poetici della poetessa nissena Adriana Valenza e deve il suo titolo alla suggestione di alcuni versi della grande poetessa Alda Merini (Ma da queste profonde/ ferite usciranno/ farfalle libere) proprio perché, secondo l’autrice, la poesia può rappresentare un mezzo per sanare le ferite e per ricomporre le anime in frantumi in una palingenesi dal dolore.

Come recita Il pianto del poeta, questa raccolta è una catartica creazione: la parola è la misura del pensiero, della ragione e della comprensione, è il canto armonioso del cuore, dei suoi aneliti, delle illusioni e delle speranze, del dolore, dell’uomo nell’interezza del suo essere.

La poesia nasce e compenetra profondamente i reconditi meandri dell’animo, seguendo le orme e i passi dell’umano sentire, dell’umano vagare tra l’ appartenenza amara alla Sicilia e il senso di speranza che la nostra poetessa sente aprirsi dinanzi alla percezione ondivaga dell’infinito.

La raccolta “Farfalle” stimola e induce a più letture e a ri-letture: è un viaggio dell’anima, di cui la nostra autrice indaga il divenire dei sentimenti come un ciclico vagare, la complessità spesso silenziosa e tessuta di incomprensione dei rapporti umani, la forza coraggiosa del rifiorire.

Conduce, inoltre, in un percorso di paesaggi: con descrizioni cromatiche di intensa vitalità, tattili quasi e percepibili dai nostri sensi affascinati da una lingua curata, ricercata e faconda.

I luoghi sono metafore della delusione, del dissidio e della lacerazione in cui mai, tuttavia, si spegne la fiamma sottile della vita; sono i luoghi del sempre che raccontano di topoi umani, di illusioni irrealizzabili, condizioni inesistenti, chimere immaginifiche.

Le poesie qui raccolte, che possono essere anche lette attraverso i loro simboli, sono pitture, idilli, nature plurime, opime di riflessi nell’animo, fotografie e immagini nitide nei suoni, nei colori, nell’eco sussurrata e chiara dei versi.

Ciascun lettore potrà compiere della raccolta non una lettura, ma più letture: andare linearmente dalla prima poesia all’ultima, assaporando il percorso di creazione della nostra autrice, l’uso sapiente della lingua e del lessico, una sintassi asciutta, mai ridondante, che sa vestire e connotare i sentimenti senza artificio alcuno.

O, ancora, il lettore può leggere per argomenti, capitulatim, per elezione e giammai sarà tradito nelle aspettative, in quanto ogni pagina apre varchi a prefigurazioni che inducono a riflessioni profonde e intime.

Potrà, insomma, muoversi tra i vetri rotti di una poesia in cui si specchia l’animo umano con la sua fragilità e la sua forza.

 

Titolo: Farfalle

Autore: Adriana Valenza

Edizione:  CreateSpace Independent Publishing Platform, 2016

Link d’acquisto:

https://www.amazon.it/Farfalle-Adriana-Valenza/dp/1539089177/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1479118639&sr=8-1&keywords=farfalle+valenza

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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