“La Mustang rossa” di Elisabetta Villaggio

“La Mustang rossa” di Elisabetta Villaggio

Recensione di Emma Fenu

Mustang

Una Mustang rossa sfreccia per una Los Angeles di fine anni ’80, città cosmopolita e multietnica che a volte profuma e a volte puzza, ma non esibisce mai fiori veri.

Alla guida c’è Alex, che inclina la testa all’indietro, socchiude gli occhi dal taglio all’ingiù, per schermali dal vento, e ride con voce roca e gutturale, mentre i capelli biondi e sottilissimi disegnano intrecci nell’aria.

È una producer di video musicali, o meglio, un’aspirante tale,  grazie ai soldi elargiti dal padre.

Accanto a lei, sul sedile del passeggero, è seduta Maria, piccola e mora, messicana illegalmente in America, madre single di due bambini, che lavora presso la mensa degli Studios.

Hanno la stessa età, le donne, sono quasi trentenni, e questo pare essere l’unico elemento che le unisce. Eppure, non è il solo, anche se è un connotato importante.

Nel romanzo di Elisabetta Villaggio, La Mustang rossa, sono raccontati vari personaggi che si avvicinano all’età dei bilanci e a quella torta con trenta fuochi che sa fare domande dirette:

Che ne hai fatto della tua vita?

Sei un fallito o un vincente?

Di cosa hai ancora bisogno?

Cosa farai per averlo?

Cosa farai per averlo ORA, ora che la giovinezza sfugge e con essa l’illusione dell’onnipotenza?

Alex e Maria non sono solo accomunate, tuttavia, da un dato anagrafico: non sono originarie dello stato in cui hanno scelto di vivere, sono cresciute senza l’affetto stabile di una famiglia, non sono state fortunate con gli uomini.

In poche parole, ritengono di dover prendersi dalla vita la soddisfazione che meritano e sono disposte a mettersi in gioco per riuscirci.

In un mondo di disvalori che di libertà hanno solo la veste sdrucita, le due protagoniste sono in bilico fra droghe, alcol, soldi, relazioni occasionali o segrete, spaccio e illusioni di gloria.

L’epilogo, che non svelo, non ha un intento paideutico o moralista, ma lascia il sapore amaro della realtà, quella di carne, ossa e sangue.

Quella che corre più veloce di una Mustang rossa e che ti raggiunge, ovunque ti nascondi, e ti chiede la resa dei conti, ben oltre i 30 anni.

Lo stile di Elisabetta Villaggio è accattivante, dal taglio cinematografico. Descrive il necessario e su di esso non censura, ma non si sofferma su particolari scabrosi o troppo intimi.

Scrive con naturalezza, l’autrice, e ci fa entrare in una storia che, se pur decontestualizzata, è quella in cui tutti: anche se di sfuggita, ci siamo ritrovati, almeno nel ruolo di spettatori.

Mi resta un dubbio. La Mustang rossa, dono del ricco padre ad Alex, è una decapottabile del ’65.

Non può essere un dettaglio casuale: Alex e Maria sono quasi coetanee dell’auto, forse di qualche anno più vecchie.

Io credo ci sia una forma di immedesimazione con un inumano motore scattante, una bella carrozzeria e senza un vero cuore.

Alex, riferendosi a quel periodo, della durata di soli nove giorni, in cui si svolge la storia, afferma, con estrema sintesi: “Avevo una Mustang rossa”.

Forse voleva dire: “Credevo di essere solo un oggetto destinato alla corsa, finalizzato a tagliare mille traguardi”.

Buona lettura.

Sinossi

Alex, bella, ricca, poliglotta, piena di glamour, producer di video musicali.

Maria, gestrice di un bar-mensa, madre di due bimbi, forte accento messicano, piccolina, non attraente e certamente non il tipo di amica che ci si aspetta si porti dietro una come Alex.

Due vite diverse che si mescolano a Los Angeles in nove giorni dell’aprile 1988. Sullo sfondo i Miller Studios, dove si realizzano spot pubblicitari e video musicali, tra Highland Avenue e Santa Monica Boulevard.

Oltre a Maria e ad Alex, una serie di altri personaggi ruotano attorno a loro: Bob, capo degli Studios e perdutamente innamorato di Maria; Anthony, Michael e il loro gruppo rock che cercano di sfondare nella scena musicale di L.A. senza tanta convinzione.

Le due amiche si muovono in quel mondo variopinto, dove i sogni di tutti si confondono con i desideri e dove la realtà può essere più crudele di quanto si possa immaginare.

Nove giorni di quella fatidica primavera cambieranno le loro vite per sempre.

Titolo: La Mustang Rossa
Autore: Elisabetta Villaggio
Edizioni: La Ruota, 2016
link d’acquisto:

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Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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