“Cara me stessa” di Marina Fichera

“Cara me stessa” di Marina Fichera

Contest Lettere al Femminile

cara me stessa

Milano, 18/07/16

Cara Me Stessa,

Quella di ventitré anni fa, quando mi sono laureata, volevo scriverti per dirti che non ce l’ho con te, al contrario. Anche se a volte penso tu sia convinta che non sia vero, sappi che per me tu sei stata una parte necessaria e importante della mia vita. E per questo te ne sono grata.

Ti ricordi com’eri?

Capelli lunghi e talmente neri da avere le sfumature dei mille riccioli  blu e un’ambizione enorme. Rampante rampolla degli anni ’80 sognavi una Maserati, un cavallo e una villa in Toscana.

Per avere ventiquattro anni e una prestigiosa laurea in tasca quanto eri ingenua!

Il mondo del lavoro non è affatto come pensavi, ci hai messo anche troppo a capirlo, ma va bene così. Gli errori sono crescita, le cadute conquiste. Ora lo sai.

Quante cose sono cambiate in tutti questi anni, Cara me stessa, te ne sarai resa conto anche tu. E son certa che sono cambiate in meglio, anche se non ho una Maserati, né il cavallo o la villa. Ho solo una me stessa che spera di aver capito cosa conta nella vita. Ho solo tanti viaggi fatti, tanti libri letti e tante cadute.

Ti guardo e sorrido. Sorrido alla tua ricerca di perfezione che mi ha, ci ha, “rovinato la vita” per così tanto tempo. Ora so che il lusso dell’imperfezione non ha prezzo e me lo voglio godere tutto.

Ora so chi sono e questo non me lo toglierà nessuno, anche se ho i capelli corti e ingrigiti e la mia ambizione è solo quella di cambiare vita.

Ma ora cambiare non è scappare. È voler dare un significato diverso alla mia vita, fare qualcosa per cui valga la pena di vivere, anche se non so ancora esattamente cosa, né so dove mi porterà questa strada. Vago in cerca di risposte, e questa incertezza mi rincuora e mi dà la forza per credere ancora in un futuro imperfetto e luminoso.

Cara me stessa ora ti saluto, vado a dormire, tu cerca di star bene.

Sorridi e il mondo ti sorriderà, è l’unica cosa di cui son certa,

Con immutato affetto

M.

 

Maria Cristina Sferra

Maria Cristina Sferra, giornalista professionista e graphic designer. Insaziabile lettrice, scrive per lavoro e per passione. Autrice indipendente, ha pubblicato il romanzo “A mezzogiorno del mondo (una storia d'amore)”, la silloge poetica “Il soffio delle stagioni”, la raccolta di racconti rosa "L'amore è una sorpresa".

2 commenti:

  1. Cara Marina, scrivere a se stessi fa bene. Aiuta a conoscersi meglio, a risolvere problemi che, nel tempo, rischiano di toglierci la gioia di vivere. Fa bene al corpo e allo spirito credere che si possa scegliere di cambiare le cose che ci appesantiscono l’esistenza. Spesso basta soltanto il proposito di poterlo fare improvvisamente, un giorno qualsiasi e in un momento qualsiasi, per restituirci nuova carica vitale. Quando riacquistiamo la gioia del vivere quotidiano, ritornano l’entusiasmo, la passione, il coraggio di affrontare gli imprevisti. Si ha la sensazione della rinascita, non importa se le tempie sono venate di grigio sono venati di grigio e la pelle è tagliata dalle rughe.
    Ti auguro un felice risveglio.
    Lucia

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