“Che fine ha fatto Baby Jane?” di Robert Aldrich

“Che fine ha fatto Baby Jane?” di Robert Aldrich

Recensione film di Carolina Colombi

Che fine ha fatto Baby Jane?

Intensa pellicola cinematografica con Bette Davis e Joan Crawford

Tratto dall’omonimo romanzo di Henry Farrell, la trasposizione cinematografica di Che fine ha fatto Baby Jane? rende merito al libro.

Film del 1962, diretto da Robert Aldrich, è considerato un cult, soprattutto grazie al notevole livello interpretativo delle due protagoniste.

Oltre a essere un intramontabile capolavoro del cinema hollywoodiano.

È il 1917 quando Jane Hudson (Bette Davis), soprannominata Baby Jane, delizia il pubblico con le sue doti di bimba prodigio.

Il suo talento naturale la porta a cantare, ballare e muoversi con scioltezza sui diversi palcoscenici americani.

La piccola è incoraggiata dal padre, che favorisce anche la produzione di bambole, le quali raffigurano la figlioletta in tutte le sue movenze.

All’ombra dello strepitoso successo di Jane, c’è Blanche (Jane Crawford), che vive la sua condizione di sorella con sofferenza e sentimento di inferiorità.

Quando l’esuberanza di Baby Jane subisce un calo, anche a causa del suo comportamento volubile e instabile, la ragazzina non accetta i suoi insuccessi, e rimane legata, fino all’età adulta, al ruolo infantile che l’ha vista protagonista di numerose rappresentazioni.

Trascorso un certo periodo, intorno agli anni ’30, questa volta le porte della celebrità si spalancano per Blanche; grazie alla sua bravura interpretativa, superiore a quella della sorella.

Andando a occupare così, in termini di notorietà e affermazione, il posto che fu di Jane.

A stroncare la sua splendida carriera, purtroppo, interviene un incidente d’auto, dai contorni non del tutto chiari.

E la Blanche, che tutti ammiravano, rimane paralizzata, e costretta a muoversi su di una sedia a rotelle.

Accudita da Jane, Blanche viene sottoposta a ogni sorta di sopruso.

Impossibilitata a ribellarsi è costretta a subire i maltrattamenti deliranti della sorella, i quali vanno a coniugarsi in un vaneggiamento sempre più evidente.

A causa anche dell’uso di alcool, di cui la donna si nutre in abbondanza.

“Stavo pulendo la gabbia e l’uccellino è volato via…”

Dirà Jane alla sorella, sottoponendola a un’ulteriore angheria.

Rimasta psicologicamente fragile, Jane vive nel ricordo dei propri successi giovanili, convinta di essere ancora la bambina del tempo che fu.

E sono proprio i ricordi, i quali hanno un notevole peso sull’orrore quotidiano in cui le due sono intrappolate, a rappresentare il punto d’unione tra passato e presente.

Tanto che Jane, in un momento di paranoia, vorrebbe rinnovare l’antico successo, mettendo in scena un suo spettacolo.

Nel suo stravagante progetto coinvolge un pianista fallito, tale Edwin Flagg (Victor Buono) ma, nonostante la partecipazione dell’uomo, l’intento è destinato a fallire.

Fallimento che, quale inevitabile conseguenza, spinge Jane in una spirale che la affonda sempre più verso la follia.

Nel momento in cui Blanche le suggerisce di farsi curare, Jane si rifiuta, determinata a voler restare nel suo involucro infantile.

E in risposta continua a vessare la sorella, arrivando perfino a picchiarla. E confinandola infine nella sua stanza.

Vittima della follia di Jane sarà anche Elvira (Maidie Norman), la domestica, che vorrebbe aiutare Blanche a liberarsi dal crudele giogo di Jane.

In seguito a tale episodio, Jane regredisce ulteriormente, rifugiandosi sempre più nella sua condizione fanciullesca.

Il declino psicologico di Jane è ormai inevitabile, tanto che la induce a condurre Blanche in spiaggia, lasciandola giacere sotto il sole cocente.

“Allora, in tutti questi anni avremmo potuto essere amiche…”

Sussurra Jane alla sorella, in un momento di apparente affettuosità.

Infine, con un colpo di scena, una rivelazione quanto mai spiazzante, da parte di Blanche, il film si conclude.

E per Jane, la quale, a causa dello shock emotivo, aveva rimosso dalla mente il reale svolgersi dei fatti che avevano causato l’incidente, si aprono le porte della pazzia.

Ed è il finale, definito a sorpresa, a lasciare lo spettatore stupito e coinvolto nella storia che, attraverso una sapiente regia, l’ha visto partecipe delle vicende.

Catalogato come film drammatico, Che fine ha fatto Baby Jane? lo si può classificare come un melodramma, a metà tra il noir e il thriller.

Anche se è riduttivo parlare di pellicola cinematografica, perchè di dramma teatrale in piena regola si tratta.

Memorabile l’interpretazione delle due star. Le quali, legate da un discutibile legame familiare, offrono allo spettatore la rappresentazione di un crogiolo di emozioni complesse, ambigue e non facilmente decifrabili.

Emozioni tutte, filtrate dai dialoghi, intensi, e costruiti con fine accuratezza.

La forza espressiva di Bette Davis e Joan Crawford dà a Che fine ha fatto Baby Jane? la connotazione di un film da collezione, e da includere fra i più grandi della cinematografia hollywoodiana.

Eccellente la regia, per mezzo della quale Robert Aldrich scava nei moti dell’anima e nelle menti delle protagoniste.

Restituendo allo spettatore due figure tragiche, che si manifestano nelle espressioni dipinte sui loro volti: quello di Jane è animato dalla follia, dallo smarrimento invece, quello di Blanche.

Ottima la colonna sonora che partecipa a creare una tensione crescente e palpabile.

Infine, alcune curiosità.

Pare che le due grandi dive non fossero soltanto rivali sullo schermo, ma anche nella vita.

La teenager che abita nella casa accanto a quella delle sorelle Hudson è la figlia di Bette Davis.

Nel 1991 è stato fatto un remake del film, dallo stesso titolo, ma con l’interpretazione di Vanessa Redgrave e Lynn Redgrave.

I riconoscimenti al film sono stati numerosi.

Nel 1963 Che fine ha fatto Baby Jane? ha ricevuto il Premio Oscar, il Golden Globe, il Premio Bafta, oltre che a ricevere riconoscimenti al Festival di Cannes.

Che fine ha fatto Baby Jane?

Jane e Blanche sono due sorelle legate da un rapporto di reciproca dipendenza. Wikipedia

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