Sei domande su Mansfield Park!

Sei domande su Mansfield Park!

di Antonia Romagnoli

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Mansfield Park è il terzo romanzo della celebre scrittrice inglese Jane Austen. Scritto fra il 1812 e il 1814, venne pubblicato per la prima volta nel 1814.

Il libro venne tradotto in lingua francese nel 1816, segno di un successo di pubblico importante anche per l’epoca.

In questo romanzo seguiamo la protagonista, Fanny Price, che in tenera età lascia la sua indigente e numerosa famiglia per essere educata a casa degli zii.

Mansfield Park è il nome della tenuta dove Fanny vive, attorniata da zii e cugini e dove l’arrivo dei giovani Crawford, Mary e Henry, sconvolge i placidi equilibri della famiglia.

Due le trasposizioni su pellicola del romanzo: il film di Patricia Rozema del 2000 e il period drama della BBC, del 2007.

E ora… qualche curiosità su Mansfield Park!

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Tutta la famiglia 🙂

Perché Fanny Price si trasferisce dagli zii ma non viene adottata?

Nell’800 era uso che i parenti più facoltosi si prendessero in carico i figli dei parenti poveri, per fornire loro un’educazione e una possibilità di fare un buon matrimonio o di prendere una strada migliore nella vita.

Oltre a Fanny, sir Thomas infatti si occupa del fratello maggiore, William, che inizia la sua carriera nella Royal Navy grazie all’interessamento dello zio.

Fanny viene presa in casa per essere cresciuta con le cugine, circa sue coetanee, ma non viene mai considerata alla pari loro: è la parente povera, destinata a sposarsi bene ma non troppo o a diventare dama di compagnia della zia.

Anche in Emma troviamo un esempio di questa abitudine di crescere in famiglia bambini più indigenti: la piccola Jane cresce e viene educata dai Campbell; Frank, per altri motivi, cresce dagli zii (qui però ne prende il cognome, perciò di adozione ufficiale si tratta).

Anche in Nord e Sud della Gaskell, Margaret vive a Londra con gli zii fino alla maggiore età, per essere educata con la cugina.

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Fanny Price: cresce coi cugini, ma la differente classe sociale peserà fino alla fine. O quasi!

Ma Edmund perché si fissa a voler fare l’ecclesiastico?

Sir Bertram è uno dei rarissimi personaggi della Austen a possedere un titolo. Egli è un Baronetto, il titolo nobiliare ereditario più basso nella gerarchia.

Edmund è il secondogenito dopo Thom, quindi secondo in linea di successione al fratello fino a che eventuali figli di quest’ultimo non gli subentrino.

Come cadetto, un giovane aveva poche scelte: carriera militare o ecclesiastica, oppure un dignitoso mestiere come l’avvocatura.

La scelta di diventare ecclesiastico è quella più consona al carattere di Edmund, ma anche la più conveniente. La tenuta di Mansfield è abbastanza ampia da avere una prebenda, una parrocchia alla quale è legato anche un certo valore in denaro, una rendita.

Questa parrocchia, assegnata al dottor Grant (la cui moglie è sorella dei Crawford), ha un discreto valore e potrà in un secondo momento passare a Edmund, com’era stata prima del marito di zia Norris, permettendogli così di vivere nelle vicinanze (se non in seno) alla famiglia.

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Edmund: l’ecclesiastico per vocazione.

Perché Mary Crawford si dimostra così contenta della malattia di Thomas?

Quando Thom rischia di morire, Mary Crawford vede realizzarsi un sogno quasi perduto, quello di diventare la moglie non di un pastore, come tutto sembrava indicare, ma del futuro baronetto sir Edmund.

La morte di Thom, in assenza di figli, riapre la possibilità di successione a Edmund. Ma le cose non vanno… per il verso giusto (per lei!).

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Mary Crawford: troppo moderna per piacere alla Austen.

Ma le sorelle Bertram sono… zoccole come sembra?

Maria Bertam sì. In epoca Regency, pur essendoci la possibilità di divorziare, era uno scandalo terribile. L’abbandono del tetto coniugale per una donna equivaleva alla fine di ogni rispettabilità, specie se, in seguito allo scandalo, al divorzio non seguiva un “matrimonio riparatore”: esattamente come se fosse stata una nubile fanciulla.

Julia se la cava molto meglio, perché la sua fuga è finalizzata al matrimonio. Innamorata da tempo di Mr. Yates, un amico del fratello maggiore, teme di non trovare favore della famiglia alle nozze (e diciamocelo, invisibile com’è rischia che non si accorgano quasi di lei… un po’ di protagonismo glielo dobbiamo!), e quindi decide per il pratico sistema della fuga d’amore.

Per i giovani ardenti desiderosi di convolare a nozze c’era l’opzione di Gretna Green, sul confine con la Scozia. Era l’unico posto dove ci si poteva sposare con facilità, evitando le tre settimane di pubblicazioni necessarie per sposarsi per la chiesa anglicana. Vi ricordate? Era proprio lì che doveva andare Lydia con Wickham. Ma non ci è mai arrivata.

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E se Fanny avesse accettato di sposare Crawford? Come sarebbero andate le cose?

Perché il libro e il film su Mansfield Park sono così diversi?

Il film Mansfield Park per molti versi si stacca dal romanzo e dalle intenzioni originarie della Austen per affrontare temi non presenti nel libro. Mentre il romanzo si incentra sulle tematiche del divario sociale, dell’effetto di una cattiva educazione sui giovani, sull’osservazione dei caratteri dei vari personaggi, il film offre diversi spunti che si ricollegano alla vita dell’autrice.

Il forte rilievo dato alla questione della schiavitù, che la Austen nel libro accenna soltanto, non sarebbe nemmeno stato possibile in un’opera scritta da una donna, ma il fatto che l’autrice ne accenni già fa pensare che fosse sua intenzione dare un certo rilievo a questo tema. Il forte legame fra Fanny e la sorella Susan, tenuto saldo grazie alle lettere, ricorda quello fra Jane e Cassandra, così come il carattere della protagonista del film sempre avvicinarsi più a quello della scrittrice che a quello del personaggio.

In epoca Regency della schiavitù si parlava poco, era un argomento poco elegante, specie da parte di una donna.

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Fanny Price: per metà nel film è Jane Austen.

Perché Edmund ci sta così antipatico?

Edmund è l’unico a mostrarsi gentile con Fanny, ma è uno dei buoni, uno dei Principi Azzurri, che piace meno alle signore. Ci piace Darcy, adoriamo il capitano Wenthworth, ma Edmund non ci convince. Edmund, in effetti, è l’anti Wenthworth per eccellenza. Mentre altri eroi maschili si dimostrano violentemente innamorati delle fanciulle perché ammaliati dalla loro personalità, Edmund plasma la mente di Fanny a sua immagine, guidando le letture e i gusti, indicandole la morale da seguire, educandola secondo i propri criteri e solo dopo aver scoperto che una donna indipendente è pericolosa, decide di ripiegare su colei che lo ama da sempre, che egli ha trasformato negli anni nella sua donna ideale. Non può piacerci uno così!

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Un lieto fine per Fanny. Ma lui non è poi un principe molto azzurro!

http://www.antoniaromagnoli.it/write/titoli-nobiliari-inglesi/

http://www.antoniaromagnoli.it/w

rite/il-matrimonio-ai-tempi-di-jane-austen/

http://www.antoniaromagnoli.it/write/abbigliamento-regency/

https://it.wikipedia.org/wiki/Mansfield_Park

Le immagini sono fotogrammi del film del 2000; sono tratte dal web.

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La locandina del film del 2002, da cui sono state tratte le immagini.

 

2 commenti:

  1. Complimenti per l’articolo, che ho trivato molto interessante!

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