Intervista ad Antonia Romagnoli, autrice de “Il libertino di Hidden Brook”

Intervista ad Antonia Romagnoli,

autrice de “Il libertino di Hidden Brook”

di Emma Fenu 

Il libertino

Da pochi giorni edito, ed è già un successo.

Mi riferisco a Il Libertino di Hidden Brook, ultima fatica letteraria di Antonia Romagnoli, scrittrice prolifica e poliedrica, capace di trasportare il lettore a spasso nel tempo e nello spazio, coinvolgendone mente e cuore.

Oggi ho il piacere di intervistare, per una seconda, ma sicuramente non ultima, volta, la “nostra” Antonia, membro dello staff di Cultura al Femminile e creatrice del sito che ora ospita i nostri articoli. 

Benvenuta Antonia, oggi in veste di ospite del salotto di cui sei l’arredatrice.

Ciao, Emma, e grazie per questo spazio! Devo dire che è sempre un po’ strano cambiare ruolo… ma mi siedo e mi metto buona. Niente grafica, prometto.

La neve per Natale però la mettiamo!! Due renne in home? Ok torno seria.

Certo che sì: neve, due renne e una bella Befana (mi presto io per la parte!).

Torniamo a noi, anzi noi; chi sei oggi? Cambi, ti evolvi?

Sono una donna alla ricerca di sé.

Dire questo è dire tutto e niente: quello che sto facendo è un percorso difficile, per affrontare problemi che da molti anni mi stanno rubando il gusto della vita.

Sto imparando a convivere con la bimba spaurita che c’è in me. Sto imparando a consolarla.

Cosa ti rende felice?

In tutti questi anni, vissuti nell’ombra grigia della depressione, felicità, paura e dolore sono stati legati da un filo invisibile ma tenace: non c’è stata mai felicità che non fosse soffocata da oscure oppressioni.

Le gioie più grandi, vedere i miei figli nascere e crescere, vedere il sorriso dei miei cari, sono sempre stati accompagnati dal terrore e dalla certezza che tutto non fosse che un istante.

Mi rende felice scrivere, è come il salvagente che mi impedisce di annegare nella marea in cui sono perennemente immersa.

Forse mi rende felice perché mi fa assaporare una temporanea… immortalità.

Una boccata d’aria fra una bracciata e l’altra.

Qual è la tua più grande paura?

Risposta non facile.

Mi verrebbe da dire che ho paura di tutto, ma nel mio percorso in salita comincio a capire che di paura ne ho una sola, legata al perdere gli affetti.

Ho sempre il terrore di non meritare le persone che ho vicino, di rischiare di perderle da un momento all’altro.

Cosa cerchi nella scrittura? E trovi quello che cerchi o resti sorpresa?

Resto sempre sorpresa, quando i personaggi cominciano a viaggiare da soli.

Nella scrittura cerco me, ma cerco soprattutto comunicazione col lettore.

Ho scelto di trattare la vita con levità, nelle mie opere.

Con levità, ma non con leggerezza: vivo anche troppo immersa nella sofferenza per voler entrare in altro dolore scrivendo e preferisco regalare a me e a chi legge sorrisi, che sono il dono più grande che possiamo fare a chi ci circonda.

Ecco, vorrei arrivare a scrivere abbracci e sorrisi.

Vorrei che le mie pagine facessero sentire meglio chi legge, portando sollievo.

Cosa si intende per libertinaggio?

Il libertino è un po’ un pirata delle relazioni sociali e, come i pirati, i libertini rispondono a un codice morale del tutto personale; non necessariamente sono esseri privi di etica.

L’epoca Regency, in cui ho ambientato le mie storie, è un periodo di fermento culturale: ai rigidi precetti morali dettati dalla religione si contrappongono le nuove libertà illuministiche, il nuovo modo di guardare ai moti dell’animo umano del romanticismo.

In questo scontro di ideali e culture spiccano le figure dei libertini, condannati dai benpensanti, ammirati dalle mentalità moderne.

Figure che oggi ci appaiono piene di fascino.

Il libertino

Cosa si intende, invece, per libertà?

Mi piacerebbe avere un aforisma pronto, ma non mi vengono mai al momento giusto!

Essere liberi, in una società come la nostra, in cui abbiamo la fortuna di non subire costrizioni politiche e sociali, ha un significato più profondo, interiore.

È la capacità di agire secondo coscienza e di essere coerenti con se stessi. Una libertà difficile da raggiungere. È saggezza.

Di che colore è, a tuo avviso, l’amore? È rosa?

L’amore non lo associo tanto a un colore, quanto a un profumo.

Ogni amore ha un suo aroma, un suo colore. Come un profumo ha note di testa, di cuore e di fondo.

L’amore vero è quello che rimane con te sempre, che ha note di fondo indelebili. 

Esiste un uomo ideale, almeno in letteratura?

L’uomo ideale esiste, e io l’ho sposato!

Si chiama Mr. Darcy e viviamo insieme a Pemberley!

Concedimi, infine, un viaggio nel tempo. Portami nell’epoca Regency: dove siamo sedute? Come siamo vestite?

Ti porto con me a Hidden Brook, dove Mr. E Mrs. Lennox, sorprendendo amici e parenti, hanno deciso di passare il Natale.

Il libertino

Erano attesi a Londra, per la Piccola Stagione, ma amano così tanto la loro casa di campagna che hanno deciso di restare fin dopo le feste.

Nel salotto il camino è acceso e il fuoco scoppietta allegramente.

Anche se fuori è già buio e la nebbia sale dai campi, qui c’è sempre una sensazione di calore.

Saranno i mobili un po’ fuori moda, i tappeti spessi e a tinte vivaci, sarà la perenne allegria che c’è fra queste mura?

Mrs. Lennox, sta versando il tè e il profumo della bevanda si mescola a quello dei dolci appena sformati, poggiati in un vassoio sul tavolino. 

Ti farei sedere sul divanetto accanto al camino, ma è occupato…

“State dicendo che sono scortese?”

“No, Lady Erinni. Solo ingombrante!”

Ecco, deve prendere sempre lei il centro della scena. Con il suo turbante rosso, coperto di piume, prima o poi andrà a fuoco, vicina come sta alle fiamme.

Per fortuna noi siamo più discrete, à la page: i nostri abiti sono delicate e sottili vesti in stile impero, ci teniamo calde con grandi scialli in lana.

Noi in tinte pallide, lei, Lady Erinni, in una tonalità di giallo che oggi chiameremmo “semaforo”.

Mrs. Lennox ti porge una tazza, con un sorriso, che si illumina ancor di più quando, alle sue spalle, sente la voce del marito.

Jared, il libertino di Hidden Brook, sta entrando proprio ora.

Il libertino

Perdonami, mi sono lasciata prendere la mano. Succede sempre quando zia Erinni vuole un tè.

Perdonami tu, ora ti lascio, Jared è un tipo troppo interessante, non posso non approfondirne la conoscenza!

 

Sinossi

Inghilterra, 1805.
Come sarà fatto un libertino? Un “vero” libertino?

È questo che Victoria si domanda, dopo anni di letture proibite in collegio, quando scopre che, insieme a lei, nell’avita dimora dei Killmore, è ospite Jared Lennox, fratello di suo cognato e famigerato libertino londinese.

Ferito in un duello, il giovane è praticamente segregato nelle sue stanze… che male ci potrebbe essere nel raggiungerlo di nascosto, giusto per dargli una sbirciatina?

Quella che doveva essere una piccola bravata senza conseguenze è solo l’inizio di una serie di equivoci e malintesi che sembra condurre la coppia, passo dopo passo, verso un inesorabile altare.

Ma sarà poi così sgradevole, per i due, l’idea di un matrimonio riparatore?

Sotto lo sguardo vigile della formidabile zia Erinni, determinata a separare ciò che Dio non ha ancora unito, se da lei ritenuto inadeguato, fra passioni, tradimenti e intrighi, quello di Victoria e Jared sarà un percorso verso la reciproca conoscenza, ma soprattutto verso una crescente consapevolezza di sé.

Un racconto d’altri tempi. Una storia d’amore fuori dal tempo.
Una zia che tutti vorrebbero avere.

 

Titolo: Il libertino di Hidden Brook
Autore: Antonia Romagnoli
Editore: A. R. S., 2016
link d’acquisto:

https://www.amazon.it/Il-Libertino-di-Hidden-Brook-ebook/dp/B01N02WAI3/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1479546986&sr=1-1&keywords=il+libertino+di+hidden+brook

 

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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