“Acuto” di Carla Magnani

“Acuto” di Carla Magnani

recensione di Giulia La Face

"Acuto" di Carla Magnani

“Acuto” di Carla Magnani

Ci sono vite rutilanti, incapaci di essere una sola e che si replicano per eccesso di vitalità e coraggio. Ci sono vite, al contrario, che rifuggono dal centro della vita stessa, che si lasciano vivere, rifiutando il cambiamento, la provocazione, le svolte. Che allontanano la possibilità del  lasciarsi andare a passioni, amorose o intellettuali.

In “Acuto” Elisa è la protagonista di questa esistenza blindata, messa al riparo, una vita che per scelta non è mai decollata, ma rimasta nel solco della pace e della tranquillità. La storia è narrata al presente, in cui Elisa è ormai sposata con figli e nipoti.

La incontriamo durante un soggiorno familiare e consueto al mare, dove tutto fila liscio secondo binari stabiliti molto tempo prima. Con lei la sorella Ester, di temperamento opposto, che attraverso una telefonata sconvolgerà la vita di Elisa.

La protagonista riceve una notizia che aprirà la diga dei ricordi in un fiume inarrestabile. Ester le comunica che una persona del passato, a lei cara, Marco, è sul punto di morte e chiede di poterla rivedere.

Per Elisa, che ha scelto una vita priva di grandi emozioni ma sicura e su binari di prevedibilità, significa aprire lo scrigno dei ricordi.  Accetta, piena di paura, ma cosciente di non poter fare diversamente, di partire per reincontrare quello che era stato in gioventù il suo ragazzo.

Questo consente il flusso dei ricordi, un passato in cui Elisa ed Ester erano studentesse universitarie a Pisa, durante gli anni caldi delle proteste e della contestazione, da ’68 al ’72.

Elisa ripercorre la sua vita di allora. Aveva respirato a fianco degli eventi che non aveva voluto vivere in prima persona, lasciando alla sorella il ruolo di ribelle e contestataria.

Elisa rivede e ci porta nella storia di quegli anni, ripercorre gli eventi significativi di quel periodo. Periodo a  cui assiste quasi distante: il movimento studentesco, le lotte sindacali degli operai, la strategia della tensione E ancora: Pinelli, Valpreda, Piazza Fontana, le rivendicazioni femministe. Fino all’epilogo che virò verso la lotta armata.

Elisa osserva contrariata un mondo che intorno agisce e si ribella, desiderando restarne fuori, senza coinvolgersi. Anela invece a una  vita tranquilla, quella  tracciata dalla sua famiglia e in special modo dal padre.

L’incontro con Marco, che invece appartiene a quel mondo di lotte e di ribellione. Rappresenta l’amore. Eppure Elisa sceglierà, in nome della tranquillità, di abbandonarlo per fare altre scelte.

Le immagini e le storie che Elisa rivive nella memoria, aprono una breccia nel flusso dei  suoi ricordi e delle sue emozioni. E finisce per   accettare di rivedere il suo ragazzo di allora, ormai prossimo alla fine.

Saranno tre giorni in cui Elisa finalmente accetterà di vivere la passione e le emozioni che si è preclusa per tutta la vita, rinascendo dentro di sé , alla vita stessa.

“Mi chiedevi se la mia vita sia stata felice. Ebbene, non  mi azzardo a definirla tale, sarebbe forse troppo impegnativo, piuttosto penso sia più appropriato considerarla “borghesemente tranquilla”. L’ho resa priva di ogni “acuto”, come mi ha detto più volte Ester”

Seppure Marco sia condannato, Elisa si apre all’amore. Quell’amore che sempre aveva rifiutato di vivere in nome di una tranquillità più simile alla resa. Coglie l’occasione di arricchirsi e scoprirsi nuova, perdendo le antiche paure che le avevano precluso una esistenza piena.

Sulle rive del mare Marco ed Elisa riannodano i fili di una vita non vissuta, riuscendo a coglierne tutto il miele, tutto il sapore, tutta la bellezza che non avevano potuto vivere a causa delle scelte di Elisa.

“A volte i pensieri fanno un rumore assordante e Marco sembrava essersene accorto. Piano, quasi timoroso di quanto stava per dire, le sussurrò all’orecchio:”Guarda quell’ombra sulle parete, non ti ricorda un libro aperto? Sembra un invito a scriverci la nostra storia. Quella che è stata, quella che poteva essere, quella che è”.

Il racconto si snoda come una lenta melodia che via via si fa più intensa nei toni e raggiunge l’acuto, il canto supremo che Elisa decide finalmente di cantare.

Il romanzo ci regala il percorso interiore di una donna, tra passato e presente. Una donna che si risveglia, attraverso la comprensione, il ricordo, l’inevitabilità delle emozioni che tracimano dopo anni di compressione.

La ricchezza della vicenda interiore di Elisa, si intreccia con la figura della sorella Ester e con Marco. Ester,  ribelle e sognatrice,  da adulta usa la sua autonomia per diventare una donna in carriera, brillante ma sola. Marco, morente e innamorato,  offre un grande afflato di poesia.

  A loro si aggiunge un pezzo della Storia italiana così poco raccontata e che affianca e conduce la vita di tutti i protagonisti, ognuno nel suo percorso e nelle sue scelte.

L’arrendevolezza di Elisa verso una famiglia dai rigidi precetti borghesi, fa soffrire, mentre la vita le scorre davanti.  L’incontro con Marco ce la restituisce viva e capace di vivere, liberando il senso di perdita e di inutilità che trasmette.

Si torna dalla lettura di questo romanzo con un fiore tra le dita e la speranza che ognuno non dovrebbe mai perdere.

 

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“Acuto” di Carla Magnani – Sinossi:
Elisa ha una vita invidiabile, tranquilla, avvolta dalle granitiche certezze che è riuscita a costruirsi negli anni. Ma una telefonata da oltreoceano cambia tutte le carte in tavola. Elisa è costretta a fronteggiare un passato che pensava di aver sepolto, gli anni dell’università, il Sessantotto a Pisa e… Marco. Dopo aver affrontato le sue più grandi paure, la protagonista sarà davvero pronta a mollare il salvagente e lasciarsi trasportare dalla corrente? Una storia di forza e di coraggio tutta al femminile, dagli anni Settanta ad oggi.

 

Autore: Carla Magnani
Titolo: Acuto
Casa Editrice:Edizioni Gilgamesh
Data uscita: maggio 2015
Pagine: 160

giulilaface

Lettrice compulsiva e onnivora da sempre, mi piace ascoltare le storie altrui e scriverne. Viaggiatrice per bisogno, madre e moglie per scelta, canto per passione, lavoro come educatrice e counselor .Ma appena posso mi immergo nella musica e nella ricerca di poesia e di immagini. Adoro cucinare. Per questo invito spesso amici a condividere nuovi piatti e sapori. Ma è nella solitudine che mi ritempro e incontro tutti i miei pensieri.

2 commenti:

  1. Analisi profonda di una crisi di identità che può cogliere quando la vita ci interroga su quali siano davvero i valori di riferimento.
    Una sana e tranquilla esistenza all’ombra di un falso benessere o la Vita, quel richiamo forte all’individualità e alla responsabilità?
    Elisa, posta di fronte all’inevitabile, sceglie di vivere.
    Perché non è mai troppo tardi.

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