“Hallelujah” di Altea Alaryssa Gardini

“Hallelujah” di Altea Alaryssa Gardini

Hallelujah
Gregory

Quando mio padre la portò in casa nostra, non avrei mai creduto che il pensiero di lei sarebbe diventato il mio chiodo fisso. Nuotavo nei suoi occhi ma, quando la guardavo, non riuscivo a trovare una mia immagine riflessa. Quella ragazza era un mistero che volevo avere, non mi interessava svelarlo, desideravo solo tenerlo accanto a me.

Non fu facile avvolgerla tra le mie braccia, mi sfuggiva come un gatto che non permette a nessuno di accarezzarlo. Viveva arrotolata su se stessa davanti al camino e non lasciava che la guardassi: era così bella, disarmante e lontana come la luna.

La notte che riuscii a coglierne i raggi luminosi stava nuotando nel lago, ignorando il freddo. Non poteva avermi notato mentre mi ero perso rimirando le increspature dell’acqua che le si muovevano intorno al corpo flessuoso come se fossero un abito: era vestita di acqua e stelle.

Credevo di non essere visto ma mi sbagliavo, quella notte mi permise di stringerla tra i sospiri dell’alba che ci avrebbe illuminato il mattino dietro ai monti.

Ho sentito che c’era un accordo musicale segreto

che Davide suonò e che piacque al Signore

ma non ti importa molto della musica, vero?

Well I’ve heard there was a secret chord

That David played and it pleased the Lord

But you don’t really care for music, do you?

 

Ariel

C’è qualcosa di strano nell’aria quando conosci qualcuno da tutta la vita e, all’improvviso, ti accorgi della linea sinuosa che forma il contorno delle sue labbra. Non so quando ne ebbi la prima percezione, forse a colazione oppure in uno dei tanti momenti in cui l’ho visto voltarsi per prendermi la mano. Abbiamo passato insieme tutta la nostra infanzia e ad un tratto non era più un bambino, ed io? Ero cresciuta io?

Continuavo a percorrere quella linea, immaginando di seguirla con il mio indice mentre respirava addormentato: non avrei dovuto entrare in camera sua. Non avrei dovuto guardare mentre si toglieva la camicia dopo la nostra ultima gita a cavallo. Non avrei dovuto ma non riuscivo a distogliere lo sguardo.

beh, funziona così

il quarto, la quinta, il minore abbassa, il maggiore alza

il re confuso compose l’Hallelujah

Well it goes like this

The fourth, the fifth, the minor fall and the major lift

The baffled king composing Hallelujah

 

Frantz

Avevo cercato di calmare le mie mani mentre pensavo al regalo che le avrei dato per il suo compleanno, ci avevo provato fallendo. Continuavo ad accarezzare le curva di quello strumento pensando a quel giorno: era mattina presto, la bruma non si era ancora diradata, avevamo deciso di uscire a fare una passeggiata a cavallo. Non sarebbe stata una giornata strana se lei fosse stata una di quelle donne che cavalcano senza compiere colpi di testa. Il suo cavallo l’aveva catapultata in una pozza fangosa e, senza pensare neanche un attimo, ha chiesto la mia giacca e poi si è voltata togliendosi la sua e la camicia.

Non c’era stata nessuna malizia nel suo atteggiamento avventato ma, ora, accarezzavo il violino che le avevo comprato e non potevo smettere di rievocare la curva delle sue spalle e la linea della schiena che, quel giorno, ho seguito più volte baciandola con gli occhi.

Non credevo di poterle consegnare il regalo. Avrei voluto rimanesse mio per rifugiarmi in quel pensiero.

Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah

Beh la tua fede era forte, ma avevi bisogno di una prova

l’hai vista fare il bagno sul tetto

la sua bellezza e la luce della luna ti abbattevano

Well your faith was strong but you needed proof

You saw her bathing on the roof

Her beauty and the moonlight overthrew ya

Rairi

Mi piaceva girare per la città in cerca di qualcosa di bello, volevo stare in mezzo alla gente a respirare vita: stavo assaporando, quanto più potevo, quella leggera brezza che era sparita dalla mia essenza.

Quando ho sentito quella voce nella folla non ho resistito; il suono mi aveva preso ed avviluppato tra le sue spine lacerandomi le carni: desideravo lasciarla entrare e volevo le sue labbra ad alleviarne le sofferenze.

Amavo vederla priva di vergogna mentre, senza vestiti, mi portava la colazione. La sua pelle profumava di rugiada ed era così fresca da far bruciare la mia. Ho permesso che la sua presenza mi lacerasse la pelle ma non le ho mai concesso di vedere il mio cuore; solo una volta le ho aperto la porta per poi richiudergliela in faccia subito dopo. Non potrò mai dimenticare il suo sguardo mentre teneva le sue labbra tra le mie e tratteneva le sue mani sul mio petto, prendendo quel poco calore che potevo darle.

lei ti ha legato alla sua sedia della cucina

e ha rotto il tuo trono e ti ha tagliato i capelli

e ti ha cavato dalle labbra l’Hallelujah

She tied you to her kitchen chair

And she broke your throne and she cut your hair

And from your lips she drew the Hallelujah

Alaryssa

Era una roccia dura da scalfire, mai un cedimento o un passo falso. Facevamo l’amore e lui mi teneva distante come se non potessi varcare quel tempio chiuso e abbandonato.

Sapere cosa lo tenesse lontano non migliorava la situazione e mi ripromettevo, tra un bacio e un altro sospiro, che un giorno mi avrebbe amata: in fondo non era amore la passione che provava tenendomi stretta a lui in quella maniera così voluttuosa?

Io volevo lui e lui voleva me ma quelle lenzuola calde non bastavano a scaldarci. Eravamo due falene che bruciavano nella luce lasciando solo polvere ai loro piedi.

Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah

Ma tesoro io sono già stato qui

ho visto questa stanza e ho camminato su questo pavimento

sai, vivevo qui da solo prima che ci conoscessimo

But baby I’ve been here before

I’ve seen this room and I’ve walked this floor

You know, I used to live alone before I knew ya

 G.

Mi aveva detto che avrebbe aspettato nel mio appartamento, si sarebbe fatta un bagno e, probabilmente, avrebbe letto un libro. Mi aspettavo di riuscire a sbrigare in fretta i miei doveri ma mi ero aggrovigliato nel profumo dei suoi capelli, stavo usando il suo profumo come una coppa da cui bere per indugiare su quello che stavo facendo: volevo vederla di nuovo ma stavo pregustando il momento in cui sarebbe avvenuto.

Era entrata nella mia vita solitaria dalla porta d’ingresso: l’avevo accompagnata io stesso, tenendola per mano e stringendole la vita con l’altro braccio. Si era lasciata condurre e ora si muoveva tra le mie cose mentre io non potevo guardarla, si sarebbe spogliata e si sarebbe immersa nella vasca dove io soppesavo i miei pensieri, ed ora, la stessa acqua stava accarezzando la sua pelle di porcellana; si sarebbe rivestita sedendo sulle coltri del letto che, tutte le notti, accompagnavano i miei sogni in luoghi dove lei appariva tra le stelle. La immaginavo mentre si legava i lunghi capelli castani in una treccia morbida che le sarebbe ricaduta sulle spalle, le stesse che accoglievano i miei sguardi, i quali inducevano spesso, sulla fossetta alla base della sua gola.

Non riuscivo a respirare: dovevo raggiungerla.

ho visto la tua bandiera sull’arco di marmo

ma l’amore non è una marcia di vittoria

è un freddo e un grave Hallelujah

And I’ve seen your flag on the marble arch

And love is not a victory march

It’s a cold and it’s a broken Hallelujah

Alaryssa

Mi hanno insegnato che questa doveva essere una gara. Solleticare l’attenzione, stuzzicare la sua curiosità ed intrappolare la sua mente. Non sono mai stata brava nei giochi, perdo ogni singola volta e spesso mi ritrovo intrappolata in una ragnatela che io stessa ho contribuito a tessere.

Ho dimenticato cosa dovevo fare il giorno in cui lui ha spezzato la mia corazza. Non era previsto che mi mostrasse l’uomo dietro alla finestra oscurata dalle onde del mare, non mi sarei aspettata che gettasse lo scudo e mostrasse il suo punto debole: sono annegata il giorno che mi ha baciata tra il cielo e la spuma dell’oceano. Ricordo quel giorno e tutte le mattine che seguirono assaporando i suoi baci dormienti sulle mie labbra; rivivo ogni istante svegliandomi con i suoi capelli biondi intrecciati alle mie dita, lo guardo dormire con la testa sul mio ventre e le braccia attorno alle mie cosce.

Noi contro le onde e siamo il mare. Eravamo due naufraghi quando ci siamo incontrati e la notte in cui sono entrata nel suo letto siamo stati la preghiera del mondo, ebbri l’uno del sapore dell’altro.

Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah

forse c’è un Dio lassù

ma tutto ciò che ho imparato dall’amore

Era come sparare qualcuno che ti ha colpito per primo

Maybe there’s a God above

But all I’ve ever learned from love

Was how to shoot somebody who outdrew ya

Rairi

Ci eravamo conosciuti per caso. Facendo lo stesso lavoro può capitare di incontrarsi spesso ma non ci eravamo mai visti prima di allora. Sapevo che, prima o poi, avrei conosciuto qualcuno che mi capisse, a cui non avrei dovuto spiegare, e lei mi capiva così bene da spaventarmi.

Aveva quello strano modo di guardarmi negli occhi, possedeva uno di quegli sguardi in cui l’unica cosa che puoi fare è lasciarti accarezzare, trasportare e prendere: lei non chiedeva il mio permesso, prendeva ciò che era suo. Il mio viaggio è stato lento, intenso ed è finito tra lenzuola arrotolate intorno ai nostri corpi e sulle sue labbra che giocavano con il mio nome rotolandolo sui sospiri come si fa con le caramelle. Mi sono perso e non mi sono più alzato da quel letto che profumava di miele e di lei.

Ma ora, purtroppo, non sei più tra noi.

non è un pianto quello che senti di notte

non è qualcuno che ha visto la luce

è un freddo e un grave Hallelujah

And it’s not a cry that you hear at night

It’s not somebody who’s seen the light

It’s a cold and it’s a broken Hallelujah

 Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah

 

 

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