“Cara mamma” di Tommasina Soraci

“Cara mamma” di Tommasina Soraci

Contest Lettere al Femminile

cara mamma

Cara mamma,

oggi è il giorno del tuo compleanno: 100 anni!

Hai ancora i capelli neri, solo un po’ ingrigiti, e non esci mai senza il rossetto e senza darti un’attenta occhiata allo specchio.

Ti rivedo donna bella, solare, affascinante, sempre elegante anche con il vestitino acquistato sulla bancarella, sapevi indossarlo come un abito firmato.

Hai vissuto la vita con determinazione e autorevolezza, ma sempre con un sorriso, eri tu la più forte.

Ricordo come hai affrontato la lunga malattia di papà, trasformando la sua stanza d’ospedale in un salotto dove si sono festeggiati, con tanto di dolci e spumante, compleanni e anniversari con infermieri, medici e ospiti delle camere adiacenti;non ti allontanavi mai da lui, magari, quando andava a fare fisioterapia, scappavi dal parrucchiere vicino, senza mai un cedimento.

Mi sono sentita sempre protetta da te ma, te lo confesserò, mai capita fino in fondo, forse perché non sono mai riuscita e ancora non riesco a esternare i miei più profondi pensieri e sentimenti.

Due lezioni di vita, però, mi accompagnano come fari-guida,

amavi ripetere: “l’undicesimo comandamento è reagire”, già mai lasciarsi andare, cadere e rialzarsi… grazie anche all’ovetto fresco che per te curava tutti i mali, come amavi dire, “fisici, psichici e morali”, e la tua innata curiosità per tutto ciò che era nuovo, dal detersivo alla ricetta da provare (che cuoca sei stata!), hai amato e ami le sfide: forse perché ero un’adolescente goffa e un po’ “imbranata”, hai perfino imparato a cucire, ancora oggi ricordo che non ho mai avuto abiti più belli e alla moda.

Poi, col tempo, le parti si sono invertite: tu ridiventavi bambina e io la mamma, è stato difficile per me, elaborare questo cambiamento, sofferenza e rifiuto di fronte all’inesorabile scorrere del tempo. Ora è grande la tenerezza che mi susciti, quando mi chiedi di accompagnarti dalla tua mamma ma anche nostalgia per non poterti stare più vicina.

Sai qual è il ricordo che mi porto sempre nel cuore?

Un pomeriggio, arrivo a Roma, per passare con te il solito quindicinale fine settimana, non ti trovo in casa, mi siedo sul muretto del cortile ad aspettarti, era un pomeriggio d’ottobre, di quelli magnifici come solo a Roma capitano, all’improvviso – avevi già ottant’anni – ti vedo arrivare di corsa, sì proprio di corsa, con il tuo giaccone rosso fiammante e un gran sorriso, per farti perdonare… Quando mi sento triste, rivedo quell’immagine e ricomincio il cammino.

Buon compleanno mamma.

Tommasina

Maria Cristina Sferra

Maria Cristina Sferra, giornalista professionista e graphic designer. Insaziabile lettrice, scrive per lavoro e per passione. Autrice indipendente, ha pubblicato il romanzo “A mezzogiorno del mondo (una storia d'amore)”, la silloge poetica “Il soffio delle stagioni”, la raccolta di racconti rosa "L'amore è una sorpresa".

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